MERCOLEDI 4 – GIOVEDI 5 LUGLIO 2012 – Benvenuti al nord di Luca Miniero

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Alberto Colombo, brianzolo impiegato alle poste, ha finalmente ottenuto la promozione e il trasferimento a Milano. Il Sud, in cui è stato benvenuto e benvoluto, sembra adesso un ricordo lontano che Mattia, indolente compagno meridionale, risveglia col suo arrivo improvviso. Perché la relazione con la bella Maria sta naufragando a causa della sua immaturità e di un mutuo procrastinato. Deciso a dimostrare alla consorte di essere un uomo responsabile, Mattia si lascia contagiare dall’operosità milanese finendo per fare brunch e carriera sotto la Madunina. Alberto intanto, promosso direttore e occupato full time, trascura la moglie che finirà per lasciarlo. Sedotti e abbandonati si rimboccheranno le maniche e proveranno a riprendersi la famiglia e una vita migliore in un’Italia senza confini e campanilismi.
La nuova commedia italiana non è più interessante della vecchia, quella dei cinepanettoni per intenderci, ma mette in luce delle diversità rispetto a una scena comica affezionata a modelli tenaci e incrollabili. Archiviati i luoghi esotici, il Nord e il Sud del Belpaese diventano il territorio da occupare, rilanciando con forza e risate l’unità nazionale. Unità sponsorizzata dall’efficienza delle poste italiane, dalla velocità alta delle sue ferrovie e dalla praticabilità delle sue autostrade, che esprimono la dinamicità di personaggi sempre diversi da com’erano al principio o al ‘casello’ di partenza. Tra una raccomandata e una Freccia rigorosamente rossa si fa l’Italia e si fanno gli italiani, incarnati da Claudio Bisio e Alessandro Siani, di nuovo alle prese coi cliché regionali, poi messi in discussione, superati e rimpiazzati con altri più abusati. Dopo il meridione di Castellabate, spetta al settentrione milanese essere declinato in stereotipo. In direzione ostinata ma contraria, Benvenuti al Nord serializza il format francese a firma Dany Boon (Giù al Nord) e intraprende un viaggio prevedibile verso il ‘freddo’ capoluogo lombardo, che si rivelerà neanche a dirlo altrettanto accogliente e gioioso.
Congedato Massimo Gaudioso e arruolato Fabio Bonifacci, la commedia di Luca Miniero riprende il benvenuto scorso con pochissime novità, riconfermandone la perfetta calibratura, gli ingredienti e i protagonisti sempre radicati nei tempi e nei ritmi degli sketch televisivi. Se il personaggio di Bisio scopriva a Sud il sole e il mare, la bonarietà e l’ospitalità della sua gente, quello di Siani imparerà il fascino della nebbia, sparata artificialmente, e il senso civico del milanese, che lava le strade di notte, combatte le polveri sottili, mette il casco in moto, in bicicletta e sul lavoro. Un anno trascorrerà tra happy hour e happy night, prima che il Mattia, perché il milanese ammette l’articolo determinativo davanti al nome proprio, possa trovare la maturità e ritrovare la sua procace Maria.
Benvenuti al Nord, come il precedente capovolto, è soltanto una favola che promette di incrinare la tenuta degli stereotipi nell’immaginario collettivo mentre li conferma, che reitera modalità (ri)creative e produttive, che costruisce tutto sulla parola e niente sull’idea di visione. Se Bisio e Siani non fanno una stella, sprovvisto di profondità (e fisionomia) drammatica il primo, epigono sbiadito dello stupore malinconico di Troisi il secondo, Paolo Rossi produce un firmamento interpretando (ancora una volta dopo RCL) il ‘metodo Marchionne’. Corpo solista si incarica di riempire una scatola vuota con la deflagrazione della sua comicità mimica e verbale.

