TAGLIOLINI al BAROLO

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TAGLIOLINI AL BAROLO a SESTO CALENDE

di Paolo Maggioni – Food Blogger

La Casa della Pasta Fresca®

Un piatto unico da degustare e un’idea originale da regalare !!!

L’idea di utilizzare il vino per dare sapore e colore alla pasta è nata nelle zone orientali d’Italia ma si è rapidamente diffusa andando a coprire le diverse tipicità regionali.

Non potevano perciò mancare come proposta presso La Casa della Pasta Fresca® dei tagliolini realizzati con il principe dei vini italiani, ovvero il Barolo.

Ci troviamo di fronte ad un tagliolino, perciò una pasta di misura sottile, realizzata comunque con grano duro e senza l’utilizzo di uova.

Per la serie anche l’occhio vuole la sua parte, la pasta  si presenta con il bel colore rosso granato del Barolo che conferisce una particolare attrattiva al piatto.

La pasta mantiene del barolo i sapori primari mentre la parte alcoolica viene completamente persa tale per cui risulta molto piacevole anche per i bambini. In bocca rimangono le caratteristiche più morbide del prodotto, quelli floreali e vanigliate che ne fanno un piatto veramente elegante.

La preparazione è da studiare accuratamente anche se va detto che un sugo di pomodoro leggero assolutamente non stona. Una prima proposizione potrebbe essere quella con un ragù bianco di coniglio, carico di verdure. Volendo osare potremmo fare della salsiccia con delle cipolle croccanti.

Quello che proponiamo oggi è invece molto stagionale e molto legato al territorio di origine ovvero un sugo bianco di porcini.

Per quattro persone prendiamo un porcino fresco di circa un etto, puliamolo e tagliamolo a fettine non troppo sottili e facciamolo rosolare in una noce di burro in una padella che abbiamo “sporcato” con un poco d’aglio.

Una volta che sia ben rosolato amalgamiamo con un pizzico di farina, aggiungiamo due mestoli di acqua bollente e tiriamolo a cottura mantecando alla fine con un’altra noce di burro, aggiungendo del prezzemolo e regolando di sale e pepe.

Nel frattempo buttiamo la pasta e facciamola cuocere per non più di tre minuti, scoliamola, buttiamola nella pentola insieme ad un cucchiaio di acqua di cottura che avremo tirato da parte.

Impiattiamola, magari servendoci dell’ausilio di un coppa-pasta e serviamola in tavola, il successo è assicurato.

Per accompagnamento è ovviamente perfetto un bel  Nebbiolo.

Paolo Maggioni – Food Blogger

 

 

VI CONSIGLIO DI DARE UN’OCCHIATA AL CONDIMENTO DI VANNA IN CUCINA:

 

 

http://cucinaetorteggiaconvanna.blogspot.it/2012/09/tagliolini-con-barolo-alla-salsiccia-di.html

 

Tagliolini con barolo alla salsiccia di maiale e pomodorini caramellati

 

Ingredienti:
250 gr di tagliolini con barolo La casa della pasta fresca 3 capi si salsiccia di maiale a punta di coltello 50 cl di olio extravergine d’oliva Dante 4 spicchi d’aglio 1 cucchiaio di aceto di vino bianco 20 pomodori ciliegini sale, zucchero, pepe, origano, prezzemolo, olio 3 cucchiai di parmigiano grattugiato:
Procedimento:

Sbollentare i pomodorini ciliegini ( cioè dopo averli lavati, praticare un taglietto superficiale a croce sulla parte superiore, metterli in acqua che bolle per 2-3 minuti, scolarli e metterli in acqua con ghiaccio e privarli della buccia), tagliarli a metà e privarli dei semi, Disporli, regolarmente senza sovrapporli, su una teglia e condirli con olio, sale, zucchero e origano, la cui quantità è simile a quella per condire un’insalata, Cuocerli in forno a 120° per un’ora.

Nel frattempo, in una padella, versare i 50 cl di olio, aglio tritato finemente, prezzemolo tritato,sale e pepe e far imbiondire l’aglio  a fiamma bassissima, versare la salsiccia privata della budella e sminuzzata e far cuocere a fiamma bassa sfumandola con il cucchaio di aceto. Spegnere quando la carne si è appena cotta, e attendere che i  pomodorini finiscano la cottura in forno.

Cuocere i tagliolini con barolo in abbondante acqua salata, scolarli e versarli nella padella della salsiccia che ho fatto nel frattempo cuocere per altri 5 minuti. Mescolare il tutto aggiungendo i pomodorini caramellati e il parmigiano grattugiato!

Servire caldi. Sono davvero buoni!!!!!!!!!!!!!!!!

 

La Casa della Pasta Fresca®

Pastificio – Produzione e Vendita Diretta Pasta Fresca

Ristorante Self – Service

Gastronomia e Piatti Pronti da Asporto

Servizio Catering e Banqueting

Pranzi e Buffet per Cerimonie, Feste Private ed Eventi

Noleggio Attrezzature

Via V .Veneto 13 (S.S. Sempione) Sesto Calende(VA)

Tel. 0331 924981 – Fax. 0331 919385

info@lacasadellapastafresca.it

www.lacasadellapastafresca.it

Velo Club Sestese , la società ciclistica dilettantistica di Sesto Calende.

Pubblicata il by F&T Servizi Immobiliari Caricata in Agenzie Immobiliari | 1 Commento

Il Velo Club Sestese è una associazione di ciclisti amatoriali, appassionati di ciclismo e mountain bike di Sesto Calende, ridente cittadina in provincia di Varese alle porte del Lago Maggiore.

