Il Millegusti del Giannetto.

Ma chi diavolo è questo Giannetto è il primo pensiero che viene leggendo il titolo. Difficile associare il Gianni Macelar  al Giannetto, fa pensare tanto al Gianburrasca con il vestitino da marinaretto che gli va bello stretto con il suo fisico da vero macelar. Stiamo comunque  parlando di una ricetta inventata e battezzata tanti anni fa, quando pure io portavo la 46 a quei tempi ( non da marinaretto, ovviamente ) e quindi glie lo passiamo.

Cos’è il Millegusti ? Non un millefoglie e nemmeno un millefiori, si tratta di un pout-purry di carne di vitello, pollo, maiale, coniglio, di pancettina e di salsiccia del GianniMacelar, condita con peperoni multicolori, fette di cipolla ed olive.

Come si presenta ? Da crudo sembra proprio un pout-pourri multicolore e multiforma, da cotto un bell’insieme giallo decorato dallo scuro dei pezzi croccanti.

 

 

 

 

 

 

 

Come si prepara, si butta tutto in una padella antiaderente come da foto e si continua a ravanare sino a che tutta la carne ha preso un colore uniforme, dopodichè si sfuma con vino bianco. Lasciate asciugare il vino, buttate un mestolo di acqua bollente, incoperchiate abbassate il fuoco e lasciate cuocere per un ora allungando di acqua e mescolando di tanto in tanto.

Una volta cotto si passa alla fase degustativa, anzi gustativa. Il primo commento è che la carne è di prima qualità e già questo fa la differenza perchè  tutti i pezzetti di carne sono morbidi e  molti addirittura croccanti fuori e morbidi dentro. Dove ci sono ossa la carne si stacca facilmente, nessun pezzo risulta stopposo e tutti sono rimasti sugosi. La cipolla è quasi impalpabile dopo la cottura e le olive sono diventate piccole e morbide.

 Anche i sapori si sono amalgamati, nessuno predomina sull’altro ed il Millegusti diventa un ensamble di gusti ben amalgamati. Soprattutto l’oliva, che tende tipicamente ad essere prepotente quando si accompagna alla carne, si è ben stemperata e probabilmente ha contribuito ad ingentilire anche il peperone; ogni singolo pezzo di carne mantiene il gusto della bestia originaria ma tutte sono legate dall’aroma di fondo.

 Digeribilità del tutto molto buona anche se il peperone e la cipolla rimangono comunque un qualcosa da affrontare con il giusto spirito e, scegliendo sapientemente, il piatto può andare bene anche ai bambini.

 Un piatto diverso ed originale che vale assolutamente la pena di mettere in tavola una volta ogni tanto.

 Paolo Maggioni.

Grazie a Paolo sempre preciso ed esauriente, e questa volta anche molto gogliardico nelle sue recensioni, volevo aggiungere che il Millegusti del Giannetto lo si puo’ degustare in tantissimi modi. Ci sono miei clienti che, una volta pronto, condiscono la pasta, altri che lo mangiano accompagnato con una bella e fresca insalata, altri ancora che addirittura lo accompagnano con una bella polenta fumante. E pensare che una ventina d’ anni fa  l’avevo inventato come piatto unico. L’avevo chiamato cosi’ perche’ prima di diventare Gianni macelar ero per tutti quelli del bocciodromo di Sesto il Giannetto. Questo, diciamo “soprannome”, mi fu affibbiato da un nostro concittadino, il mitico e grande poeta contadino Enrico Tamborini ai tempi della gloriosa bocciofila Sestese per distinguermi dai vari Gianni. Come Gianni, ai tempi, non potevo mica competere con due mostri sacri sestesi come il grande ortolano Gianni verdura e il piccolo delle paludi Gianni Squellati!!!!!!

Alla prossima.

Gianni macelar.

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Pubblicata il by Gianni macelar Caricata in Alimentari

About Gianni macelar

Praticamente nato in "Butega", faccio il macellaio da tutta la vita per me è molto più di una passione è una vera e propria vocazione. Negli anni mi sono specializzato in frollatura della carne bovina selezionata di scottona di incrocio Piemonte, prodotta da mucche che personalmente seleziono in piccole stalle a km 0. Perché come ripeto spesso "La carne rossa buona è la più sana di tutte"

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