GLI ANNI BUI DELL’ALBANIA

Un gruppo di comunisti, sviluppatosi rapidamente durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo il 1945 eliminò tutti i potenziali nemici politici in Albania, ed isolò dal Mondo il paese stabilendo la Repubblica Popolare d’Albania, una dura dittatura comunista di stampo stalinista.

Entro i primi mesi del 1945, i comunisti avevano liquidato, screditato, o mandato in esilio la maggior parte dell’élite culturale d’anteguerra del paese.

Il ministro degli affari interni, Koci Xoxe, presiedette il processo e l’esecuzione di migliaia di oppositori politici, capi clan (l’Albania aveva una forte base tribale), ed ex membri dei governi albanesi che vennero condannati come “criminali di guerra”.

Anche i loro familiari vennero incarcerati per anni in campi di lavoro basati su aziende agricole sorte in paludi o altri posti insalubri.

 

GLI ANNI BUI DELL’ALBANIA

GLI ANNI BUI DELL’ALBANIA

 

Uno di costoro, Eugjen Merlika, in quanto nipote di Merlika-Kruja , un politico più volte ministro d’Albania a partire dal 1918, e dal 1941 al 1943 anche primo ministro, fu rinchiuso ancora bambino in campi di concentramento e per ben 45 anni, fino alla caduta del regime comunista, gradualmente avvenuta dal 1990 al 1992, la sua vita trascorse in questi ambienti di sopraffazione e di miseria, oltre che essere condannato ed incarcerato quale “nemico del popolo”.

 

Mercoledì 20 Aprile 2016, alle Ore 18, in Sala Consiliare a Sesto Calende, Eugjen Merlika, oggi Cittadino Sestese, fervente cattolico, testimonierà la sua epopea, accompagnato dal capo missione dell’ambasciata d’Albania presso la Santa Sede Visar Zhiti, che ci parlerà della libertà religiosa perseguitata e soffocata dal regime.

 

Il nostro Prof.Paolo Zoboli, ben conosciuto per le sue iniziative culturali e per la partecipazione emotiva che sa trasmettere agli ascoltatori, leggerà documenti, lettere, testimonianze scritte della crudeltà gratuita che fu inflitta a tutti i dissidenti (o presunti tali) da squallidi personaggi alcuni dei quali, purtroppo, anziché essere stati travolti dalla caduta del regime, ancora oggi rivestono ruoli di potere.

Tutti coloro che sono amanti delle verità storiche e dotati di sensibilità umana sono invitati a partecipare alla conferenza e dimostrare così la vicinanza ad un popolo amico e vicino che tanto ha sofferto, e le cui ferite sono ancora sanguinanti.

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