Arnold-Chiari e leggerezza diagnostica

Sindrome di Arnold-Chiari totalmente ignorata.

SINDROME ARNOLD-CHIARI SINDROME ARNOLD-CHIARI

Mi è ancora poco chiaro il motivo per cui una Arnold-Chiari non venga percepita immediatamente da chi dovrebbe averne le competenze per via del suo iter formativo. Dico dovrebbe perché si da spesso per scontato che sia così; sicuramente tante ore a leggere alcuni testi classici, gli esami, una commissione che decide e il “pezzo di carta” finalmente nelle mani dello studente hanno il loro peso, ma davvero puoi dare per scontato che chi sta leggendo le immagini, in questo caso della tua Risonanza Magnetica, sia in condizioni tali da poterti garantire una diagnosi corretta?
Un attimo di silenzio per metabolizzare bene quanto scritto sopra è d’obbligo prima di riprendere la lettura.

 Quanto ti sto per raccontare è accaduto ieri. Partiamo dall’inizio.

Circa venti giorni fa vengo contattato da un ragazzo quasi trentenne, mi chiede cosa posso fare io, con il mio metodo, per lui. Mi racconta di un evento traumatico avvenuto circa nove anni fa, riferisce di soffrire di ansia, ossessioni, depressione, litigi con la figura paterna, tensioni sul lavoro, scarso controllo delle emozioni e panico. Riferisce inoltre di essere sotto cura farmacologica Xanax e Quetiapina.

Inutile dire che sono talmente incuriosito dal caso che lo accetto immediatamente, spiego a lui di preciso come lavoro e prendiamo appuntamento. Chiedo il suo gruppo sanguigno. Dato che non lo conosce, prenota un esame tramite il medico condotto e, dopo qualche giorno mi comunica anche questo dato. Il quadro mi fu subito tutto più chiaro, per chi è esperto, come lo sono io, conoscere il gruppo sanguigno è rivelatore di molte dinamiche immunitarie e comportamentali. Chiedo se ha TAC cerebrali e RM fatte da poco tempo e mi conferma RM fatta a Settembre 2017.

Inizio il trattamento

Per chi non lo conoscesse, il metodo di indagine che utilizzo avviene attraverso la pianta del piede e l’addome. Dato che sono un esperto, e so come intervenire, il piede mi comunica molte cose. Iniziando il trattamento snocciolo nel dettaglio emozioni e vissuto del paziente e, arrivato all’area corrispondente alla testa, un dolore anomalo mi è rivelatore. Decido quindi di guardare le immagini di Risonanza Magnetica e BANG! Arnold-Chiari. Leggo il referto e non ne vedo menzione. Penso di essere stanco e non aver visto bene, rileggo. Non c’è. Allora riguardo le immagini, le guardo e le riguardo. Niente. Le immagini mi dicono Arnold-Chiari, il referto invece non dice nulla. Controllo per scrupolo ancora dentro la busta, ma non c’è nulla. Solo disco e referto.

Ma è davvero possibile tutto ciò?

Faccio un paio di telefonate, condivido le immagini con alcuni medici (medici attenti) e mi dicono “Fabio, hai ragione.. anche per me è Arnold-Chiari”. Stessa risposta da cinque dottori in medicina, in più chiedo anche ad un neurologo, un altro, l’ennesimo, e mi dice: “confermo la tua diagnosi e ciò che hanno detto i colleghi. E’ Arnold-Chiari”.

 

Telefono alla neuro radiologa refertante

 

” Dottoressa, buongiorno. Abbiamo un paziente in comune, le telefono per chiederle informazioni riguardo un referto firmato da lei, le do il numero così può controllare”

– ” Buongiorno, certo.”

“Vede le immagini? Ritengo sia sindrome di Arnold-Chiari.. le ernie sono evidenti, come mai non ne fa menzione nel referto?”

-” Ma cosa dice? Non è Chiari! Sì, effettivamente le ernie ci sono ora che guardo, ma sono dentro la norma, quindi per me l’esame è negativo. Mi dica come si chiama, e da dove telefona.”

“Ok, ma dei sintomi non ne tiene conto? va bene, ho capito. Il mio nome è Fabio D Misuraca e telefono dal mio studio. Se non c’è altro che vuole aggiungere la ringrazio per il confronto. Buongiorno.”

-“Buongiorno.”

La malattia più diffusa al mondo è la diagnosi.

SINDROME ARNOLD-CHIARI

Il corretto modo di procedere

 

Voglio dire anche questo però, che sia da monito a tutti i terapisti, massaggiatori, olisti non medici: abbiate sempre l’onestà di dire la verità e di cercare SEMPRE un confronto costruttivo con chi è medico. L’obiettivo è sempre quello di risolvere il problema al paziente.

In questo caso specifico il mio lavoro deve essere coadiuvato da un neurologo (competente e che conosca le leggi della natura) e la collaborazione è d’obbligo. In comune accordo con il medico neurologo si procede a mantenere il paziente ad un regime alimentare adatto a migliorare il quadro generale. Quindi si escluderanno questi alimenti e ne verranno assunti alcuni che fisiologicamente riducono questo problema. Si invia paziente a Craniosacralista esperto, post trattamento si indirizzerà a controllo Gnatologico. Ebbene si, prima le ossa del cranio, poi, in caso, si correggerà l’occlusione dentale!

Penso inoltre che a questo paziente è stato curato un sintomo con psicofarmaci senza indagare attentamente le cause, tutto ciò mi fa pensare molto. Arnold-Chiari non è un raffreddore, ed il paziente, chiunque esso sia, ha DIRITTO di avere un professionista attento che controlli i suoi esami, ascolti la sua storia e sia consapevole delle relazioni tra vissuto e patologia.

Ma tutto ciò, come si è reso possibile?

Semplice, ho ascoltato il paziente, so dove sono i veri punti riflessi (la mia riflessologia è unica) che permettono di comprendere quali patologie sono in corso o sono avvenute in passato.Onestamente, senza falsa modestia, sono particolarmente bravo nel mio lavoro perché oltre ad avere nella mia testa il sapere, ho intuizione e attenzione. Ho studiato duramente ed ho anche avuto la fortuna di avere un mentori eccellenti tra cui il dott. Paolo Speciani il quale mi ha trasmesso parte della sua conoscenza, i risultati sono tangibili e soprattutto verificabili.

Cos’è la sindrome di Arnold-Chiari?

Secondo la MU La sindrome di Arnold-Chiari, così chiamata in onore di Julius Arnold e Hans Chiari, i due medici che la descrissero, è un insieme di segni e sintomi associato a una rara malformazione della fossa cranica posteriore che normalmente contiene il cervelletto. Se questa è poco sviluppata, le strutture encefaliche erniano (cioè escono dalla loro sede naturale) attraverso il forame magno (apertura alla base del cranio) ed entrano nel canale spinale. La malformazione di Arnold-Chiari può essere associata ad altre condizioni patologiche, quali il mielo-meningocele, la siringomielia, la spina bifida e l’idrocefalo.

Si distinguono due tipi principali di malformazione di Arnold-Chiari, con diversa eziologia, età di comparsa e gravità: il tipo I ed il tipo II; esistono anche il tipo III e IV, ma sono molto gravi e per lo più incompatibili con il proseguimento della vita.

Sarà mio impegno monitorare e pubblicare passo passo gli sviluppi del caso e i miglioramenti del paziente che segue una terapia integrata, sensata ed in accordo alle leggi della natura.

 

L’unica terapia efficace è breve!

Fabio D Misuraca

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Pubblicata il by Fabio D. Misuraca Caricata in Salute e Benessere

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