Gli Anni Trenta in SIAI Marchetti

Nel periodo tra le due Guerre è un susseguirsi di progetti e realizzazioni di interessanti aeroplani del tipo idrovolante e terrestre che riscuotono successi di vendita sia sui mercati militari sia civili in tutto il Mondo.

Alla fine degli anni ’20 da segnalare poi la cessione della licenza di costruzione dell’idrovolante S.56 alla American Aeronautical Corporation.

La società americana ne costruirà una cinquantina di esemplari che entreranno in servizio presso la Polizia di New York, utenti privati e scuole di pilotaggio.

Prosegue intanto il successo di vendite dell’idrovolante S.55 che viene costruito, su licenza, negli Stati Uniti d’America sempre da parte della Società American Aeronautical Corporation e venduto nella versione passeggeri in cinque esemplari anche al governo dell’U.R.S.S.

Con l’inizio del 1930 la SIAI ha un capitale sociale di 6 milioni di lire e, accanto alle costruzione di aeroplani, questa azienda si cimenta nella costruzione di motoscafi ed idroscivolanti che partecipano a varie gare nazionali ed internazionali.

Nel frattempo i vertici societari sono così costituiti: Presidente il comm. Ettore Peretti, vice presidente il comm. Camillo Protto, Direttore Generale Luigi Capè, ingegnere capo Alessandro Marchetti.

 

S.66

S.66

 

Nel 1931 effettua il primo volo il prototipo dell’idrovolante SIAI S.66 per trasporto passeggeri realizzato in ventiquattro esemplari, due dei quali divengono gli aerei personali di Italo Balbo e del capo del governo Benito Mussolini.

I rimanenti entrano in servizio per la compagnia aerea italiana Ala Littoria.

Proprio quell’anno, esattamente il 29 gennaio, Alessandro Passaleva conquista il record del mondo d’altezza raggiungendo i 6.540 metri alla guida di un monoplano S.71: si tratta del primo apparecchio terrestre (eccetto il particolare S.64) della Ditta.

È un elegante trimotore che verrà impiegato dalle compagnie aeree Società Aerea Mediterranea e Ala Littoria per le tratte a medio raggio.

Il 15 agosto 1932 viene consacrata dal cardinale di Milano Ildefonso Schuster una speciale campana battezzata Santa Maria che è collocata sul campanile della chiesa di San Bernardino a Sesto Calende.

Su questa campana spicca l’immagine della Madonna di Loreto protettrice degli aviatori ed uno stormo di velivoli S.55 con una dedica in latino che, tradotta, recita: «A questo bronzo è affidata la memoria più duratura del bronzo, delle splendide gesta con cui le meravigliose ali della Savoia Marchetti trasvolando per il cielo, per prime e in gran numero e molte volte, con ardito volo fendendo l’aria davanti a tutti, portarono l’Italia in America, ali che di qui, dalle fiorenti officine S.I.A.I., impronta gloriosa, avevano fatto uscire esperti ed operosi artefici. Il suono di questo bronzo, col favore di Dio, faccia santo il lavoro degli uomini».

Il 1934 è un anno denso di attività e di nuovi progetti che vedono la luce; a febbraio vola il primo prototipo del trimotore SM.81, mentre Il 4 luglio vola a Cameri il prototipo del trimotore S.73, un apparecchio destinato ad un buon successo commerciale che viene acquistato in diversi esemplari dalle compagnie aeree civili italiane Ala Littoria e Avio Linee Italiane, dalla belga S.A.B.E.N.A. e dalla cecoslovacca C.S.A.

Il 10 Aprile 1935 Benito Mussolini giunge in visita a Sesto Calende, accolto da una folla oceanica, visitando ovviamente gli stabilimenti SIAI.

Nel 1937 la SIAI modifica ufficialmente la denominazione sociale in Società Italiana Aeroplani Idrovolanti “Savoia Marchetti” S.A.

Contestualmente i nuovi modelli di apparecchi assumeranno la designazione «S.M.» in sostituzione della sola «S.» ed iniziano i lavori relativi alla realizzazione di un nuovo stabilimento con annesso campo di volo in località Vergiate.

Tratto dal libro PIU’CENTO

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Pubblicata il by Lo Staff ILSC Caricata in 100 Anni di SIAI

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