Rinnovarsi ai tempi della crisi

 

 

 

 

Mi chiamo Mattia e da circa dieci anni lavoro nella gelateria che potete vedere qui sotto.

prima

Oggi la gelateria non è esattamente come la vedete qui, è stata fatta qualche piccola modifica e in questo articolo vorrei fornirvi la ricetta che permette di rinnovarsi a budget limitato in tempi di crisi.

Va premesso che gli architetti hanno un vocabolario tutto loro. Per non scatenare le loro ire, utilizzerò gli stessi termini da loro coniati ma, per una più facile comprensione del testo, vi preannuncio che da ora:

  • Il beige si chiamerà tortora
  • Il viola è prugna
  • Il marrone è cioccolato

Vi conviene accettare la cosa senza fare domande.

Il progetto è nato così, un po’ per scherzo, un po’ per necessità. Necessità nostra di migliorare finalmente il nostro look (c’è chi dice che il 50% del contenuto è la forma). Necessità di Elisa Macchi di mettersi in gioco e dimostrare che la laurea in architettura era davvero molto di più di un semplice pezzo di carta.

Regole base:

  1. Tre colori: prugna, tortora, cioccolato
  2. Togliere tutto ciò che non serve. «Anche la barca Eli?» «Anche la barca.»
  3. «O vendete pesce fresco, o se siete una gelateria via l’aria da pescheria. Che è sto blu e sti disegni di gabbiani?!»

Ingredienti Principali:

  1. Una persona col senso di gusto
  2. Inventiva (perché qualsiasi cosa in commercio bella e elegante, se costa troppo, può quasi sempre essere fatta in casa con un po’ di ingegno)
  3. Creatività

Ingredienti secondari (da acquistare separatamente):

  1. Diverse latte di vernice
  2. Qualche tavola di legno
  3. Adesivi laddove la vernice non dovesse essere sufficiente
  4. Nessuna paura di rimboccarsi le maniche

 

 

Senso del gusto

 

Il tutto è nato tramite quello che è un normale botta e risposta così come ne avvengono tutti i giorni fra le persone comuni. Nel nostro caso trattasi di un botta e risposta fra noi gelatieri e un architetto:

«Ma, non è ora di modernizzare un po’ la gelateria?»

«Eh si….ma che ne sappiamo noi di modernizzare!… facci un progetto e vediamo se si può fare!»

«Sbatti….»

La cosa strana nel nostro caso e che l’ha reso diverso da tutti i discorsi simili di questo tipo è che la Eli, invece di rispondere ‘Sbatti’ ha detto: «mmm…ok dai». Spiazzandoci di fatto nel modo più completo. E non solo ha detto ok: l’ha fatto. Ha fatto il progetto, il rendering, ha seguito i lavori, si è confrontata, ha consigliato.

 

Inventiva

 

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Eli: «Starebbero benissimo i porta coni a tubo trasparenti. Solo che ho guardato i prezzi e costicchiano»

Christian: «Secondo me posso riuscire a farli»

 

 

 

 

 

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Eli: «Qui un armadietto rettangolare sarebbe perfetto. Con uno spazio ‘incassato’ dove mettere il porta coni. Farlo fare su misura però mi sa che costicchia»

Christian: «Secondo me posso farlo io»

 

 

 

 

Creatività

 

La cosa più bella nel seguire le indicazioni di quello che è in primis un amico, prima di essere un architetto, è che ci si può confrontare e scoprire che le idee vengono fuori soprattutto li dove non le aspettavi:

Matti: «Sui camici visto che sono già color cioccolato, potremmo mettere il logo ma con solo le lettere. Lo sfondo va già bene»

Eli: «Certo!»

Matti: «Al massimo facciamo un contorno sempre color tortora»

Eli: «Il contorno assolutamente no.»

Matti: «Ma Eli! Se non gli mettiamo un contorno, poi le lettere scappano!»

Eli: «….!»

camici

 

 

Conclusioni

 

È stato un lavoraccio e si, ci sarebbero state altre vie per ottenere gli stessi risultati. Avremmo potuto prendere le cose ‘comode’, ‘già fatte’ e ripagare le spese aumentando il prezzo del cono (ad esempio) a 2,7€.

Avremmo potuto farlo, ma abbiamo preferito la soluzione scomoda. La soluzione economica che ci permetteva di mantenere i prezzi invariati rispetto al 2013. Perché sappiamo bene che non aveva senso fare quello che abbiamo fatto se il prezzo da pagare era quello di rischiare di perdere i nostri vecchi clienti per aver l’opportunità di farne di nuovi.

 

Durante i lavori mi è nata un’idea che piano a piano si è tramutata in certezza. E’ l’esprimere questa idea che mi ha fatto scrivere questo articolo. L’idea è la seguente:

Si può essere ricchi in un modo classico, potersi permettere il miglior designer di interni del mondo e poter affidare i lavori di ristrutturazione a una ditta esterna.

Si può fare tutto questo e molto altro, oppure si può essere ricchi in maniera diversa. Si possono avere amici che il mondo ancora non conosce, ma che hanno idee altrettanto brillanti e innovative. Si può avere un socio gelatiere che si improvvisa senza problemi: imbianchino, falegname e tuttofare. Si può avere uno zio imbianchino che ti da le dritte giuste sulla vernice da usare. Si può avere un amico che lavora in una ditta di stampa e che ti può realizzare gli adesivi necessari per cambiare look senza lamentarsi se gli mandi i progetti in ritardo o se non ti accorgi e scrivi ‘ghiacchioli’ sul listino prezzi che gli invii. Si possono avere dei genitori che ti aiutano con il montaggio di una tenda, con l’impianto elettrico, ricamando il nuovo logo della gelateria sulle tende o ricevendo per te i pacchi portati dai corrieri. Ovvero si possono avere degli amici”

In entrambi i casi citati, con volontà e impegno si ottengono risultati molto simili. Non sta a me dirvi quale di queste ricchezze sia da ritenersi più importante. Ma di sicuro so per certo qual è la più importante per me.

Per la foto che segue: grazie Capo, grazie Eli, grazie Sandro, grazie Ila, grazie Chri, grazie Matti, grazie zio Urbano, grazie Carlo, grazie Marilena, grazie Davide, grazie Maria Grazia.

 

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Pubblicata il by Christian Gasperin Caricata in Gelaterie, In Primo Piano

About Christian Gasperin

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