MERCOLEDI 11 – GIOVEDI 12 LUGLIO 2012 – The Artist di Michel Hazanavicius – Oscar 2012 –

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Hollywood 1927. George Valentin è un notissimo attore del cinema muto. I suoi film avventurosi e romantici attraggono le platee. Un giorno, all’uscita da una prima, una giovane aspirante attrice lo avvicina e si fa fotografare sulla prima pagina di Variety abbracciata a lui. Di lì a poco se la troverà sul set di un film come ballerina. È l’inizio di una carriera tutta in ascesa con il nome di Peppy Miller. Carriera che sarà oggetto di una ulteriore svolta quando il sonoro prenderà il sopravvento e George Valentin verrà rapidamente dimenticato.
Anno Domini 2011, era del 3D che invade con qualche perla e tante scorie gli schermi di tutto il mondo. Michel Hazanavicius porta sullo schermo, con una coproduzione di rilievo, un film non sul cinema muto (che sarebbe già stato di per sé un bel rischio) ma addirittura un film ‘muto’. Cioé un film con musica e cartelli su cui scrivere (neanche tanto spesso) le battute dei personaggi. Si potrebbe subito pensare a un’operazione da filologi cinefili da far circuitare nei cinema d’essai. Non è così. La filologia c’è ed è così accurata da far perdonare l’errore veniale dei titoli di testa scritti con una grafica e su uno sfondo che all’epoa erano appannaggio dei film noir.

Hazanavicius conosce in profondità il cinema degli Anni Venti ma questa sua competenza non lo ha raggelato in una riesumazione cinetecaria. Si ride, ci si diverte, magari qualcuno si commuove anche in un film che utilizza tutte le strategie del cinema che fu per raccontare una storia in cui la scommessa più ardua (ma vincente perlomeno al festival di Cannes) è quella di di-mostrare che fondamentalmente le esigenze di un pubblico distante anni luce da quei tempi sono in sostanza le stesse.

Al grande schermo si chiede di raccontare una storia in cui degli attori all’altezza si trovino davanti una sceneggiatura e un sistema di riprese che consentano loro di ‘giocare’ con i ruoli che gli sono stati affidati. Se poi il film può essere letto linguisticamente anche a un livello più alto (come accade in questa occasione in particolare con l’uso della colonna sonora di musica e rumori) il risultato può dirsi completo. Per una volta poi si può anche parlare con soddisfazione di un attore ‘cane’. Vedere per credere.

MERCOLEDI 25 – GIOVEDI 26 LUGLIO 2012 – Quasi Amici di Eric Toledano

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La vita derelitta di Driss, tra carcere, ricerca di sussidi statali e un rapporto non facile con la famiglia, subisce un’impennata quando, a sorpresa, il miliardario paraplegico Philippe lo sceglie come proprio aiutante personale. Incaricato di stargli sempre accanto per spostarlo, lavarlo, aiutarlo nella fisioterapia e via dicendo Driss non tiene a freno la sua personalità poco austera e contenuta. Diventa così l’elemento perturbatore in un ordine alto borghese fatto di regole e paletti, un portatore sano di vitalità e scurrilità che stringe un legame di sincera amicizia con il suo superiore, cambiandogli in meglio la vita.
Il campione d’incassi in patria (con cifre spaventose) è anche un campione d’integrazione tra i più classici estremi. La Francia bianca e ricca che incontra quella di prima generazione e mezza (nati all’estero ma cresciuti in Francia), povera e piena di problemi. Utilizzando la cornice della classica parabola dell’alieno che, inserito in un ambiente fortemente regolamentato ne scuote le fondamenta per poi allontanarsene (con un misto di Mary Poppins e Il cavaliere della valle solitaria), i registi Olivier Nakache e Eric Toledano realizzano anche un film tra i più ottimisti sulle tensioni che attraversano la Francia moderna.
Mescolando archetipi da soap (anche i ricchi piangono), la favola del vivere semplice e autentico come ricetta di vera felicità e un pizzico di “fatti realmente accaduti”, a cui gli autori sembrano tenere molto (l’autenticità viene ricordata in apertura e di nuovo in chiusura con i volti dei veri personaggi), Quasi amici riesce a mettere in scena un racconto che scaldi il cuore e rischiari l’animo a furia di risate liberatorie (l’uinca possibile formula che porti incassi stratosferici) senza procedere necessariamente per le solite vie.
La storia di Philippe e Driss non segue la canonica scansione da commedia romantica, non procede per incontro/unione/scontro/riconciliazione finale ma ha un andamento più ondivago, che fiancheggia la crisi del rapporto e le sue difficoltà senza mai forzare il realismo.
Pur concedendo molto a quello che piace pensare, rispetto al modo in cui realmente vanno le cose, il duo Olivier Nakache e Eric Toledano riesce nell’impresa non semplice di infondere un’aria confidenziale ad un film che poteva facilmente navigare le acque del favolismo.
Molto è merito di un casting perfetto che, si scopre alla fine, ha avuto il coraggio di allontanarsi parecchio dalle fisionomie dei personaggi originali. Sul corpo statuario sebbene non perfettamente scolpito (come sarebbe invece accaduto in un film hollywoodiano) di Omar Sy passano infatti tutte le istanze del film. Dai suoi sorrisi alle sue incertezze fino alla sua determinatezza, ogni momento è deciso a partire da quello che l’uomo nero può significare nella cultura francese odierna. Elemento pericoloso quando vuole spaventare un fidanzato che merita una lezione o un arrogante vicino che ingombra il passaggio, indifesa vittima della società quando ha bisogno di un aiuto, forza primordiale e vitale quando balla e infine carattere autentico quando tenta approcci improbabili con le algide segretarie.

