Uzbekistan, la Terra di Tamerlano

Questo Paese è stata un’autentica sorpresa. Un viaggio nel Medio Evo, attraverso una parte della Via della Seta, la più importante.

L’Uzbekistan ha una cultura millenaria, l’arte dei suoi monumenti è qualcosa di spettacolare e unica.

Seguendo l’itinerario, esattamente come ho fatto io da Khiva a Bukhara a Samarcanda si ripercorre la storia da Gengis Khan a Tamerlano un periodo di autentico splendore.

Ad un primo colpo d’occhio potrebbe sembrare che tutti i monumenti, le madrase e le moschee siano uguali, in realtà non è così perché è un crescendo di colori e di giochi di mosaici.

A Khiva l’architettura è più semplice e pulita, ma la sua cittadella racchiude una parte molto antica e ben conservata, come la Moschea Cattedrale Djuma le cui 212 colonne di legno intagliato, molto ben conservate creano un’atmosfera particolare per la preghiera.

Bukhara è una vera bomboniera, il monumento più fotografato è il Chor Minor, il cui nome significa i “quattro minareti” ed è una straordinaria piccola madrasa la cui storia è a dir poco commovente.

Samarcanda invece è un gioiello, ad ogni angolo non finisce mai di stupire per la meraviglia delle decorazioni dei suoi monumenti.

Ma l’Uzbekistan è soprattutto un paese fatto da persone meravigliose e intelligenti. Pensate che i bimbi a scuola studiano 3 lingue, il russo di origine cirillica, il tagikico di origine farsi e l’uzbeko di origine turca, oltre ad una lingua europea a scelta fra inglese, francese e italiano.

E’ un popolo molto ospitale, le guide sono preparate, gli autisti gentili. Cercano in tutti i modi di sopperire alle piccole mancanze dovute ad un’organizzazione non ancora del tutto pronta a ricevere i turisti, soprattutto quelli che amano le comodità. Gli hotels proposti nei tour sono in genere di categoria 4 /5 stelle ma la classificazione non rispetta i nostri standard e potrebbero esserci alcuni piccoli disservizi.

Ma chi affronta un viaggio di questo tipo è preparato anche a questo, alle lunghe distanze da percorrere in bus, alle code in aeroporto per i controlli, alle levatacce mattutine…

Nulla da dire sul cibo, sicuramente sapori diversi da quelli a cui siamo abituati ma ottimo, abbondante e con tanta scelta, un mix fra la cucina medio orientale e quella russa. Il piatto tradizionale è il Plov, un piatto a base di riso, carne e verdure che viene servito anche nelle occasioni speciali. Ma troverete anche tante zuppe, piccole insalate servite come antipasto, carne di pollo, agnello e manzo alla griglia. E dolci.

Un viaggio in Uzbekistan è un’esperienza unica, ma solo pochi privilegiati possono veramente apprezzare la magia di questo Paese che in pochi anni è riuscito a risalire la china ed è ancora in grande crescita.

Un viaggio che consiglio perché permette di conoscere una cultura completamente diversa dalla nostra e una religione, l’islam che ci fa tanta paura ma che qua è proposta nella sua reale prospettiva.

Ma soprattutto, è un viaggio da fare ora, prima che perda tutta la sua genuinità.

Alessia

alessia@ipotesiviaggi.com

 

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Pubblicata il by ipotesi viaggi Caricata in Agenzie Di Viaggio

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