Conosciamo l’Ing.Alessandro Marchetti.

Nel 1922 alla S.I.A.I. avvengono importanti cambiamenti ai vertici tecnici; l’Ing. Raffaele Conflenti lascia infatti questa azienda ed il suo posto è occupato dall’Ing. Alessandro Marchetti.

Da questo momento e per oltre trent’anni le vicende di questa ditta si legheranno all’estro, alle capacità ed abilità tecniche di questo valente ingegnere proveniente dalla Vickers-Terni.

Alessandro Marchetti nasce a Cori il 16 giugno 1884.

Ingegnere per tradizione di famiglia: il padre Vincenzo era ingegnere e la madre Giulia era figlia dell’ingegnere Raffaele Canevari, progettista e realizzatore di alcune tra le più significative opere infrastrutturali dell’Italia post-unitaria.

Alessandro Marchetti si laurea in ingegneria presso la facoltà dell’Università La Sapienza di Roma nel 1908.

Nel 1909 assiste ai voli dimostrativi di Wilbur Wright sull’aeroporto di Centocelle, dove il neo costituito Club degli Aviatori ha invitato il pioniere americano per esibirsi con il suo velivolo.

L’evento evidentemente lascia il segno sul giovane ingegnere che, avendo convinto il padre al finanziamento del progetto, nel maggio del 1911 completa la realizzazione del suo primo velivolo, la Chimera, costruito in legno di abete americano senza nodi.

Marchetti inizia la propria attività di progettista alla Vickers-Terni di La Spezia e il frutto di questa collaborazione si traduce nel progetto e nella successiva realizzazione del primo caccia italiano interamente metallico; si tratta del M.V.T. (Marchetti-Vickers-Terni) che nel 1918, con il pilota Elia Liut, conquista il primato per apparecchi
terrestri alla velocità di 278 km/h, quasi a voler segnare quello che sarà il destino del giovane ingegnere e dei suoi futuri progetti.

Nel 1922 viene assunto dalla SIAI con la responsabilità della direzione tecnica e della progettazione.

Degli oltre 60 progetti da lui firmati, diversi si traducono in velivoli realizzati in ampia serie tra cui S.55, S.79, S.M.82, S.M.84, mentre altri divengono velivoli da record come l’S.64.

Nel 1948 disegna l’ultimo suo velivolo che verrà prodotto in serie, l’S.M.102.

Tiene strenuamente il timone della Ditta (di cui era diventato co-proprietario negli anni Trenta) fino ai primi anni Sessanta e il 5 dicembre 1966 muore presso l’ospedale di Busto Arsizio, a 82 anni.

I funerali si svolgono a Sesto Calende partendo dagli stabilimenti SIAI: operai, tecnici, collaboratori, amici e autorità lo accompagnano per l’ultimo viaggio mentre fiori vengono lanciati da aerei.

A questa figura unica, pochi altri come lui nel panorama aeronautico italiano, Sesto ha dedicato il cavalcavia che collega il Centro al quartiere Abbazia e AgustaWestland gli ha significativamente intitolato la Training Academy aperta nel 2006 e sorta negli storici stabilimenti SIAI Marchetti di Via Indipendenza.

 

Tratto dal Libro ‘PIUCENTO’ 

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Pubblicata il by Lo Staff ILSC Caricata in 100 Anni di SIAI, Notizie

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