GIANFRANCO BREBBIA E LA SUA ARTE

IL FOTOCINEVIDEOCLUB VERBANO DI SESTO CALENDE
il 18 Novembre 2016 ore 21.15

Sala Elso Varalli presso Palazzo Comunale
Piazza Mazzini 16   21018 – Sesto Calende

organizza l’evento patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Sesto Calende:

GIANFRANCO BREBBIA E LA SUA  ARTE

condurrà la serata la Dr.ssa Giovanna Brebbia, figlia del regista

GIANFRANCO BREBBIA E LA SUA  ARTE

GIANFRANCO BREBBIA E LA SUA ARTE

 

GIOVANNA BREBBIA, (Varese 1951), medico chirurgo, specializzata in Chirurgia Generale.

Già Dirigente Medico presso l’Ospedale di Circolo di Varese sino al 2011.

Laureatain Scienze della Comunicazione nel 2014 presso l’Università degli Studi dell’Insubria.

Ha scritto numerosi articoli di Chirurgia Generale e ha curato testi dedicati alla Sindrome di Down.

Ha organizzato a Varese dal 2009 ad oggi quattro Convegni dedicati alla Sindrome di Down in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria.

Ha organizzato nel 2015  e nel 2016 due convegni, promossi dall’Università degli Studi dell’Insubria,  dedicati al filmaker varesino Gianfranco Brebbia e al cinema sperimentale degli anni Sessanta-Settanta.

È Direttore Scientifico del Centro Internazionale “Gianfranco Brebbia” per la ricerca e lo studio del Cinema Sperimentale.

È curatrice dell’Archivio Gianfranco Brebbia. È Direttore Scientifico del Centro Internazionale “Gianfranco Brebbia” per la ricerca e lo studio del Cinema Sperimentale.

È curatrice dell’Archivio Gianfranco Brebbia. Ha scritto il volume «Idea assurda per un filmaker».

Gianfranco Brebbia e il cinema sperimentale degli anni Sessanta- Settanta nel 2015, con prefazioni del professore Fabio Minazzi e del critico cinematografico Mauro Gervasini.

 

                                                             PROGRAMMA

La Sig.ra Brebbia inizierà la trattazione mostrandoci una sequenza di  fotografie sulla tecnica del regista.

Seguirà la proiezione di alcuni dei suoi più apprezzati video:

Idea assurda per un filmaker. Luna (1969) durata 10′, colore 10 mm.
Idea assurda per un filmaker. Ester (1969) durata 12′, colore, 8 mm.
BET (1973) durata 5′, 8 mm, colore.
Deserto in luce solare (ottobre 1969) durata 8′, 8mm, colore sonoro.
Bazar (1973) durata 14′, colore, 8 mm.

Gianfranco Brebbia nacque a Varese il 2 maggio 1923. All’età di 20 anni, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu internato in Svizzera, dal 1943 al 1945.

Brebbia, fin da giovanissimo, si dedicò alla Fotografia e, solo nel 1962, realizzò il suo primo filmato con la cinepresa Bolex Paillard Reflex H8. Da quel momento, la sua cinepresa divenne parte integrante della sua vita.

Varese fu uno dei suoi soggetti preferiti, ne documentò il vivace fermento artistico degli anni Sessanta e denunciò il boom edilizio che distrusse edifici d’epoca nel centro della città.

Nella seconda metà degli anni Sessanta, Brebbia fece parte della Cooperativa di Cinema Indipendente di Roma.

Negli ultimi anni della sua vita si dedicò all’arte figurativa, componendo quadri con tecnica a collage, tecnica tipica della Pop Art. Divenne uno dei massimi esponenti del cinema sperimentale italiano dell’epoca,  sviluppando ed incrementando ulteriormente il suo spirito di ricerca e di libertà espressiva, portandolo a realizzare oltre 140 film sperimentali.

Scomparve improvvisamente a Varese, il 7 gennaio 1974, all’età di cinquant’anni, lasciando un prezioso archivio cinematografico custodito dal dicembre 2015 presso l’Archivio Storico della Cineteca Italiana di Milano.

A 40 anni dalla scomparsa del regista, Varese lo ha ricordato con un evento esclusivo a lui dedicato, volto a valorizzare le eccellenze del patrimonio cinematografico, artistico e culturale della città di Varese degli anni Sessanta e Settanta attraverso la figura dell’Autore, uno dei massimi esponenti del cinema sperimentale italiano dell’epoca.

Un’epoca fatta di riforme, svolte, sperimentazione, ricerca e vivacità culturale, caratteristiche testimoniate dal percorso artistico di Brebbia e dal suo archivio personale, costituito da lasciti scritti e da oltre 104 opere tra film sperimentali e fotografie di ambientazione varesina.
ACCENNO SUL SIGNIFICATO DI CINEMA SPERIMENTALE

Con i termini cinema sperimentale o film sperimentale ci si riferisce ad una particolare tipologia di cinema, la cui pratica estetica viene comunemente associata ad un territorio di confine fra le Arti visive ed il Cinema.

Il Cinema Sperimentale si diffuse negli anni Sessanta- Settanta.

Sperimentale significava originale, una ricerca di qualcosa di nuovo rispetto il passato, in genere mancante di narratività dove il linguaggio stesso diventava racconto.

Il cinema sperimentale sia americano che italiano degli anni Sessanta, si rifaceva all’avanguardia dei primi anni del Novecento.

I film sperimentali  erano caratterizzati quasi sempre da: assenza di sceneggiatura e autonomia produttiva dell’autore.

I filmaker di cinema sperimentale davano particolare attenzione all’immagine in sé e alla manipolazione della stessa immagine, direttamente lavorando sul fotogramma (Gianfranco Brebbia incideva la pellicola con le frese da dentista e la colorava con inchiostro di china), o indirettamente nel processo di sviluppo e stampa.

Le loro opere erano in relazione con altre discipline quali la pittura e la musica.

Il cinema sperimentale è sempre rimasto un cinema di nicchia, proiettato negli anni Sessanta nei cineclub, poco conosciuto al pubblico, e spesso limitato ad alcuni festival.

Il filmaker varesino Gianfranco Brebbia fu uno tra i maggiori interpreti di questo particolare genere cinematografico.

Ingresso gratuito
www4.uninsubria.it/on-line/home/naviga-per…e…/documento312745.html
https://it-it.facebook.com/gianfrancobrebbia/
www.varesenews.it/2015/04/varese-riscopre-il…del…gianfranco-brebbia/360362/

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