Colori Sociali:    Azzurro e Bianco

 

non tutti lo sanno ma Sesto Calende ha avuto nella sua storia dei ciclisti che hanno partecipato al Giro d’Italia, delle squadre e delle società ciclistiche; purtroppo i dati di cui siamo in possesso al momento sono molto scarsi, ma stiamo realizzando una ricerca continua per reperire materiale dell’epoca a testimonianza del passato ciclistico Sestese.

il ciclismo , per come lo intendiamo noi, è sinonimo di rispetto e buona educazione, ecco perché abbiamo stilato il decalogo del ciclista  …..

Decalogo del Ciclista
Codice di Comportamento per le uscite sia su Strada che in Mountain Bike
Le uscite in gruppo sono un momento di aggregazione, socializzazione e divertimento. Ecco delle semplici ma fondamentali
regole da seguire quando usciamo in bici sia in Strada che in MTB. Questo Codice di Comportamento è stato redatto negli
anni ’70 negli Stati Uniti, dove è nata la mountain bike, e adottato in tutto il mondo. Al fine di salvaguardare questa disciplina
sportiva a cui noi siamo appassionati ed il nostro territorio, il Velo Club Sestese invita tutti a rispettare queste regole per il
divertimento nostro, l’ambiente e la sicurezza di chi incontriamo sui sentieri o su strada.
1)  Rispettiamo rigorosamente gli orari stabiliti per il ritrovo. Ricordiamoci di chi ha impegni per la
famiglia o per il lavoro, o per lo studio e ha una tabella di marcia predefinita da seguire; inoltre se si arriva in
anticipo si può sempre bere un caffè in compagnia.
2) Presentiamoci già vestiti e con la MTB in ordine. Equipaggiarsi di casco, occhiali, guanti, abbigliamento e
accessori adeguati. Non dimentichiamo attrezzi, ricambi acqua e viveri. Cercate di essere autosufficienti. Se
percorrete lunghe distanze aspettatevi repentini cambiamenti di tempo ed attrezzatevi di conseguenza.
3) Non usciamo mai soli. Nel caso fosse inevitabile, dotiamoci di telefono cellulare, ricambi e viveri.
Affrontiamo percorsi conosciuti e avvisiamo qualcuno della nostra uscita e del percorso che vogliamo
intraprendere.
4) Controlliamo la velocità. L’andatura va commisurata al tipo di terreno, alla nostra esperienza di guida e
allo stato del mezzo. Affrontando svolte e tornanti prevediamo di poter incontrare qualcuno oltre la curva.
5) Rispettiamo la natura. Non inquiniamo: cartacce o imballaggi o altro, ce li portiamo a casa o li buttiamo
negli appositi contenitori. Non spaventiamo gli animali, non disturbiamo. Restiamo sui percorsi già tracciati
per non danneggiare i prati o altri ecosistemi. Non prendiamo mai scorciatoie tra i tornanti su ripidi pendii
perché ciò può accelerare l’erosione del terreno. Lasciamo le minori tracce del passaggio della bici. Ciò che
dalla natura si può prendere sono solo fotografie.
6) Date la precedenza agli altri escursionisti a piedi: Rispettiamo gli altri sportivi che incontriamo e
prestiamo la massima attenzione a chi cammina. Salutiamo e in caso di necessità, aiutiamo chi è in difficoltà.
Rallentiamo e passiamo con cautela gli altri escursionisti e quanti possono venire a trovarsi sul nostro
percorso, persone ma anche animali. Avvisiamo in tempo del nostro avvicinarci.
7) Rispettiamo le segnaletiche, le proprietà private e pubbliche: Chiudiamo i cancelli che abbiamo aperto
per il nostro passaggio oppure non passiamo affatto nei terreni altrui. Rispettiamo sempre il codice della
strada.
8) Sicurezza sempre: Siamo prudenti, specialmente nelle uscite di gruppo o in percorsi sconosciuti.
Controlliamo lo stato di salute di chi ci è vicino. Avvisiamo se abbiamo problemi fisici o meccanici. Se
qualcuno cade o si sente male, accertiamoci delle sue condizioni e in caso di evidente gravità fermiamoci a
soccorrerlo o avvisiamo gli altri e i soccorsi.
9) Strade e Sentieri adatti a tutti: Nelle uscite cercheremo sempre di percorrere sentieri adatti a tutti.
Tuttavia il gruppo potrà essere in certi tratti diviso in due: per chi è allenato e potrà pedalare a ritmi
sostenuti e per chi, per vari motivi, avrà un ritmo più lento. In ogni caso partiamo in gruppo e arriviamo in
gruppo. In scia o affiancati agli altri non effettuiamo frenate, movimenti o cambi di direzione bruschi. Stiamo
sempre concentrati. Su asfalto rispettiamo il codice della strada mantenendo un comportamento corretto e
gentile.
10) Divertiamoci. Senza pero fare schiamazzi e rumori molesti per la fauna e senza fare danni al nostro
passaggio. Facciamo sempre delle foto per ricordo, ma anche da condividere con gli amici sul sito e sui social
network.

dopo le regole del buon ciclista ecco alcune fotografie dei nostri soci…

  parte del gruppo……

alcune uscite..

allenamenti e competizioni

ma sporatutto tanto , tanto e tanto divertimento!!!

vi aspettiamo tutti a pedalare con noi, per contattarci potete farlo tramite il nostro blog veloclubsestese.wordpress.com, o tramite facebook cercando Velo Club Sestese , la nuova società dilettantistica di Sesto Calende , o tramite Twitter seguendo @veloclubsestese, con questi strumenti potrete vedere foto, itinerari e le prossime uscite o gare alle quali parteciperemo.

