Passata di Pomodoro Pera d’Abruzzo.

Passata di Pomodoro Pera d’Abruzzo, la Qualità nella sua massima espressione…di Paolo Maggioni

 

Non tutte le Passate di Pomodoro sono uguali e le differenze diventano evidenti quando si tocca con mano.

La selezione di prodotti di qualità fatta da Sesto Frutta oggi ha portato in evidenza una eccellenza d’Abruzzo, la Passata di Pomodoro Pera d’Abruzzo selezione G. Fragassi.

Cominciamo con due parole sull’Abruzzo che sta sempre più diventando una delle regioni cardine per la qualità della proposta agroalimentare: lo zafferano di Navelli, il Montepulciano di Masciarelli, il Pecorino Canestrato di Castel Del Monte, la Chitarra sono solo alcuni dei tanti nomi che si possono citare.

Il Pomodoro Pera d’Abruzzo è uno di quei prodotti tipici di eccellenza che si stanno riscoprendo per riportare alla luce qualità e sapori dimenticati.

E’ un pomodoro grosso, con molta polpa e pochissimi semi, dal gusto dolce e con una acidità quasi assente che lo rende perfetto per i sughi.

Viene fatto maturare al Sole d’Abruzzo,  le piante “incannate” sino a raggiungere i due metri di altezza per massimizzare l’esposizione e facilitare la raccolta manuale.

La produzione della passata è fatta con metodi ancora artigianale per garantirne la qualità.

Dalla raccolta alla lavorazione non viene mai fatta passare più di mezza giornata, i pomodori vengono verificati manualmente uno ad uno e la scelta viene fatta addirittura in base all’odore del singolo frutto per essere certi che il risultato finale sia il migliore possibile.

Per chi è abituato alle passate industriali la differenza salta all’occhio, anzi al  naso, già quando si apre il barattolo e si sente uno sprigionarsi di profumi di pomodoro fresco, avvolgenti e dolci e senza quel pungente che si trova nelle passate normalmente in commercio.

Versata in pentola ci si accorge di una ulteriore differenza, la consistenza che è più alta, la passata sembra sin quasi rugosa, si increspa, promette una maggiore presa sulla pasta.

Per la preparazione io sto sul semplice, una pentola di coccio dove faccio riscaldare dell’olio extravergine d’oliva ILoveSestoCalende (arricchito con il segreto della mia nonna, un po’ di insaporitore per arrosti della Cannamela ) e ci aggiungo la passata mescolando ogni tanto sino a che non inizia a sobbollire.

A questo punto aggiungo dell’acqua bollente, abbasso la fiamma per metterla al minimo, incoperchio e lascio andare ad oltranza.

Si può partire da mezz’ora sino ad arrivare a due ore, più è meglio è, l’avvertenza è di mescolare bene ogni 10/15 minuti con una spatola di legno per evitare che il sugo si attacchi.

Con questa passata ho visto che comunque dopo un’ora di cottura l’aspetto era già quello “giusto” ed ho spento.

Il test fatto è quello dello spaghetto al sugo, il piatto più semplice ma anche il più difficile della cucina italiana, la vera cartina di tornasole della capacità di un cuoco proprio perché non permette scorciatoie e non offre  nessuna ancora di salvezza proprio per la sua semplicità imperniata sul solo sugo di pomodoro.

La salsa era chiara, con un’ottima consistenza che legava bene la pasta e dava sostanza al piatto, il gusto è stata una conferma, rotondo, carico di sapore, morbido nella sua lieve dolecezza e privo di qualunque fastidiosa acidità.

Perfetto con del Pecorino Abruzzese ma anche con del Parmigiano Reggiano, scarpetta nel piatto e con i due ragazzi, i critici più difficili della mia cucina, che l’hanno catalogato come “straordinario”.

La qualità esiste, la qualità si sente, la qualità fa la differenza!

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Pubblicata il by Lo Staff ILSC Caricata in Alimentari

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I commercianti di Sesto Calende dal 2012, si sono uniti in questo blog per portare nella tua casa la loro professionalità, farti conoscere i loro prodotti e informarti di tutte le novità che succedono sulla città in riva al fiume Ticino.

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