MERCOLEDI 1 AGOSTO – GIOVEDI 2 AGOSTO – Carnage di Roman Polanski

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In un misurato appartamento di Brooklyn due coppie provano a risolvere uno smisurato accidente. Zachary e Ethan, i loro figli adolescenti, si sono confrontati incivilmente nel parco. Due incisivi rotti dopo, i rispettivi genitori si incontrano per appianare i conflitti adolescenziali e riconciliarne gli animi. Ricevuti con le migliori intenzioni dai coniugi Longstreet, genitori della parte lesa, i Cowan, legale col vizio del BlackBerry lui, broker finanziario debole di stomaco lei, corrispondono proponimenti e gentilezza. Almeno fino a quando la nausea della signora Cowan non viene rigettata sui preziosi libri d’arte della signora Longstreet, scrittrice di un solo libro, attivista politica di troppe cause e consorte imbarazzata di un grossista di maniglie e sciacquoni. L’imprevisto ‘dare di stomaco’ sbriglia le rispettive nature, sospendendo maschere e buone maniere, innescando un’esilarante carneficina dialettica.
Non è la prima volta che Roman Polanski ‘costringe’ e isola i suoi protagonisti a bordo di una barca, dentro un castello, oltre il ghetto di Cracovia, sopra un’isola (in)accessibile. Da sempre nella filmografia del regista polacco la separazione è necessaria per mettere ordine e avviare un’ ‘inchiesta’. Accomodati tre premi Oscar (Kate Winslet, Jodie Foster, Christoph Waltz) e un candidato eterno non protagonista (John C. Reilly) in un appartamento di Brooklyn, ambientazione dichiarata dalla prima inquadratura e trattenuta da due alberi che dietro le fronde rivelano lo skyline ‘alterato’ di Manhattan, Polanski denuncia ancora una volta il riferimento al (suo) maestro inglese. In particolare un capolavoro di Hitchcock palpita sotto la superficie, un omaggio che dopo molte risate lascia un ‘nodo alla gola’.

 

Trattenuto in un’unica location e svolto in tempo reale, Carnage è ‘scenograficamente’ prossimo al Rope hitchcockiano che, girato a Los Angeles, apriva le finestre del suo appartamento su una Manhattan in scala, ricreata attraverso un ciclorama di quattrocento metri quadrati e illuminato da un’abbondanza di lampadine e insegne al neon. Il richiamo non si limita allo spazio esterno, ma ancora e di più a quella maniera unica di tradurre un’idea in un movimento, in movimenti invisibili quanto mirabili di macchina. Versione cinematografica della piéce teatrale di Yasmina Reza, co-sceneggiatrice con Polanski, Carnage coniuga il piacere della forma al valore della storia, una storia che ancora una volta suggerisce l’illusione della trasparenza. La maschera linda dei quattro protagonisti insinua presto un malessere sordo, un orrore che c’è e si vede. Così progressivamente le tempeste dialettiche restituiscono alla superficie i ‘corpi’ nascosti nei bauli dalla stessa vanità e gratuità degli studenti hitchcockiani.
Polanski, naturalizzato francese ma apolide per vocazione, satura l’inquadratura di uomini e donne che si sentono ostinatamente migliori dell’ambiente che li circonda, che rimandano a se stessi come gli specchi dell’appartamento, ubicato fuori dalla finzione a Parigi e dimostrazione della condizione di “perseguitato” di Polanski. In cattività, congiuntamente ai suoi coniugi (in)stabili e (ir)ragionevoli, il regista ribadisce l’impraticabilità di introdurre un ordine nella realtà perché basta un conato di bile, un cellulare annegato, un libro imbrattato, una borsetta rovesciata a disperdere equilibrio e ‘democrazia’. Città immaginaria e ferocemente reale, New York apre e chiude il dramma da camera di Polanski, che spacca e fruga, ‘percorrendo’ con lo sguardo personaggi già ipocriti e corrotti, strumenti di ferocia intrappolati in un cul de sac. In barba al politicamente corretto, l’irriducibile e non riconciliato Polanski ha cominciato a saldare i conti con l’American Dream. Un sogno che non c’è più e forse è solo la più grande menzogna mai tramandata.