Vi auguro una buona continuazione e vi aspetto numerosi per una pedalata insieme.

Velo Club Sestese

La Campagna Nastro Rosa

Pubblicata il by RossanaGir8 Caricata in Notizie | Lascia un commento  

Sono trentotto gli esercizi commerciali Sestesi che hanno entusiasticamente aderito alla Campagna Nastro Rosa promossa dalla LILT, la Lega Italiana Lotta contro i Tumori.
Durante l’intero mese di ottobre i nostri concittadini e gli avventori che si recheranno nella nostra città per il proprio shopping potranno trovare in numerosi negozi la tipica spillina con il fiocco rosa e tutto il materiale informativo relativo alla prevenzione del tumore alla mammella, che purtroppo colpisce oltre quarantamila donne italiane ogni anno.

La campagna della LILT mira a sensibilizzare la popolazione femminile verso la prevenzione, proponendo visite gratuite su tutto il territorio nazionale, e in questo particolare contesto nella nostra provincia, grazie alla campagna Nastro Rosa che, ideata degli U.S.A. dall’imprenditrice della cosmetica Evelyn Lauder, ha ormai ampio respiro internazionale. Appoggiata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la campagna per il 2012 ha come testimonial lo splendido sorriso di Cristina Chiabotto, una delle molte celebrità che da anni contribuiscono alla diffusione di questo importante messaggio.                                                                                                                    I commercianti di Sesto Calende dove poter ritirare la brochure informativa e lasciare un contributo per l’importante Campagna  sono riconoscibili perché espongono un bellissimo fiocco rosa nelle loro vetrine.

La diagnosi precoce e la prevenzione di questa neoplasia sono di importanza vitale, considerando anche il preoccupante abbassamento dell’età in cui la malattia si manifesta, toccando circa il 30% delle donne sotto i 50 anni, fuori quindi dal parametro previsto per il programma usuale di screening mammografico.
Ma non solo i commercianti appoggiano l’iniziativa: l’Assessorato alla Cultura del Comune di Sesto Calende ha infatti patrocinato l’interessante incontro che si terrà giovedì 11 ottobre in Sala Conferenze alle ore 18.00 dal titolo “prevenzione e diagnosi precoce del carcinoma della mammella”, presentato dalla LILT e dal Dott. Giovanni Trotti, oncologo dirigente di primo livello dell’ospedale di Busto Arsizio, che rappresenta l’eccellenza nazionale nella senologia.

La campagna Nastro Rosa promossa da E.Lauder Companies è attivissima anche a Vancouver, Canada, con accattivanti bus turistici.

Rossana Girotto

Fiera Sposi e Viaggio di Nozze

Pubblicata il by ipotesi viaggi Caricata in Agenzie Di Viaggio | Lascia un commento  

Mi vuoi sposare? E dopo il si e l’euforia che ne segue, ci si trova travolti in un turbine di scelte e decisioni dalla A di Abito alla V di Viaggio di Nozze.

Fortunatamente esiste la Fiera Sposi dove trovare numerosi espositori che vi possono aiutare ad organizzare il matrimonio perfetto.

Noi parteciperemo alla Fiera Sposi di Malpensa Fiere, Sposi Oggi dal 19 al 21 ottobre

Ci troverete però come Australia e Polinesia For You, perchè presenteremo principalmente le due destinazioni per le quali siamo specializzati, al fine di organizzare un Viaggio di Nozze perfetto.

Pertanto se volete approfittare di questa occasione per incontrarci potete venire a trovarci a Malpensa Sposi Oggi allo stand 56 – padiglione 1

Ci riconoscerete dal Koala …

 

 

 

L’Unitre e il Circolo Sestese: una nuova collaborazione

Pubblicata il by Segreteria Unitre Caricata in Unitre | Lascia un commento  

Oggi presentiamo una delle novità per i nostri iscritti all’Anno Accademico 2012-2013. Con l’iscrizione all’Unitre, ogni socio riceverà senza ulteriori spese o obblighi da parte di ogni iscritto. La tessera nominativa sarà consegnata ad ogni iscritto a partire da gennaio e darà diritto alle seguenti agevolazioni:

  • ingresso con riduzione ai giovedì danzanti (a partire dal 5 gennaio)
  • ingresso con riduzione al cinema estivo all’aperto
  • ingresso con riduzione alle rappresentazioni teatrali
  • riduzione sui servizi dell’attività di balneazione
  • sconti sull’iscrizione alle attività delle società sportive affiliate al Circolo (canoa, free-climbing e pesca)
  • diritto di accedere agli acquisti collettivi di prodotti di largo consumo contrattati direttamente con i produttori (patate, vini, frutta di stagione, ecc.)

Per maggiori informazioni sia sull’iscrizione al Circolo Sestese sia all’Unitre non esitate a contattarci al nostro indirizzo interne info@unitresestocalende.it o visitate il nostro sito www.unitresestocalende.it

Torte Zucchero e Fantasia

Pubblicata il by marco emiazico Caricata in Bar Enoteche | 1 Commento

Si sa che nulla batte l’arte del pasticciere unita ad una accurata scelta di ingredienti di qualità, me se questi fossero anche accompagnati da senso artistico e spirito ludico? In fondo nelle grandi feste dei tempi passati era fondamentale che le pietanze avessero un aspetto sontuoso e che lo chef fosse più pittore e scultore che cuoco. Pensiamo, per chi ha visto il film, alle statue di ghiaccio di Vatel alla corte di Luigi XIV o ai pavoni serviti con la loro coda spiegata alle feste romane  od alle corti rinascimentali.

Non vogliamo andare così lontano e proporvi dei pavoni farciti, però quello che si può fare con della pasta di zucchero ed una mano esperta può veramente stupire.

