Aperitivo culturale in biblioteca: Matteo Maggioni

Mercoledì 21 Novembre 2012 alle Ore 18.00 presso la Biblioteca Comunale di Sesto Calende
si apre il ciclo “SEGNALIBRI – Autori, Mostre, Degustazioni a Tema in Biblioteca”,

una iniziativa organizzata dal Sistema Bibliotecario dei Laghi che a Sesto Calende conterà su 4 appuntamenti che I Love Sesto Calende presenterà singolarmente.

Il debutto, tutto Sestese, spetta ad un Aperitivo Storico Economico e l’ospite sarà Matteo Maggioni
Autore di un libro, “ALTA VALLE del TICINO. Lo sviluppo economico (1815-1940)”,
che è un percorso nella storia economica di Sesto Calende e dei Comuni attorno nel periodo che ha dato l’impronta alle ns. realtà.

Alta Valle del Ticino. Da civiltà del fiume a porto di cielo

Lo squilibrio fra la poca terra coltivata e l’alta densità di popolazione avrebbe sicuramente causato lo sfascio del sistema agricolo, lo spopolamento e l’avanzata delle brughiere. Tutto questo sarebbe accaduto se non fosse intervenuta l’industria con il suo reddito complementare, la quale continuò ad appoggiarsi su un’agricoltura precaria e debole”

 ALTA VALLE DEL TICINO. LO SVILUPPO ECONOMICO (1815-1940):  è il libro che Matteo Maggioni ha pubblicato grazie al contributo dell’assessorato alla cultura del Comune di Sesto Calende. L’autore, 38 anni, di Golasecca, laureato in Economia alla Cattolica di Milano e direttore di Filiale della Banca Popolare di Bergamo, ripercorre, con dovizia di particolari, le vicende dello sviluppo industriale, economico e sociale in una delle aree più innovative e interessanti del varesotto.

Il territorio studiato corrispondeva, nella vecchia provincia di Milano, al mandamento di Somma. Con la nascita della nuova provincia di Varese ed il relativo riordino dei territori comunali, l’alto Ticino poteva essere così limitato ai comuni di Sesto Calende, Vergiate, Casale Litta, Mornago, Sumirago, Golasecca, Somma Lombardo, Arsago Seprio, Casorate Sempione e Vizzola Ticino.

La ricerca prende spunto dall’analisi della struttura agricola del distretto di Somma, caratterizzato dalla più bassa percentuale di terra coltivata della provincia di Milano, da ampie distese di brughiera e da un modesto numero di alberi di gelso mentre le rese cerealitiche potevano coprire interamente i fabbisogni dei soli comuni di Casale Litta, Mornago e Sumirago (dov’erano anche presenti i F.lli Branca nella produzione di liquori); questi paesi erano anche i più attivi nella gelsibachicoltura, considerando la loro vicinanza con le filande del circondario di Varese.

Un territorio per metà non coltivabile doveva necessariamente ospitare una popolazione rada ed apparire al forestiero come una landa desolata. Tuttavia l’alto Ticino presentava nei primi dell’Ottocento una fascia di alta densità di popolazione che, attraverso Somma, Golasecca e Sesto, puntava in direzione di Arona.

Maggioni sostiene che si trattava dell’effetto indotto dall’addensamento di attività commerciali, di trasporto e di servizio attorno alla strada Milano-lago Maggiore e alla florida e vivace navigazione sul Ticino; entrambe basavano le proprie fortune sul contrabbando di merci con la Svizzera e con la sponda opposta Piemontese.

Fondamentale per l’economia dell’area era quindi la navigazione fluviale che interconnetteva la svizzera Magadino e la piemontese Arona con Milano (e Genova, per via terrestre) e con Venezia (e il mar Adriatico). Attorno a questa attività erano sorte delle corporazioni locali di guide (i Paroni), di proprietari e di costruttori di barche. La fine del secolare commercio fluviale coincise con l’avvento della ferrovia che tra il 1865 e il 1868, collegò Milano con Arona e convogliò tutto il traffico su quest’ultimo comune.

Sul finire dell’Ottocento in seguito al crollo del commercio fluviale ed alla crisi agraria si registrò un forte rallentamento nella crescita della popolazione che non poteva trovare sfogo nella poca terra coltivabile del territorio. Vi fu così un lento passaggio di questo territorio da un’economia basata su un’agricoltura mista e su un commercio fluviale, ad una proiettata su nuove opportunità manifatturiere come il vetro a Sant’Anna di Sesto Calende con la ditta Bonavia-Bertoluzzi-Mognoni, la lana con Ermanno Mosterts a Somma, la filatura del cotone con la Weimann e Sormani a Maddalena e la tessitura di lino a Vergiate con Giovanni Bassetti.