MERCOLEDI 8 – GIOVEDI 9 AGOSTO Com’è bello far l’amore di Fausto Brizzi

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Andrea e Giulia hanno quarant’anni, un figlio adorato, una tata smaniosa, tanta serenità e poca voglia di fare sesso. Voglia perduta negli anni, dentro il quotidiano, dietro la consuetudine, tra una casa al mare e un’altra in città. Apatica lei, distratto lui, per Andrea e Giulia non è mai il momento giusto per consumare, meglio un fumetto o una rivista di gossip. La visita improvvisa di Max, porno divo residente (e operativo) a Hollywood, sollecita la loro indolenza, costringendoli a fare i conti con le troppe notti ‘in bianco’. Amico di vecchia data di Giulia e amatore per professione, Max non lesinerà in suggerimenti e consigli per l’uso, disinibendo le inibizioni ed eccitando la fantasia. Traanelli vibranti e preservativi ritardanti, il piacere non tarderà a venire.

Assorbito e smaltito anche quest’anno il cinepanettone, i tempi sono maturi per mettere in produzione e lanciare sul mercato il cinesanvalentino, prodotto romantico e transgenerazionale che frequenta il matrimonio, l’amore e i suoi rimedi. ‘Contro’ il cinema d’autore, riprodotto nel prologo, caricato di pessimismo cosmico e di virtù fecondanti, Fausto Brizzi realizza un prodotto medio e rigorosamente de-autorializzato, che interrompe brevemente la compostezza perbenista della commedia italiana.
Con toni fintamente anticonformisti Com’è bello far l’amore racconta un cammino in avanti, verso l’ebbrezza della disinibizione e della trasgressione, che in realtà ne inscena uno all’indietro alla ricerca dell’unico luogo che conti: il focolare domestico. Lontana dall’essere in qualche modo sovversiva, la commedia reversibile di Brizzi (e Martani) è il luogo della riappacificazione familiare dopo una vacanza dal matrimonio.

Recuperando volti televisivi (Fabio De Luigi, Michele Foresta e Virginia Raffaele) e facendo circolare un po’ di divismo, periferico con Margherita Buy, centrale e centrato con Filippo Timi e Claudia Gerini, Com’è bello far l’amore accoglie il sesso come argomento da offrire alla sorridente riflessione dello spettatore, non disdegnando infiltrazioni drammatiche sempre e opportunamente chiuse tra parentesi comiche. Se poi è vero che gli ‘esami’ non finiscono mai, questa volta tocca ai quarantenni varcare la linea d’ombra, affrontare una prova dall’esito incerto e accedere a una nuova consapevolezza (sessuale).