Una buona torta rimane  una buona torta, ma una buona torta personalizzata che effetto può fare sulla persona a cui è dedicata ? Qual’è il quid in più di entusiasmo di una festa di bambini se la torta che viene servita è modellata come il loro pokemon preferito od addirittura costruita sulla loro Barbie del cuore ?

Il fidanzato apprezzerà di più la torta che gli ricorda il suo sport preferito o la fidanzata quella che ricorda un momento del cuore ? State certi che sarà così, anche il sapore sarà diverso se l’occhio è appagato e la mente dirottata verso l’oggetto del cuore.

La ricetta è quindi semplice, prima di tutto spremetevi le meningi e cercate di capire cosa possa piacere a Vostro figlio, alla dolce metà, al nonno od all’amico del cuore, prendete l’idea, magari assieme a qualche foto o disegno  e recatevi alla Pasticceria Emiazico. In men che non si dica, grazie alla abili mani di Silvia,  potrete avere una torta realizzata a mano in pasta di zucchero secondo le vostre esigenze e che farà impazzire la persona a ci è destinata. Una personalizzazione di un prodotto di qualità che è garanzia di successo.

Paolo Maggioni

 

Le vetrine per esposizione del gelato.

Pubblicata il by Christian Gasperin Caricata in Gelaterie | Lascia un commento  

 

Continuando il discorso iniziato con gli articoli “i macchinari presenti in un laboratorio di gelateria” (qui) e “ macchine combinate e abbattitori di temperatura per gelateria” (qui), oggi parliamo delle vetrine espositive per gelati.

 

Sono apparecchiature molto importanti poiché in queste vetrine viene posto il gelato pronto per la vendita.Ormai esistono molti modelli di vetrine: con ventilazione standard,con ventilazione doppia e con ventilazione statica, a cui appartengono le vetrine a pozzetti o carapine.

Le vetrine standard, con unica ventilazione, sono quelle in commercio da più tempo. Queste hanno delle ventole che spingono l’aria in un’unica direzione, per cui l’aria uscendo fredda dall’evaporatatore si sposta sopra le vaschette del gelato, diventando sempre piu’ calda, fino a quando non rientra nella parte opposta e viene nuovamente raffreddata.

Spesso, in questo tipo di vetrina, si hanno 2 temperature diverse fra l’inizio, dove esce l’aria dall’evaportatore e la fine,dove, dopo esser passata sopra il gelato, acquista qualche grado in più.

Ultimamente sono nate nuove vetrine a doppia ventilazione. In queste vetrine ci sono sempre delle ventole che spingono l’aria, ma in questo caso, fra la prima e la seconda fila di vaschette, viene lasciato uno spazio di qualche cm in modo che l’aria faccia un percorso più breve e quindi ci sia una temperatura più uniforme in

 tutta la vetrina.
Altro tipo di vetrine sono quelle statiche, quindi senza ventole che muovono l’aria. Le più comuni utilizzate in gelateria sono quelle a pozzetti o carapine. Qualcuno si ricorderà del carrettino del gelataio che passava nei paesini: qui il gelato era mantenuto freddo all’interno di questi pozzetti, chiusi da un coperchio.

Il vantaggio è che sicuramente il gelato viene mantenuto meglio, essendo sempre chiuso. Lo svantaggio è che il cliente non può vedere il prodotto.

Tutte queste vetrine dove viene esposto il gelato hanno una temperatura che si aggira fra i – 12°C e i – 15°C, dipende da come viene costruita la ricetta del gelato, in modo da mantenere la temperatura di spatolabilità del gelato.

 

Altre importanti vetrine sono quelle dove vengono esposte torte gelato, ghiaccioli, biscotti,etc.. Spesso queste sono verticali e raggiungono temperature almeno di -18°C. Anche in questo caso possono essere statiche o ventilate.

 

 

 

Con questi 3 articoli sulle attrezzature che si utilizzano in una gelateria abbiamo voluto dare una piccola spiegazione sul loro funzionamento e a che cosa servono,molto altro si potrebbe dire, ma qui dipende molto dalle abitudini di lavoro che ognuno ha.

Vi segnaliamo che abbiamo una nostra pagina facebook  e il sito dove potete restare sempre aggiornati sulle nostre ultime novità. www.facebook.com/gelateriadellago oppure www.gelateriadellago.it.

 

 

 

Orologio Militare Italiano.

Pubblicata il by Limbiati Tempo e Preziosi Caricata in Gioiellerie e Orologerie | Lascia un commento  

Viene quasi naturale mettere, da parte dei Colleghi di I Love Sesto Calende, un Mi Piace ai post pubblicati da ciascuno di noi sul nostro Urban Blog, il 1°ed ancora unico della Provincia di Varese.

In questo caso avrebbe ancora più senso in quanto si parla di uno “come noi” che ce la fatta facendo di una Sua idea un vero e proprio successo commerciale.

Lo ha riconosciuto, come spesso capita i questi casi, anche OggiTreviso.it, una dinamica testata editoriale on line che ha dedicato a questa felice realtà un articolo dal titolo fortemente identificativo “HA MESSO IL PATRIOTTISMO SUL POLSO. E FA TIC TAC“.

Parla di Francesco Tuan di Conegliano (in Provincia di Treviso) che dal Mondo della Comunicazione e Pubblicità è arrivato a quello degli Orologi con una linea dal marchio fortemente evocativo : III Legio Julia.

Gli ingredienti che hanno fatto felice questa realtà sono da ricercare nell’alto valore patriottico legato a ciascun modello che non manca di portare con se, posto in evidenza sugli scuri quadranti, il Tricolore Italiano.

