La Ripresa

Il 28 agosto 1951 l’assemblea degli azionisti decide lo scioglimento della società e la nomina di un liquidatore nella persona del dottor Mario Protto…

I lavoratori ed i sindacati iniziano una mobilitazione generale per scongiurare la fine di questa azienda ed il 6 novembre 1951, presso il Ministero del Lavoro, viene sancita la prosecuzione dell’attività e l’assunzione di circa 1.750 lavoratori (alla fine del 1950 erano 3.200).

Lo stato di liquidazione della società dura fino al 20 gennaio 1955 quando, per delibera dell’Assemblea degli Azionisti, viene deciso di dare un futuro alla SIAI Marchetti; proprio nel corso del 1954, la ditta ha acquisito importanti commesse per la riparazione e revisione di apparecchi in dotazione alle forze armate americane di stanza in Europa e nel bacino del Mediterraneo.

Superata la prima crisi occupazionale e di commesse, si realizza su licenza Nardi l’anfibio FN-333 Riviera che viene venduto sul mercato americano e canadese.

l’Anfibio FN-333 Riviera

l’Anfibio FN-333 Riviera

 

Inizialmente costruito dalla ditta F.lli Nardi di Milano nel 1952, questo piccolo velivolo anfibio venne portato in volo solamente nel dicembre del 1955 a causa delle difficoltà economiche connesse con lo sviluppo; per questo motivo, nel marzo del 1959, si preferì cederne i diritti di costruzione alla SIAI Marchetti.

Nonostante il nome ufficiale Riviera, in SIAI fu sempre appellato con il nomignolo di “Nardino”.

Le caratteristiche di volo del Riviera risultarono buone anche se la scarsa portanza richiedeva una elevata velocità in fase di atterraggio.

I primi esemplari furono venduti a clienti americani dopo aver ottenuto nel 1963 la certificazione dalla Federal Aviation Agency ma le previsioni di venderne centinaia di esemplari tra gli Stati Uniti e il Canada, paesi ricchi di laghi, si rivelarono errate e, malgrado i record mondiali ancora imbattuti (stabiliti il 21, 22 e 23 luglio 1960 dal capo collaudatore della ditta Giuseppe Alesini, di velocità sui 500 chilometri e di altezza con 6.950 e 7.189 metri per la categoria velivoli della sottoclasse C-2-c e C-3-c sul percorso Sesona-Cameri-Seveso-Sesona), in realtà ne furono vendute poche decine di unità.

A cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta il presidente della SIAI Marchetti è l’ing. Marchetti, mentre il vicepresidente è il dott. Italo Franzetti.

L’azienda è impegnata nella riparazione, modifica e revisione degli apparecchi plurimotori tipo Fairchild C-119 Flying Boxcar, Lockheed C-130 Hercules ed altri modelli per conto di varie forze aeree italiane ed estere.

Di quegli anni è la costruzione dell’aliante Eolo 3V-1 progettato dall’ing. Bruni e realizzato congiuntamente dalla SIAI Marchetti con i soci del gruppo volovelistico costituitosi al suo interno.

L’azienda nel frattempo è impegnata da qui e negli anni a venire, oltre che nella costruzione di vetture ferroviarie e di metropolitane, in vari programmi internazionali che prevedono la costruzione di varie parti montate sui velivoli Lockheed F-104G e S Starfighter, Aeritalia G.91Y e G.222, Breguet Atlantic, Falcon 10, PANAVIA Tornado, Lockheed L1011 Tristar, per citare i più importanti.

 

Tratto dal libro PIU’CENTO

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Pubblicata il by Lo Staff ILSC Caricata in 100 Anni di SIAI

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