Com’è bello far l’amore non sfugge in ogni caso al bisogno ecumenico di coinvolgere pure il pubblico più giovane attraverso una storia romantica risoltasi sulla voce di Richard Sanderson. E proprio la sua “Reality”, dove ‘i sogni sono la realtà’, fornisce la chiave di un film che abita un mondo fantastico da smontare o costruire all’occorrenza, dove non ci sono esigenze di spazio, territorio, piani regolatori, caro affitti, caro casa, dove il lavoro è relegato dentro un tempo indeterminato o funzionale a esibire una gag.
Com’è bello far l’amore conferma l’abilità di Brizzi a confrontarsi coi meccanismi industriali e l’ambizione ad ‘accomodare’ la commedia americana. Se ‘ieri’ ebbe la brillante intuizione di riscrivere per l’Italia un genere, quello del teen-movie, di riadattare operazioni all star hollywoodiane (Ex e il dittico Maschi contro femmine/Femmine contro maschi), ‘oggi’ gira una commedia sessualmente connotata che ammicca a quelle eroticamente esplicite di Edward Zwick (Amore & altri rimedi) o di Ivan Reitman (Amici, amanti e…). Una commedia tridimensionale che percepisce la profondità nelle immagini e manca quella dello sguardo, che riconsegna la Gerini al ruolo smaccatamente carnale, concentra De Luigi in un”ecodose’ senza mordente e ammorbidente, riempie di parole (a vanvera) l’esuberanza attoriale di Timi.

Il Tè “I Love Sesto Calende”

Pubblicata il by Erboristeria Il Raggio Verde Caricata in Erboristerie | Lascia un commento  

Da oggi e’ disponibile presso l’erboristeria il raggio verde il te’ “i love sesto calende”!

L’idea nasce dalla volontà di suscitare interesse nella gente nei confronti di questa antica bevanda, la seconda più bevuta al mondo dopo l’acqua. E quindi, perché non farlo dedicato proprio alla cittadina che ospita il nostro negozietto un te’ speciale?

Benvenuti quindi nell’affascinante mondo del te’! Un mondo ricco di luci, profumi, colori, sfumature, storie, tradizioni e leggende…il te’ richiede tempo, calma…e alla fine vedrete che senza nemmeno rendervene conto il “teatime” diventerà un vero e proprio rito a cui non potrete rinunciare!

Esistono moltissimi tipi di tè,  ma tutti derivano dalla stessa pianta, definita thea sinensis, appartenente alla famiglia delle camelie.
È importante sapere che,  solo la raccolta e la modalità di trattare le foglie dell’albero del tè permettono di ottenere varietà differenti: tè bianco, tè verde, tè semi-fermentato e tè nero.

Il tè i love sesto calende è una passione di tè nero con dolci cuori di zucchero e fiori di fiordaliso, il cui dolce aroma e i cui colori ispirano passione!

Si prepara utilizzando un cucchiaino di prodotto per tazza, che va lasciato in infusione dai 3 ai 5 minuti in acqua bollente (95-100°c).

È  consigliabile conservarlo in recipienti con chiusura ermetica, opachi ed inodori, per esempio di metallo, ceramica o vetro scuro, per proteggere il prodotto  dalla luce.

Si presenta al  palato come un tè morbido, caldo e rotondo…dal profumo fiorito, molto apprezzato per il gusto delicato ed equilibrato.

Bevanda sana e naturale, il tè può essere consumato in qualsiasi momento della giornata, caldo, freddo o ghiacciato… Oltre  a possedere il vantaggio di non apportare calorie, contiene sali minerali e vitamine,  ha proprietà diuretiche, rilassa il corpo e rinforza la memoria, purifica l’anima e il corpo.

Sperando di avervi incuriosito vi aspettiamo per un dolce assaggio nella nostra botteguccia in via xx settembre, n.17!
Ve ne innamorerete…

Buona degustazione e buon viaggio nel meraviglioso mondo del tè!

Eli e Franci

Fashion’s Victim

Pubblicata il by Lo Staff ILSC Caricata in Associati | Lascia un commento  

Noi siamo Fashion’s Victim !!!

Ecco il nostro pensiero, siamo Stella e Nicole, due ragazze con un sogno : trasmettere il nostro gusto e la nostra passione per la moda.
Da questi desideri abbiamo dato vita a :  Fashion’s Victim un nuovissimo negozio d’abbigliamento e accessori

Lo stile è il cuore del nostro lavoro creativo, che anticipa le tendenze e le personalizza esprimendo il gusto di chi ci circonda, rendendovi un atmosfera esclusiva e ricercata d’oltreoceano.

Da noi potrete trovare in esclusiva, un nuovo Marchio innovativo “MANGANO“, di finissima qualità, creatività e con uno stile Unico e innovativo.

Vogliamo offrire ai nostri clienti un accessorio di tendenza ma con un ottimo rapporto qualità prezzo, da Fashion’s Victim  avrete un’ampia scelta di scarpe e accessori!