Basta poi dare un’occhiata al catalogo on-line ed ai nomi dei singoli modelli (Kabul 30A, FOB Bala Murghab e Camp Arena Herat solo per citarne alcuni) per farsi venire i brividi, riscoprire orgoglio ed unità nazionale, nel ricordare i teatri che vedono impegnati i ns.Militari Italiani nel difficile contesto Afgano.

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IL VERMENTINO NERO

Pubblicata il by hollydrink Caricata in Bar Enoteche | Lascia un commento  

La personalità è un’aspetto da tenere in assoluta considerazione quando si valuta un vino, si misura nella presenza di caratteristiche peculiari che lo differenziano dal main stream portando spesso a scelte coraggiose. La personalità si può ottenere rimanendo fedele od addirittura recuperando certe tecniche di lavorazione, facendo rinascere vitigni autoctoni ormai quasi perduti, portando vitigni nuovi in zone con caratteristiche morfologiche in grado di esaltarne la qualità, oppure sperimentando nuove ricette con ingredienti tradizionali. In un momento di forte omologazione ed appiattimento del gusto, con le ruffiane tecniche di uso della Barrique e del taglio con Merlot e Cabernet per ottenere rotondità , piacevoli ma appiattenti, queste iniziative sono solo che degne di plauso.

Podere Terenzuola è una di quelle case di cui ho avuto modo di assaggiare un vino,frutto di una iniziativa di recupero di antichi vitigni : si tratta del Vermentino Nero, un’uva a bacca rossa della Lunigiana che era stata quasi abbandonata per le difficoltà di coltivazione. E’ infatti una varietà poco resistente alle principali patologie della vigna quindi deve essere coltivata con la massima attenzione per diminuire il verificarsi di condizioni favorevoli allo sviluppo delle malattie. Solo le qualità del vino prodotto e la volontà di creare (o ricreare ) un qualcosa che sfuggisse l’omologazione ha giustificato lo sforzo e la cura profusa.

Difficile fare una carta d’identità precisa del vitigno, dato che si conosce ancora poco sulle sue relazioni genetiche. Per alcuni deriva da una variazione del Vermentino Bianco,per altri potrebbe essere addirittura una forma antecedente a quella bianca. Lavoro di classificazione ancora in corso, vediamo quale sarà il responso della scienza.

I vigneti di produzione sono situati in alti rilievi collinari nei comuni di Pontremoli, Licciana Nardi e Fosdinovo, mentre in pianura andiamo a ridosso del mare nei comuni di Carrara e Massa. Come si vede, anche la collocazione geografica conferisce personalità al vino.

La vendemmia si effettua manualmente divisa per gradi di maturazione nel mese di ottobre; la vinificazione avviene attraverso la pressatura soffice con macerazione e fermentazione in barrique aperte con follature manuali e affinamento per sei mesi sui lieviti.

Veniamo adesso alla parte che conta, l’assaggio del vino che si presenta con un colore rosso rubino scarico con riflessi violacei, non molto intenso, mentre al naso è freschissimo con sentore di fiori e frutta, speziato con note di fragola poco matura e ribes rosso. In bocca rileviamo una nota asprigna molto fresca e diretta che è la sua peculiarità: sembra quasi di bere un bianco con colore aggiunto. Se questo non è sfuggire alla omologazione, non so cosa lo sia!!!

Con cosa lo possiamo abbinare un vino del genere ? Ovviamente si gusta benissimo al bicchiere per l’aperitivo, a tavola è comunque più da da zuppe di pesce importanti che da carni. Un rosso da abbinare a zuppe di pesce, interessante vero ? Se comuque volete rimanere fedeli alle carni, allora carni bianche e mi raccomando senza troppi intingoli.

Lo Stufato d’Asino.

Pubblicata il by Gianni macelar Caricata in Alimentari | Lascia un commento  

L’autunno oramai e’ arrivato lasciandoci alle spalle la pur sempre bella estate. Il clima piu’ fresco e mite ci invoglia a degustare quei tipici piatti autunnali che nel periodo estivo vengono ovviamente trascurati. Piatti gustosi e tradizionali della nostra terra preparati con un’attenta cura e con ingredienti di primaria qualita’. Da oggi ho ricominciato la preparazione di queste specialita’ e ve le proporro’ alternandoli settimanalmente.

 

Il primo piatto tipico, che da domani troverete pronto nel mio negozio, e’ lo stufato d’asino.

Piatto tipico ottocentesco, classico del Piemonte,  normalmente viene servito con la polenta ma di certo non disdegna accompagnandolo con un buona purea  di patate.

Praticamente era il piatto di carne domenicale, soprattutto nei mesi autunno- invernali dove venivano usati per la preparazione i tagli meno nobili della macellazione dell’asino o del cavallo. Diciamo quelle parti nervose e fibrose( i muscoli, il reale, il ganassino ecc ecc) che non potevano essere valide con una cottura breve. Questa ricetta l’ho “rubata” al mio amico Eligio, grande gastronomo e “cervelè” oramai pensionato, al quale son debitore, oltre che della ricetta, anche di quei tutti piccoli dettagli e segreti che lui nella sua lunga carriera ha saputo carpire ed immagazzinare. Ovviamente va servito con un vino rosso corposo, dal classico Barbera ad  un ottimo Cabernet sauvignon.

Vi invito a provarlo, ricordandoVi che lo potrete trovare in vaschette monoporzioni o piu’ grandi, e su prenotazione sono a disposizione per cucinarvelo in occasione di cene, banchetti e feste sia private che paesane.

Inoltre, ricordo a tutti che potrete sapere quando lo preparo, seguendomi, anzi meglio, diventando “amico” cliccando sulla pagina facebook di Gianni macelar Radice.

