Olio I Love Sesto Calende

Confesso di aver approcciato con un po’ di diffidenza l’olio “I Love Sesto Calende” sia perché le mie preferenze solitamente  agli olii dal colore verde e dal sapore forte come gli umbri  sia perché le operazione di re-branding molto spesso puntano al marchio e non alla qualità.

Oggi dovevo preparare una bella Bagna Verde e dato che la ricetta piemontese chiama l’olio ligure, ho deciso di aprire una bottiglia e vedere l’effetto che fa.

Diciamo che la prima analisi per l’olio parte comunque sempre dall’etichetta, dando per scontato che sia stia comunque prendendo un olio EVO (extra Vergine d’Oliva, acronimo sempre più diffuso ma che la prima volta  lascia interdetti ) ovvero ottenuto con spremitura meccanica e con basso grado di acidità è molto importante controllare la spremitura sia stata effettuata a freddo. Il processo di spremitura a freddo, sotto i 27 gradi per legge, da rese minori ma garantisce che le qualità primarie dell’olio, sapore, colore, proprietà nutritive, rimangano preservate. La dicitura “non filtrato” è garanzia poi di un prodotto con maggiore fragranza anche se ne fa un prodotto da consumare fresco per godersene appieno le qualità. Ultimo dettaglio la provenienza, Imperia e quindi varietà “Riviera dei fiori.

Passato l’esame dell’etichetta si può passare a quello gustativo e per questo non vi è niente di meglio che una bella fetta di pane bianco su cui far cadere l’olio a filo approfittandone per analizzare il colore che è il giallo oro con sfumature pallide che contraddistingue l’olio di questa zona.

Si può passare poi all’esame olfattivo, il profumo è fruttato con alcune sfumature di frutta secca.

Si passa poi all’assaggio vero e proprio, abbiamo un olio morbido, con acidità quasi assente, un gusto che devia verso il dolce ed ancora un fruttato delicato che predomina, assente ogni tono piccante, sullo sfondo un ricordo della mandorla.

Un olio di qualità, se vogliamo riassumere il risultato.

Un olio dagli abbinamenti più svariati ed al primo posto metterei sicuramente quello con il pesce, sia al crudo dopo che si è servito nel piatto un branzino al forno, che cotto quando il pesce lo facciamo al cartoccio con un po’ di sale grosso, maggiorana ed un idea di dragoncello e semi di finocchio.

Perfetto ovviamente per un pesto preparato al momento con il battuto di prezzemolo e il grana, lo vedo molto bene con formaggi bianchi per esempio per condire un buon Quartirolo stagionato.

Buono per delle carni bianche, non lo vedrei invece su una fiorentina che chiama gusti più forti. Stesso discorso per le insalate, perfetto per un soncino più che per una rucola.

Tornando alla Bagna Verde di oggi devo dire che l‘olio “ILSC” è riuscito a dargli una morbidezza che non aveva mai avuta, rendendola più elegante e meno spigolosa del solito.

Se vi interessa la ricetta ho preso un pugno di pane secco e l’ho lasciato rinvenire nel brodo del bollito, l’ho strizzato e vi ho fatto un battuto con otto capperi, otto acciughe e mezzo pugni di basilico e poi ho emulsionato con un’abbondante dose di olio. Col lesso è uno spettacolo, ma anche senza lesso spalmato solamente sul pane ha il suo perché.

Paolo Maggioni

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Pubblicata il by Sesto Frutta Caricata in Alimentari

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