Ci trovate in Piazza Garibaldi n°20, dove sarete seguite in esclusiva, per il vostro look,  dalle vostre Personal Shopper Stella e Image Consulet Nicole .

Vi aspettiamo !

Quando non sai cosa regalare…

Pubblicata il by Mr e Mrs Shoes Caricata in Calzature Pelletteria | Lascia un commento  

Si avvicina un compleanno, una ricorrenza, un giorno da festeggiare… quante volte dici: “…e adesso? cosa posso regalare?”

Dopo anni di regali, presenti e sorprese, la fantasia incomincia un po’ a scarseggiare e soprattutto in questo periodo in cui stai più attento a spendere i soldi diventa sempre più difficoltoso trovare l’idea giusta.

Molte volte addirittura chiediamo all’interessato: “Cosa ti serve, cosa ti posso regalare?”

Questo perché si vuole trovare qualcosa che effettivamente possa servire… quindi ricorriamo sempre di più al classico “Buono Regalo”.

Ed è proprio qui che vi propongo un’ottima idea…

Sulla tipologia del “Buono Regalo” posso creare auguri mirati, curati dettagliatamente nella presentazione, con frasi adatte per ogni occasione, ecco qualche esempio:

“Un pensiero speciale per un giorno da ricordare!!!”

“Da parte dei tuoi amici”

“Un pensiero per te”

il classico “Buon Compleanno” oppure

Si possono anche personalizzare con la tua frase!!!

Acquistare i “Buoni Regalo” è molto semplice, scegli la tua frase e stabilisci il tuo “badget regalo”, non ti resta che consegnare il regalo alla persona interessata che avrà 30 giorni, dalla data di attivazione, per venire nel nostro punto vendita in Via dell’Olmo n°16. A questo punto sarò a completa disposizione per presentare tutti gli articoli a disposizione tra cui, borse, scarpe, accessori, ecc…. rispettando il “budget regalo” concordato.

Non vi sembra una bella idea? Non vi resta altro che provare…

 

Diver, Colore e Special Price

Pubblicata il by Limbiati Tempo e Preziosi Caricata in Gioiellerie e Orologerie | Lascia un commento  

Non sorprendiamoci più di vedere un cartello con la scritta Special Price in una luminosa vetrina di una Gioielleria.
Per Orologi e Gioielli, divenuti sempre più accessori moda, è quasi obbligatorio l’inchino verso forme promozionali che possano ovviamente favorire un acquisto.
Sempre di più dettate dalla Casa Madre, a garanzia ulteriore del Consumatore, non possiamo rinunciare a parlarvi di una allettante promozione legata agli Sportivi di Casa Nautica Orologi.
Una vera e propria occasione, a tempo vista che la disponibilità dei prodotti è limitata ai solo quelli presenti a magazzino, che interessa una delle serie decisamente più Estive e maggiormente gettonate della scorsa stagione.

Correva l’Estate 2011 e quasi controcorrente Nautica Orologi suggeriva una insolità, per lo più per i colori proposti, Collezione di Orologi Diver da Uomo.
Orologi dalla forma generosa, accompagnati da ottime impermeabilità, e dalle tonalità più impensate: Rosa Fluo, Viola, Verde Acido e Azzurro Pastello.

Un gioco cromatico di forte impatto, unico nel suo genere.

Tinte forti ed inedite che diventano ora tentacolari candidandoli più facilmente al ruolo di Orologio per l’Estate.

“Solo 75Euro!!”, urlerebbe uno Strillone di strada, avendo anche ragione a suggerire un Orologio con tutti gli attributi offerto con uno Sconto del 50% : cose mai viste prima d’ora!

Si sconta sul prezzo ma non sulla qualità! direbbe poi uno che di orologi se ne intende.

Infatti si tocca con mano la solidità sia di cassa che di cinturino e la tecnicità data da un fondo ed una corona serrate a vite (che garantiscono una impermeabilità sino a 100 metri) quasi viene resa diversa dalla numerazione posta sulla ghiera con l’uguale tonalità di quadrante e cinturino.

Un Orologio Low Cost per la Tua Estate ? Per quest’anno ci pensa Nautica Orologi!