Gianni macelar

Cucinare la zucca

Pubblicata il by Sesto Frutta Caricata in Alimentari | Lascia un commento  

La zucca è il prodotto stagionale per eccellenza, un prodotto tipico delle nostre zone a cui  purtroppo non è data la considerazione che merita. Qualcuno lo sbobba perché troppo popolare, altri perché troppo dolce, altri ancora perché pensano non esista altro modo di gustarla che nei tortelli mantovani.

Effettivamente il tortello mantovano richiede l’arte di una vita per ottenere l’equilibrio di sapori, il gnocco di zucca ha una sua manualità non semplice e la ricetta della lasagna di zucca per Parma è conosciuta solo da pochi circoli gnostici di iniziati.

Ci sono però mille altri modi di gustarsi la zucca,  tutti di facile preparazione, tutti con poco impegno richiesto e tutti con un risultato assicurato. Capisco la prevenzione verso il gusto dolce di fondo, ma la zucca ama i contrasti ed ha diversi amici che l’aiutano a trovare la giusta combinazione ed equilibrio, lo speck, la lonza ed il guanciale, il porro. Tutti ingredienti che creano quell’equilibrio che sta alla base del gusto.

Vediamo quali possono essere diverse varianti veloci e di sicuro successo.

Un risotto : tagliare la zucca a cubetti, rosolate nel burro per 5 minuti con due dita di salsiccia per ogni commensale, tostate il riso, sfumate di vino bianco e tirate a cottura per i classici 18 minuti con brodo vegetale.

Coi bucatini : rosolate la zucca con un’idea di porro, stufate a cottura con brodo vegetale molto lungo, aggiungete delle fette di lonzino per creare dei chips croccanti e poi mantecateci i bucatini aggiungendo della toma a fine cottura.

Per una zuppa : rosolate zucca, patate e un po’ di porro, più patate che zucca insieme ad una  fetta di speck. Se poi avete sottomano la cotenna dello speck meglio ancora, riempirà di sapori e di contrasti. Cuocete per un’ora e mezza abbondante a fuoco lento, togliete la cotenna e passate al minipimer.

In una Torta salata : rosolare zucca, verza e patate per 5 minuti. Riempite una torta di pasta brisee ed informare.

Come Finger food : tagliate la zucca a julienne e fatela friggere nell’olio, spalmate dei crostoni di pane di segale con Formaggina di Osmate e ricopritele con la zucca fritta.

Andando sul Sofisticato : zuppa di topinambur e zucca al profumo di arancia, rosolate gli ingredienti con un etto di topinambur per tre etti di zucca, aggiungere 50 grammi di latte e 200 di acqua, aggiungere  della scorza d’arancia e far cuocere. Togliere l’arancia, passare al minipimer e mantecare con grana. Con questa ci potete invitare a pranzo la Carolina di Monaco, quindi dovrebbe andare bene anche per Sesto.

Direi che ce n’è abbastanza per sbizzarrirsi. A questo punto non vi resta che andare a compravi una o due zucche sinché siamo in stagione. Ricordate che la zucca sino a che non viene aperta può durare anche mesi, una volta aperta è uno dei vegetali che meglio supporto la surgelazione e quindi potete riempire il freezer di cubetti o fette debitamente imbustate e pronte per essere passate direttamente in padella.

Paolo Maggioni

 

Il Sidro di Mele

Pubblicata il by admin Caricata in Servizi | Lascia un commento  

 

La Scuola di Cucina “ Menta e Rosmarino “, prosegue nella ricerca di tradizioni e realtà enogastronomiche delle nostre Regioni da riproporre in occasione dei Corsi di Cucina che organizziamo o all’ interno dei Menù che proponiamo per il Servizio Cuciniamo per Voi …. “, e intende far partecipi gli Amici di  “ I Love Sesto Calende “ del viaggio enogastronomico alla scoperta del Trentino, una Regione conosciuta ed apprezzata per le sue bellezze naturali e per la presenza di montagne uniche al Mondo quali le Dolomiti.

Dopo aver presentato il “ Radicchio dell’ Orso “ della Val Rendena, il “ Salmerino Alpino “ allevato nelle fresche acque della Valle del Fiume Sarca, Il Vino Nosiola prodotto nella bellissima Valle dei Laghi, le Noci del Bleggio, frutto caratteristico dell’ Altopiano omonimo, il   Vino Santo Trentino, realta’ unica della Valle dei Laghi e la Farina Gialla di Storo prodotta nella  Valle del Chiese, proseguiamo il viaggio presentando il Sidro di Mela, prodotto nella Valle di Non.

Il Sidro di Mela e’ una bevanda frizzante, moderatamente alcolica, ottenuta dalla fermentazione del succo di Mela.

 

La nostra protagonista : La Mela

 

Si pensa che la sua origine sia da far risalire ai Celti, antica popolazione del Nord Europa, alla quale si deve anche la invenzione delle Botti, ed in particolare quelle di castagno,  che vengono ancora oggi impiegate, in alcune realta’, per la fermentazione del succo.

I primi scritti riguardanti il Sidro risalgono alla fine dell’ 8° secolo d.C. e questo fa del Sidro il prodotto piu’ “ giovane “ del panorama, avendo il vino e la birra una storia piu’ che millenaria.

Sembra che il Sidro abbia avuto origine in Spagna, nei Paesi Baschi, la cui popolazione di esperti marinai e con tradizioni antiche di navigazione diffuse il  “fermentato” – chiamato allora Sagardoa ( Vino di Mela in lingua Basca ) in Francia, nella Bretagna ed in Normandia. Da qui poi si ebbe la diffusione in Inghilterra – nel Sussex ed in Cornovaglia – , in Germania, in Belgio e nei Paesi Nordici.

