Buona Pasqua….Se….desideriamo la Pace

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Se di Kipling

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

Da wikipedia una spiegazione molto molto coerente con il momento storico dove la Pace è solo a parole e poco praticata:

Se (in inglese If—) è il titolo di una celeberrima poesia di Joseph Rudyard Kipling scritta nel 1895. La si trova nel capitolo “Brother Square Toes” del libro “Ricompense e Fate” (“Rewards and Fairies”).

Contiene una serie di precetti e istruzioni su come comportarsi o, meglio, spiega che colui che riesca a conseguire questi comportamenti è davvero degno di essere chiamato Uomo.  In sintesi si “diventa davvero uomini” quando si raggiunge una stabilità e un’autocoscienza tali da non perdere la calma anche quando chi ci circonda è in preda al panico, oppure quando si imparano alcune “virtù” come parlare, pensare, perdonare, amare, sognare, rischiare, non farci condizionare, perseveranza, credere sempre in noi stessi, autocontrollo, autostima, fiducia, coraggio, dominio di sé, tenacia e pazienza.

Si diventa uomini prendendo coscienza di sé stessi, stando a contatto con gli altri, facendo esperienze, restando ben presenti a sé stessi, mantenendo la fede in ciò che si fa, in quello che si è.

Anche nel libro  “Il tempo dei nuovi eroi” (che consiglio di leggere), Oscar di Montigny cita questa poesia e il suo commento è bellissimo:

Kipling indica una via molto chiara: la responsa-abilità che deriva dalla nostra condizione di uomini è enorme, e nessuno può esimersi dall’onorarla perseguendo un costante miglioramento di sè e al contempo dell’insieme. Solo questo ci consentirà alla fine di divenire ricchissimi, dato che possiederemo “…la Terra e tutto ciò che è in essa.”

Cari lettori del blog di “I love Sesto Calende” Vi auguro una Serena Pasqua di Rinascita e di Pace del cuore!

Daniela Cetti – Colori dell’Anima

 

 

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Pubblicata il by Daniela Cetti Caricata in Associazioni, In Primo Piano, Notizie

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