Claudio Salina Quartet in Just Jazz Beatles

Pubblicata il by Lo Staff ILSC Caricata in Notizie | Lascia un commento  

La formazione del Claudio Salina Quartet inizia come trio nell’estate del 2008, grazie all’incontro tra il pianista Claudio Salina ed il contrabbassista Roberto Mattei, che scelgono di affiancarsi al giovane batterista Massimiliano Salina.
Da questa formazione, sin dall’inizio, è possibile godere dell’ascolto di brani inediti caratterizzati da sonorità variegate, da quella del jazz più tradizionale alla canzone italiana rivisitata, fino alle ritmiche funk e fusion dei generi più moderni.

Già conosciuto dai sestesi per aver tenuto un concerto jazz a dicembre del 2010, il quartetto si esibirà il prossimo venerdì 29 giugno alle ore 21.00  nel cortile della biblioteca o, in caso di maltempo, in sala consiliare.

L’ingresso è gratuito.

Il concerto prende il nome di:
JUST JAZZ BEATLES
OMAGGIO IN JAZZ ALLA MUSICA DEI BEATLES

Il progetto “JUST JAZZ BEATLES “ si innesta su precedenti esperienze musicali del Claudio Salina Quartet, volte ad estendere con un linguaggio jazzistico brani appartenenti a generi musicali più popolari ed a valorizzare l’incontro con un pubblico più ampio.

I componenti del gruppo hanno vissuto come molti, durante l’infanzia e l’adolescenza le canzoni dei Beatles, che hanno lasciato in loro quella traccia di nostalgia come solo questo tipo di musica può fare, dedicandosi poi a percorsi musicali diversi quali il jazz e la musica classica.

Il successo planetario delle canzoni dei Beatles, come si sa, è legato allo splendido connubio tra semplicità e dirompente originalità dell’invenzione musicale.

L’intenzione del gruppo, con gli arrangiamenti proposti, è quella di innestare nei brani elementi caratteristici del linguaggio jazz, con ampio spazio anche per l’improvvisazione, senza tradire la freschezza e la riconoscibilità della canzone.

Le canzoni scelte appartengono per la maggior parte al periodo più tardivo della produzione dei Beatles, quando il celebre quartetto aveva abbandonato i concerti per dedicarsi solo alla produzione in studio, privilegiando così la ricerca e pubblicando di conseguenza quelle che sono state le canzoni più mature.

Il concerto si presenta ,quindi, come una godibile sperimentazione e si rivolge ad un pubblico amante della musica jazz ma anche contaminato da quella famosa traccia di nostalgia

CLAUDIO SALINA – Pianoforte
GIGI DI GREGORIO – Sax Tenore e Soprano
FABIO DE MARCH – Basso
CARLO BERNARDINELLO – Batteria

Carmen e i suoi colpi di testa!

Pubblicata il by carmen acconciature Caricata in Associati | 1 Commento

“Carmen”

La mia storia comincia ben 39 anni fa .. quando appena dodicenne, nelle vacanze scolastiche, mi divertivo a lavorare dalla bravissima Giulia che la maggior parte dei sestesi sicuramente hanno conosciuto.  Dovevo mettere uno sgabello per arrivare al lavatesta..e piano piano è nata una vera passione, tanto che a soli 20 anni ho rilevato l’attività in centro dove ho lavorato per 17 anni in un negozio piccolissimo ma dove ho avuto tantissime soddisfazioni. Dal 1999 mi sono trasferita in via Rosselli.

Io e le mie lavoranti non abbiamo mai smesso di fare corsi di aggiornamento per essere sempre al passo con i tempi.

Da noi ci si può sbizzarrire tra tagli, raccolti, colorazioni, exstension.. cerchiamo si servire al meglio i/le nostre clienti, con ottimi prodotti, con cortesia e simpatia.

Carme Acconciature in Via Rosselli, 17 – Sesto Calende – tel: 0331 924163

Grazie a tutti!

 

 

In Style

Pubblicata il by Lo Staff ILSC Caricata in Associati | Lascia un commento  

Nasce a Sesto Calende sulle sponde del Ticino, Cristin arriva direttamente dalla City di New York facendo approdare il Glamour  NewYorkese nella nostra Città  attraverso Capi di abbigliamento firmati Danny Rose e non solo.