Tuttora nei Paesi Baschi esiste una fortissima tradizione legata al Sidro, con ottimi produttori. Bere Sidro nelle sidrerias, in queste comunita’  influenzate dalla cultura Celtica, riveste ancora oggi un particolare simbolismo e rappresenta un rito conviviale collettivo che viene rinnovato durante feste, matrimoni o semplicemente la sera dopo il ritorno da una faticosa giornata di lavoro nei campi.

A differenza di questi Paesi, in Italia il Sidro e’ molto poco conosciuto e diffuso. La ragione della scarsa produzione di Sidro in Italia ha due precise spiegazioni storiche:

  • La predominante cultura enologica nazionale radicata in tutti i livelli della societa’, di cui si ha notizia fin dal tempo degli Etruschi.
  • Le leggi promulgate durante il Ventennio Fascista che,  per favorire la viticultura Italiana, tassarono pesantemente i fermentati sotto i 7 gradi alcolici, per estirpare i prodotti di origine straniera responsabili di contaminare la nostra secolare tradizione.

La produzione del sidro era presente solo al Nord, in particolare in Piemonte ed in Trentino Alto Adige, e faceva parte delle tradizioni della cultura popolare delle famiglie contadine del passato. Esso veniva prodotto in casa facendo fermentare il succo ottenuto dalla spremitura delle Mele.  In quel periodo per la produzione del Sidro venivano impiegate Mele Selvatiche, non troppo adatte al consumo alimentare, poco zuccherine e molto acide. Anche allora era considerato come prodotto alternativo al vino, e per le leggi “ autarchiche “ emanate durante il periodo del Fascismo, la sua produzione cesso’ quasi del tutto e non si risollevo’ piu’ dopo questa “ batosta “.

Si assiste fortunatamente oggi, in Italia,  ad una ripresa, ancora limitata e poco conosciuta,  ma importante, del Sidro di Mela con poche realtà produttive locali che hanno riscoperto questo interessante prodotto di trasformazione delle Mele.

Se una parte rilevante della produzione e’ di tipo industriale – in certi casi con aggiunta di zuccheri, vitamine, succo di mela, anidride carbonica o aromi -, a far apprezzare appieno questo prodotto della Mela e’ senz’altro il Sidro prodotto dagli artigiani.

Una delle poche Aziende che oggi, in Italia, producono un Sidro degno di essere messo a confronto con i piu’ rinomati prodotti esteri , e’ la Sidreria Melchiori di Lucia Maria Melchiori, che ha sede a Treves in Val di Non – la Valle Trentina famosa per la coltivazione delle Mele – e che noi abbiamo conosciuto in occasione dei nostri  viaggi alla scoperta delle antiche tradizioni eno-gastronomiche italiane.

La Valle di Non con i meleti che si affacciano sul suggestivo Lago di Santa Giustina

Questa Azienda , specializzata nella trasformazione della Mela, ha riscoperto e prodotto il Sidro fermentando Mele pregiate di diverse varieta’ del Trentino.

Ha tradizioni antichissime, essendo stata fondata nel 1600. Nel 1760 nasce la prima donna della casata a cui viene dato il nome di Lucia Maria, che viene poi tramandato fino alla attuale proprietaria.

Il Sidro di questa Azienda, ottenuto attraverso una attenta lavorazione artigianale, si distingue per la delicatezza ed i profumi di cui e’ ricco. E’ inoltre frizzante per la fermentazione naturale in autoclave ( Metodo Charmat ). Ne deriva una bevanda di autentica genuinita’, gradevole al palato,  leggermente frizzante e a basso grado alcolico, dal sapore fruttato che richiama il frutto da cui deriva.

L’ Azienda Melchiori utilizza. per la produzione del Sidro, principalmente le seguenti varieta’ di Mele :

  • Golden Delicious  per conferire grado zuccherino al succo che si trasforma poi in grado alcolico.
  • Pink Lady  e  Granny  Smith ( la famosa Mela Verde )   per dare acidita’  al prodotto.
  • Altre varieta’ in minore percentuale per conferire aroma e sapore al prodotto.

 

La Mela Golden Delicious

Un’ altra varieta’ di Mele

Metodo di Lavorazione:

Un operatore qualificato effettua la scelta della frutta fresca, acquistata da fornitori qualificati  del territorio Trentino, per escludere la presenza di corpi estranei e marcescenze.  Le Mele vengono poi lavate e immediatamente triturate e pressate con l’ unico ausilio di un Enzima Peptidico che facilita il processo. Gli scarti di lavorazione delle Mele ( marcomela ) vengono destinati poi ad Aziende Agricole per l’ alimentazione del bestiame oppure a Biodigestori per la produzione di Biogas.

Dopo la spremitura il succo viene trasferito in autoclave dove, a temperatura e pressione controllate, avviene la fermentazione fino ad ottenere un prodotto frizzante. Nel prodotto stesso vengono inoculati lievito ed attivante per garantire una fermentazione omogenea e non turbolenta del succo di Mela.

Il Sidro fermentato viene poi raffreddato e lasciato riposare per consentire la decantazione delle parti solide in sospensione e al termine della fase di sedimentazione  e’ filtrato e trasferito in un’ altra autoclave dove e’ preparato per l’ imbottigliamento.

Ne risulta cosi’ un “ Vino di Mela “ da bere giovane anche in accompagnamento con i piatti di una cucina raffinata.  Bevuto fresco , a 6 – 8°, si contraddistingue per il delicato e persistente “ perlage “ naturale, dal caratteristico  profumo fruttato della Mela.

