UN RICORDO DI SERGIO BRESCIANI.

UN RICORDO DI SERGIO BRESCIANI CHE VIVEVA LA MEDICINA COME MISSIONE

 

La scomparsa di Sergio Bresciani lascia una profonda tristezza in tutti quelli che lo hanno conosciuto ed hanno ammirato la sua dedizione alla propria missione lungo  tanti anni della sua vita professionale.

Altri più competenti potranno parlare della sua preparazione tecnica e scientifica, a me piace ricordare il suo impegno di medico nella sua dimensione sociale.

Egli iniziò il suo cammino  in un momento storico di grandi cambiamenti nella vita sociale,  nella politica, nella cultura e dunque anche la medicina e nella pratica sanitaria.

Il medico e la sua professione cominciavano così ad uscire dalla loro torre d’avorio e stabilivano un nuovo rapporto  con la società, con i pazienti, con i nuovi organismi di partecipazione e di governo democratico delle istituzioni preposte alla tutela della salute.

Erano gli anni in cui si affermava la stretta relazione tra la dimensione sociale e quella sanitaria e si superava la visione esclusivamente ospedaliera  della sanità.

Nascevano in Lombardia i Consorzi Sanitari di Zona, la medicina del lavoro non era più solo una rivendicazione o un’utopia, i Consultori offrivano alle donne uno spazio di risposta ad esigenze di assistenza o di ascolto fino a prima nemmeno riconosciute.

Sergio fu protagonista di quella stagione sul nostro territorio con passione e impegno non minori di quelle che metteva nella sua professione all’Ospedale di Angera.

Insieme all’amico Gadiva egli fu anche riferimento, tecnico e politico, per coloro che erano chiamati  ad occuparsi di salute pubblica nei Comuni e nei nuovi organismi di partecipazione a livello territoriale.

In questo suo impegno fu certo complice l’insegnamento del padre che gli trasmise l’attenzione verso la parte che più coerentemente rappresentava le istanze di uguaglianza e di giustizia sociale ed anche da questo derivò poi il suo impegno in Consiglio Comunale.

Sergio ci lascia in un momento in cui la discussione sulla sanità e sul welfare apparentemente rimette in discussione proprio le conquiste di universalità affermatesi negli anni ‘70.

Dico apparentemente, perché  invece è forse vero proprio il contrario, come dimostra la riforma di Obama: cioè che abbiamo bisogno non di allontanarci, ma di tornare con coerenza ai  principi di uguaglianza e diritto alla salute   scritti nella nostra Costituzione.

 

Questo credo sia il modo migliore di ricordare un amico e un professionista che ha fatto tanto per la comunità.

 

Roberto Caielli – Sesto Calende

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