Servizi di boutique personale ed eccentrico unito ad un Trucco ad Hoc per ogni esigenza per sentirsi come una vera Star.
Dalle passerelle della moda di New York si possono ammirare le tendenze dei migliori stilisti protagonisti di questo stupendo negozio.

La moda internazionale arriva a Sesto Calende  per le tue serate più glamour abiti lunghi monospalla di seta,  seducenti canotte con arricci e ricami, capi grintosi  ma anche sexy e femminili .
Per le donne più vivaci e provocanti sono disponibili gonne, pantaloni, e camicie della linea sinuose .

Ogni stagione della moda è unica e irripetibile, Cristin sceglie la tendenza che attrae  di più,  vi potrà accogliere nel proprio negozio e consigliarvi partendo dai temi classici alla moda elegante ed estroversa.
Così arriva nel nostro territorio una ricerca di tessuto icona insieme alle creazioni DannyRose  e altre marche di alta Moda.

Collezione ISLO,  scarpe realizzate con tacchi a spillo, Bags arricchite da manici a contrasto, pochette con rivisitazioni di tessuto bouclè  e classiche sacche di morbida pelle dai colori brillanti .


Collezione DannyRose, una linea tutta da scoprire per chi ama sperimentazioni  sofisticate e  per chi desidera una linea che veste la leggerezza, le forme e i colori primaverili.

I vantaggi di una casa ecologica

Pubblicata il by F&T Servizi Immobiliari Caricata in Agenzie Immobiliari | Lascia un commento  

In tempi di crisi non è affatto facile mettere in conto l’acquisto o la realizzazione di una casa in muratura. Il mercato immobiliare, infatti, nonostante la crisi che sta attraversando resta immobile: i costi degli appartamenti non scendono e molto spesso sono fin troppo elevati rispetto alla qualità stessa degli immobili. Sul fronte della realizzazione di una casa in muratura le prospettive sono altrettanto tristi: lunghissimi tempi di realizzazione, costi spesso sovrumani e difficoltà nell’affrontare i mutui visto il dilagare del precariato. Se nonostante ciò non si vuole rinunciare al sogno di avere una casa propria, magari in campagna lontano dal traffico e dallo smog cittadino, la soluzione è la casa in legno. Le case in legno si stanno diffondendo sempre di più sul territorio favorite non solo dalle necessità economico-finanziare ma anche dai temi legati alla tutela dell’ambiente. Una casa in legno, infatti, non è soltanto economica, ma anche ecologica: realizzata interamente in materiali naturali, non arreca danni all’ambiente perché il legno utilizzato per la sua costruzione proviene, nella maggior parte dei casi, da tagli programmati che non hanno come conseguenza il disboscamento di intere foreste. I vantaggi conseguenti alla realizzazione delle case in legno, comunque, sono moltissimi altri: la salubrità, la resistenza ai sismi e agli incendi, i tempi rapidi di realizzazione, la lunga durata nel tempo e la possibilità di riciclare il legno utilizzato per la sua realizzazione in caso di restauri o modifiche future. Dal punto di vista estetico, inoltre, le case in legno non differiscono per nulla da quelle tradizionali realizzate in muratura: soltanto se si scelgono modelli rustici con le travi a vista si nota la differenza. I progetti realizzabili sono numerosissimi e le principali aziende che si occupano della realizzazione di case in legno danno spesso la possibilità al cliente di ottenerla su misura secondo gli stili e i gusti moderni. Per procedere alla realizzazione di una casa in legno, è sufficiente avere due punti di riferimento essenziali: il Testo Unico dell’edilizia e il Piano Regolatore comunale. Entrambi, infatti, contengono indicazioni utili in merito alle dimensioni della casa, ai terreni sui quali può essere realizzata e alle documentazioni necessarie per ottenere il via libera alle costruzioni. Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, una casa prefabbricata in legno può essere costruita anche in un paio di mesi: essi, comunque, variano in base alla sua dimensione. I costi, infine, sono decisamente ridotti rispetto alle equivalenti in muratura e se si investe sulle fonti rinnovabili per l’approvvigionamento di energia elettrica, come il fotovoltaico e il mini-eolico, si risparmia ulteriormente.

Buon proseguimento dallo staff della Terazza Immobiliare.

www.terazzaimmobiliare.com