Il Sidro merita di essere riscoperto ed apprezzato sia come Aperitivo, sia come bevanda a bassa gradazione alcolica indicata per accompagnare  i dessert o anche il pasto completo.

In abbinamento ai  gustosi piatti che proponiamo per il Servizio Cuciniamo  per  Voi … e che presenteremo in occasione del Corso della Scuola che si terra’ il giorno 4 Ottobre 2012 : A  TAVOLA  CON  LE  MELE, abbiamo cosi’ deciso di adottare il SIDRO di MELA.

Nel nostro sito www.mentaerosmarino.net   alla voce “ La nostra cantina “ si possono trovare ed acquistare bottiglie di questo particolarissimo prodotto.

Il consiglio che intendiamo dare agli amici del Sito e’ di assaggiare e gustare il SIDRO di Mela. E’ una realta’ che stupisce !!

Scuola di Cucina e non solo … “ Menta e Rosmarino “   Tel.  366 – 45.13.305

www.mentaerosmarino.net          E-mail : info@mentaerosmarino.net

 

 

TAGLIATELLE al NERO di SEPPIA

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 TAGLIATELLE al NERO di SEPPIA

La Casa della Pasta Fresca®

Un piatto unico da degustare e un’idea originale  da regalare !!!

Nome in Codice: TAGLIATELLE AL NERO di SEPPIA

Luogo e data di Nascita: Sesto Calende (VA) – Febbraio 2011

Segni Particolari: è una pasta all’uovo con Nero di Seppia che ne conferisce profumo e colore. Difatti, durante la sua cottura, il profumo vi inebrierà al punto di farvi dimenticare gli altri pensieri per proiettarvi su una Terrazza vista mare con le onde che infrangono gli scogli.

Tempo di Cottura: 4 minuti è il tempo necessario x cuocere la pasta, ma l’importanza di questo paragrafo non è tanto il tempo, dato che molti di noi valutano la cottura al palato, quanto l’avvisarvi che prima di tuffare la pasta in pentola è fondamentale versare piccole quantità di olio d’oliva nell’acqua bollente per far sì che il nido si districhi aiutandosi anche con una forchetta.

Caratteristiche di Condimento: Consiglio di esaltare il sapore marino con un semplicissimo ma efficace sugo allo scoglio accompagnato da prezzemolo a pioggia e scorza di limone.

Per i più “perditempo” non male punte di asparagi precedentemente rosolate in aglio e burro con pomodorino conflit e pepe a volontà.

Invece per i più nostalgici degli anni ’80, delle spalline alle giacche, dei Duran Duran e della UNO Turbo i.e. non potevo non menzionare un bel Mare e Monti a base di Gamberi sfumati con vino bianco e Funghi misti o anche solo Champignon saltati con aglio e pancetta croccante.

Tempo di Lettura previsto: 2 Minuti ½ – meno del Tempo di Cottura.

TAGLIATELLE AL NERO DI SEPPIA                                         La Casa della Pasta Fresca®

PER I PALATI PIU’ FINI VI CONSIGLIO DI DARE UN’OCCHIATA AL CONDIMENTO DI UNA NOSTRA OTTIMA DEGUSTATRICE: VANNA IN CUCINA

http://cucinaetorteggiaconvanna.blogspot.it/2012/09/tagliatelle-con-nero-di-seppia-al-sugo.html

 

Tagliatelle con nero di seppia al sugo bianco di vongole e gamberi

Ingredienti ( per 3 persone):
250 gr di tagliatelle con nero di seppia La casa della pasta fresca 600 gr di gamberetti freschi 12 vongole veraci 75 cl di olio extravergine d’oliva Dante3/4 bicchiere di carta di vino bianco prezzemolo tritato 2 spicchi d’aglio pepe sale farina pangrattato

Procedimento:
Lavare e privare della loro corazza i gamberi e lasciarli asciugare bene  in uno strofinaccio e poi passarli nella farina. Privarli della farina in eccesso e passarli nel pangrattato e lasciarli in esso fino al loro utilizzo. Aprire le vongole con un po’ di acqua su fiamma lenta, in modo da verificare che non ci sia sabbia. Lasciarle raffreddare e poi controllare che in ognuna non ci sia sabbia e man mano poggiarle su un piatto, mentre il liquido di cottura si filtra attraverso un panno di cotone appoggiato in un colino. Mettere da parte il liquido filtrato. In una padella mettere l’olio, l’aglio tritato, il prezzemolo e il pepe . Far soffriggere a fiamma bassa in modo da far dorare , e non bruciare, l’aglio. Aggiungere i gamberetti ben liberati del pangrattato in eccesso e far soffriggere per 5 minuti, Sfumare con il vino e far cuocere per altri 7/8 minuti. Aggiungere le vongole e due mestolini di liquido filtrato dalle vongole e continuare la cottura regolando la sapidità aggiungendo del sale.

Spegnere quando il sughetto risulta omogeneo e non liquido ( dopo circa altri 5 minuti). Cuocere la pasta ( che ha un sapore eccezionale, anche da sola) e versarla ben scolata, nel sughetto. Servire caldi. Sono eccezionali.

La Casa della Pasta Fresca®

Pastificio – Produzione e Vendita Diretta Pasta Fresca

Ristorante Self – Service

Gastronomia e Piatti Pronti da Asporto

Servizio Catering e Banqueting

Pranzi e Buffet per Cerimonie, Feste Private ed Eventi

Noleggio Attrezzature

Via V .Veneto 13 (S.S. Sempione) Sesto Calende(VA)

Tel. 0331 924981 – Fax. 0331 919385

info@lacasadellapastafresca.it

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