Il Palio Sestese e la Leggenda del Sas da Preja Buia

il Sas da Preja Buia

il Sas da Preja Buia

 

Il Comitato “Il Palio Sestese“, per promuovere la manifestazione del Palio cittadino, giunto ormai alla 6a edizione e considerato il successo dell’iniziativa dello scorso anno, ha deciso di valorizzare una delle più belle zone della nostra Città,
organizzando il Concorso di Disegno “Il Palio Sestese e la Leggenda del Sas da Preja Buia”, patrocinato dall’Amministrazione Comunale e indirizzato a tutti gli Alunni delle Scuole Elementari Sestesi.

I piccoli pittori quest’anno hanno dimostrato grandi doti artistiche rendendo il lavoro della nostra giuria ancora più difficile.

La seconda edizione è stata vinta da Vittoria Oldrini; la giovane artista ha colto in pieno l’essenza della leggenda ed è riuscita a rievocare nella giuria emozioni di un tempo passato.

I cinque disegni migliori saranno premiati Sabato 10 Settembre 2016 alle Ore 11,30 presso la Sala Espositiva Cesare da Sesto e il vincitore, oltre a poter ammirare la propria opera sulla copertina ufficiale della brochure ufficiale del Palio di Sesto Calende, avrà in omaggio due biglietti (è compreso quello dell’accompagnatore) per effettuare il “Battesimo del Volo” su
un idrovolante che partirà il pomeriggio dello stesso giorno sulle rive del Ticino.

Tutte le opere verranno esposte Sabato 10 e Domenica 11 Settembre 2016 all’interno della Sala Cesare da Sesto per permettere ai Cittadini di godere della mostra.

Le Maestre potranno ritirare i disegni presso la Biblioteca Comunale a partire dal Lunedì successivo per tutta la settimana.

Sas da Preja Buia

Sas da Preja Buia

 

Concorso di Disegno “IL PALIO SESTESE E LA LEGGENDA DEL SAS De PREJA BUIA

 

Nella campagna di Sesto Calende, oltre l’Abbazia di San Donato e l’Oratorio di San Vincenzo esiste un angolo di un verde magico, un luogo sacro all’epoca dei nostri antenati più lontani.

Una strada in terra battuta ci porta all’interno della boscaglia dove risiede un gigante imponente, il Sass da la Preja Büja, un masso erratico in serpentinite, ovvero un grande blocco che è stato trascinato e depositato dal ghiacciaio della Val d’Ossola, quando questo è arretrato durante la fine del Quaternario.

Proprio per le sue dimensioni megalitiche, il sasso ha sempre rivestito un particolare ruolo cultuale e sacrale nel territorio.

Tanto tempo fa qui viveva un pescatore con moglie e bambini che divenne l’amante di Venere, la dea della bellezza, ma come accade a tutti i mortali che si innamorano di una divinità così anche per il pescatore la sorte non fu favorevole.

Giove venne a sapere la cosa e geloso punì il pescatore trasformandolo in un drago.

La famiglia cercò il pescatore invano, temendo che fosse morto in mare.

Una sera, la dea Venere andò a trovare il suo amato e vedendolo così cambiato lo esortò a bruciare tutta la città offrendogli
un’erba infernale che avrebbe reso il suo potere ancora maggiore, causando esalazioni velenose.

Divampò così un grandissimo incendio, che arrivò fino alla casa della moglie del pescatore, Vinicia.

Questa prese i figlioletti e scappò via, inseguita dalle fiamme.

Ma durante la fuga entrambi i figli morirono e la donna, disperata, decise di rimanere con loro coprendoli con il suo corpo come una chioccia con i pulcini, per proteggerli.

Fu così, in questa posizione, privi di vita, che gli abitanti del villaggio li trovarono tre giorni più tardi, al ritorno in paese dopo avere sconfitto il drago.

Commossi da questo amore materno disposero i funerali ma il giorno seguente, tornati nel luogo in cui i tre sventurati giacevano, trovarono una grande chioccia d’oro, con le ali aperte, mentre difende la covata: ovvero il masso della preja buja, il cui colore bronzeo ricorda i riflessi di una statua in metallo e la forma quella di una gallina accovacciata.

 

E il drago che fine ha fatto?

Abbiamo tre ipotesi: oggi sulle rive del lago si trova una fossa definita “La fossa del drago” dove probabilmente potrebbe nascondersi il drago sconfitto dai Sestesi…

oppure il drago potrebbe essere quello ucciso da San Giorgio che compare anche negli affreschi dell’oratorio di S.Vincenzo…

o magari la sua anima rivive durante il Palio nel Dragon Boat!

Samanta Francese

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