Aperitivo culturale in biblioteca: La poesia dell’amore e la poesia dell’odio

Mercoledì 28 Novembre 2012 e 5 Dicembre sempre alle Ore 18.00
presso la Biblioteca Comunale di Sesto Calende

prosegue il ciclo “SEGNALIBRI – Autori, Mostre, Degustazioni a Tema in Biblioteca”, per iniziativa del Sistema Bibliotecario dei Laghi.

Dopo il debutto di Matteo Maggioni Autore del libro, “ALTA VALLE del TICINO” arriva il turno degli Aperitivi Lirici, Poesie con la voce di Paolo Zoboli.

La poesia dell’amore e la poesia dell’odio
di Paolo Zoboli

I due ‘aperitivi lirici’ che ho proposto alla Biblioteca comunale, per i «Segnalibri» di questo autunno, hanno (come del resto chi scrive) un’origine ligure.

Nel 2010 il regista Sergio Maifredi mi chiese infatti di pensare a una serata, da tenersi a Palazzo Tursi (la sede del Comune di Genova), su un tema davvero affascinante: ‘Parole d’amore dai Provenzali agli SMS’; tanto più che, nel corso di essa, il ‘grande vecchio’ Arnoldo Foà (94 anni!) avrebbe letto il canto dantesco di Paolo e Francesca, inaugurando un ciclo di incontri che sarebbe giunto fino a una serata con l’‘idolo’ dei giovani Federico Moccia.

Pur a malincuore, quell’anno non fui in grado di accogliere l’invito: ma l’anno dopo, per il ciclo ‘La rappresentazione dell’odio da Caino all’11 settembre’, non potei rifiutare la sfida di una serata dedicata non alla poesia dell’amore ma, appunto, a quella dell’odio. Per essa costruii allora, con i testi prescelti, una sorta di dramma in un prologo, tre atti e un epilogo, nel quale si affrontavano via via l’odio che nasce dall’amore, l’odio fra i popoli e fra le parti politiche, l’odio fra i singoli, fino all’odio còlto in una dimensione assoluta e quasi metafisica: Paolo Graziosi ed Elisabetta Arosio lessero brani di Wisława Szymborska (e del premio Nobel 1996 era presente fra il pubblico il traduttore Pietro Marchesani, di lì a poco scomparso), di Baudelaire, di Tasso, di Pascoli, di Emilio Praga, di Virgilio, di Montale, di Dante, di Cecco Angiolieri (da lui il titolo della serata: ‘S’i’ fossi foco arderei lo mondo. La poesia dell’odio’) e di Giorgio Caproni; e persino due brani da libretti d’opera di Arrigo Boito per Verdi (‘Simon Boccanegra’ e ‘Otello’).

Per rispondere al graditissimo invito della Biblioteca di Sesto, ho così pensato di riproporre la ‘poesia dell’odio’ (ma questa volta mi prenderò la libertà e il divertimento di leggere personalmente i testi, alternando la recitazione con qualche considerazione) e di proporre per la prima volta quella ‘poesia dell’amore’ alla quale, pur a malincuore, due anni fa dovetti rinunciare. Ma come affrontare un tema così vasto in un’ora? Pur in tutta la sua soggettività, una possibile soluzione mi è sembrata quella di una sorta di antologia personale (anche valendomi di alcune fra le traduzioni dal latino, dall’inglese e dal francese che mi è capitato di stendere, per mio piacere, nel corso degli anni) dal ‘Cantico dei cantici’ a Catullo, da Leopardi a Poe, da Verlaine ad Apollinaire, da Gozzano a Ungaretti, da Sbarbaro a Luzi… per fare soltanto i primi nomi che mi vengono in mente. Ma, soprattutto, potrebbero mancare Paolo e Francesca?

 

 

 

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