Ciao, Gina

Gina Bonenti Mira D’Ercole, classe 1916, ci ha lasciato ieri, domenica 24 febbraio. Donna di rara intelligenza e curiosità, era una Poetessa. Di quelle vere.

È sempre difficile portare l’attenzione culturale sulla Poesia, forma d’espressione amatissima, e molto seguita, che però rischia di restare ancora racchiusa in una sorta di torre d’avorio.
Certo è che viene sottovalutata la sua grande ricchezza non solo letteraria, ma anche filosofica e sociale, oltreché linguistica e sintattica. Eppure la manifestazione di un concetto, i termini evocativi d’immagini, il piacere di dipingere con le parole, sono caratteristiche proprie di un’opera poetica, caratteristiche che ci insegnano la lingua, che suscitano emozioni agendo come “balsamo per l’anima”.

Gina Bonenti Mira D’Ercole, patrimonio poetico nazionale non soltanto confinato nella nostra provincia, è un esempio di come la poesia può rappresentare un tesoro culturale molto prezioso. La sua vita è un cammino accompagnato dalle parole che sanno essere sì letteratura ma soprattutto coscienza, impegno, levità e passione.

Gina impara a leggere da sola, e dopo un’infanzia trascorsa con i nonni a Taino, comincia a scrivere e a pubblicare racconti sul settimanale Piccola Fata. La seconda guerra mondiale e l’impegno della famiglia le fanno accantonare la scrittura fino al 1958, quando vince un concorso organizzato da Vittorio Vettori per l’Unione Poeti e Scrittori Latini. L’anno seguente pubblica un libro di racconti per ragazzi tradotto e diffuso in molti Paesi europei, in Sud America e in Algeria. Collabora con la prima edizione di “Novella 2000”, diretta da Ottavia Vitagliano,all’epoca ben lontana dal filone gossip, e con La Prealpina; un incontro – quest’ultimo – che durerà ben 18 anni, fino alla morte del codirettore Nino Miglierina.
Per oltre quarant’anni fa parte della redazione della prestigiosa rivista “Alla Bottega di Milano”: Mario Luzi, Vittorio Sereni, Peter Kolosimo, Cesare Zavattini e altri sono tra i suoi estimatori.                                                                                             Nel 2007 ecco la sorprendente raccolta di haiku, lucidi e ironici, lievi e modernissimi. (…Poi la gramigna fiorì – ediz.Ibiskos).

La poesia di Gina Bonenti Mira d’Ercole nasce spontanea, ma cresce alimentata dall’impegno sociale, da una vastissima cultura e dalla profonda ricerca linguistica e stilistica. Una poesia alta, che sa fuggire l’ovvietà e scardinare certezze, illuminare il buio della ragione per indicare la via grazie a parole guerriere e sillabe sfavillanti.

Un abbraccio alla famiglia, di cui fa parte l’ex Sindaco Eligio Chierichetti. I funerali si terranno martedì 26 febbraio nella chiesa dell’Abbazia di san Donato, a Sesto Calende.

Rossana Girotto

Condividi ora su:

Pubblicata il by RossanaGir8 Caricata in I Sestesi, In Primo Piano, Notizie

One Response to Ciao, Gina

Lascia un commento