L’autore sostiene che proprio con l’Unità d’Italia vennero abolite quelle restrizioni legislative che in epoca austriaca avevano impedito la creazione di nuove fabbriche entro quattro miglia dal confine “straniero” favorendo quelle lungo il fiume Olona; l’alto Ticino poteva così sfruttare alcune risorse naturali come i giacimenti di torba (presenti a Casale Litta) ed il gelso per il setificio, le forze idrauliche del fiume (come la “roggia Visconti” a Maddalena) per le operazioni di filatura e tintoria nell’industria tessile e il quarzo macinato del Ticino per le vetrerie.

Proprio la diffusione dell’industria cotoniera contribuì a fare dell’alto Ticino un “polo di sviluppo satellite” dell’alto Milanese, grazie alla formazione a Somma di nuove specializzazioni produttive; qui videro la luce la prime industrie del ricamo con Frank Reiser e Tommaso Rebulla, dei pizzi e tulle con Gerolamo Dolci oltre al candeggio di tessuti di proprietà dei duchi Visconti di Modrone.

Uno dei fattori determinanti dello sviluppo industriale dell’alto Ticino individuati dall’autore, fu la distribuzione di energia elettrica proveniente dalla Centrale Idroelettrica di Vizzola Ticino che entrò in attività proprio nell’anno 1900. La possibilità di usufruire di una più economica fonte di energia, unito allo spirito di iniziativa di alcuni imprenditori locali, sollecitò il rapido sviluppo di numerose officine elettro-meccaniche e di tessiture meccaniche; in quest’ultima attività si distinsero Alessandro Maino a Somma Lombardo ed Eraldo Krumm a Vergiate.

Grazie allo sviluppo del tessile, Somma era divenuta la terza città industriale della provincia di Varese. Il libro elenca poi le altre attività di Somma rappresentate dalla Seconda Mona nella Meccanica e dalla Itala del prof. Bellini nelle materie plastiche. Ma la vera novità per Somma fu l’entrata in attività nel 1912 della fabbrica di bastoni da passeggio e per ombrelli di Silvio D’Amici.

A Sesto Calende venne fondata una seconda vetreria, la Vetreria Operaia Federale ed accanto a questa attività si svilupparono diverse ditte dedite al rivestimento di damigiane e bottiglie come quelle di Giovanni Brovelli e di Antonio Bassetti; la meccanica aveva degni rappresentanti nelle officine Boidi ed Astori, mentre il tessile era occupato nella lavorazione della seta.

Casorate Sempione divenne invece la capitale italiana del ricamo con la “Reiser, Cattoretti, Gola e Norsa e C.; Golasecca si specializzò nell’abbigliamento con la “Vajani G e C.”, la ditta “Piero Torrani” e la “Successori di Angela Colombo”; a Casale Litta con la “Tessitura Fratelli Piatti”; poi Sumirago con la Tessitura Fratelli Castiglioni e l’officina meccanica “Quadrelli e C.; Arsago con l’industria del legno, il tessile con la ditta “Merletti e Vanoni” e la meccanica con Paolo De Maria; infine Mornago con le aziende tessili Maino, Borgomaneri e Marcora.

Contemporaneamente l’alto Ticino vide emergere nel suo territorio il polo aeronautico rappresentato da Gianni Caproni a Vizzola, da Giovanni Agusta a Cascina Costa e dalla SIAI dei fratelli Capè a Sesto Calende. Quest’ultima diede un forte impulso alla piccola e media industria locale della meccanica e del legno.

L’economia della neonata provincia di Varese e con essa l’alta Valle del Ticino manteneva il tessile come attività tipica ma la meccanica, svanito il sogno di creare un’industria locale dell’automobile, vide proprio nell’aeronautica la struttura portante di ogni suo possibile sviluppo futuro, quasi ad accompagnare la realizzazione nell’anno 2000 del moderno aeroporto di Malpensa.

Il libro di Matteo Maggioni racconta proprio come in 150 anni di storia economica, questo territorio sia passato da civiltà di fiume a culla dell’industria aeronautica Italiana; dalle barche agli idrovolanti.

Condividi ora su:

Pubblicata il by admin Caricata in Notizie

About admin

Lo Staff ILSC, sono soci dell' Associazione I Love Sesto Calende che ogni giorno mettono passione e impegno per promuovere I Love Sesto Calende il l primo Urban Blog della provincia di Varese. Un progetto nato nel 2012 allo scopo di promuovere on-line e sui social la città di Sesto Calende e le attività che ne fanno parte dell'associazione.

Lascia un commento