Verso la Seconda Guerra Mondiale

Gli aerei della S.I.A.I. vanno in guerra a partire dal 1936.

L’SM.81 fa in tempo ad intervenire negli ultimi giorni della campagna di Abissinia, più a scopo propagandistico che per reali esigenze operative, operando come ricognitore e trasporto oltre che come bombardiere.

Nel corso dello stesso anno proprio il Pipistrello, nomignolo dell’SM.81, è il primo velivolo militare italiano ad essere inviato da Mussolini in aiuto della rivolta del generale Francisco Franco in Spagna, dove opererà intensamente per tutta la durata del conflitto in particolar modo con le squadriglie basate nelle isole Baleari, impegnate a colpire sistematicamente la città di Barcellona.

 

All’epoca della sua entrata in servizio l’SM.81 è uno dei più moderni bombardieri del mondo e, alla vigilia della seconda guerra mondiale, circa 300 esemplari di questo trimotore armano ancora numerose
squadriglie da bombardamento in Africa settentrionale italiana, Albania, Egeo e Africa Orientale Italiana.

Ma la guerra civile spagnola è il ‘banco di prova’ di un altro velivolo S.I.A.I., destinato a diventare leggendario: l’S.79 Sparviero.

Grazie alla sua elevata velocità che lo rende praticamente invulnerabile ai caccia dell’epoca, troppo lenti per tenere il suo passo, questa macchina si conquista subito un posto di rilievo nelle operazioni dell’Aviazione Legionaria (così era chiamato il contingente italiano in Spagna), dando origine al mito del
bombardiere veloce, privo o quasi di armamento difensivo, capace di sfuggire alla caccia nemica
semplicemente grazie alle proprie prestazioni superiori.

I 99 esemplari che prendono parte alle operazioni nella penisola iberica vengono impiegati massicciamente in operazioni di bombardamento dietro le linee nemiche evidenziando un’altra caratteristica di questo velivolo: le buone doti di ‘incassatore’, essendo in grado di sopportare centinaia di colpi a segno senza essere abbattuto, grazie alla sua struttura fatta di metallo, legno e tela, facilmente riparabile, talvolta perfino durante il volo.

Dopo due anni di operazioni belliche solo 4 velivoli risultano abbattuti, 2 dei quali per il fuoco contraereo; 80 velivoli vengono ceduti all’aviazione spagnola in perfetto stato di efficienza.

Il numero dei lavoratori impiegati nelle ditte aeronautiche della provincia di Varese intanto continua a crescere (SIAI Marchetti compresa) dovendo, queste, supportare lo sforzo bellico italiano in Africa Orientale prima e in Spagna poi.

Un dato interessante è che all’interno di queste ditte vi sono delle apposite strutture che si occupano della formazione, dell’assistenza e dell’attività ricreativa dei dipendenti e delle loro famiglie.

La realizzazione di un numero sempre crescente di apparecchi richiede una sempre maggiore forza lavoro; i vertici della SIAI pensano quindi di preparare in proprio il personale di cui avrà bisogno l’azienda così che, nel 1935, viene fondata la Scuola Preparazione Maestranze ‘Savoia Marchetti’ secondo un nuovo concetto nel campo della didattica.

 

La Scuola di Formazione SIAI

La Scuola di Formazione SIAI

 

Gli insegnanti sono quegli stessi operai specializzati e quei tecnici esperti che ‘travasano’ le loro conoscenze agli allievi così che questi imparino meglio e più in fretta.

A capo di questa scuola è posto l’ing. Gorla, la stessa persona che dirige il periodico Notiziario Tecnico, un’interessante pubblicazione mensile che serve per diffondere informazioni tecnico-scientifiche di fonte italiana e straniera, all’interno ed all’esterno dell’azienda.

Sono diverse centinaia gli allievi iscritti e che frequentano questa scuola.

Dopo un triennio questi allievi ottengono una qualifica professionale per tutte quelle specialità che serviranno poi alla ditta quali: meccanici, falegnami, durallisti, battilamiera, elettricisti, montatori, fonditori, saldatori e allievi disegnatori.

Il Dopolavoro della SIAI Marchetti inizia nel marzo 1938 la pubblicazione di un interessante notiziario ricco di fatti, avvenimenti e curiosità aziendali e non solo, a cui viene assegnato il nome ZIC che cesserà di uscire nel 1943 dopo 45 numeri.

Alla fine del 1938 i dipendenti sono divenuti 5.113 mentre lo stabilimento di Vergiate è completato, così che all’interno delle sue officine si inizia la costruzione degli aeroplani terrestri, la loro messa a punto e la consegna ai clienti.

Tratto dal libro PIU’CENTO

Condividi ora su:

Pubblicata il by Lo Staff ILSC Caricata in 100 Anni di SIAI, Notizie

About Lo Staff ILSC

I commercianti di Sesto Calende dal 2012, si sono uniti in questo blog per portare nella tua casa la loro professionalità, farti conoscere i loro prodotti e informarti di tutte le novità che succedono sulla città in riva al fiume Ticino.

Lascia un commento