Mario Besozzi – La Lunga Storia dei Vetrai Sestesi

La serata di presentazione del libro LA LUNGA STORIA DEI VETRAI SESTESI sognato e ideato da Mario Besozzi ha avuto una partecipazione tanto numerosa quanto intensa. Come nelle migliori occasioni di incontro la sala consiliare, ancor prima dell’inizio offriva ‘solo posti in piedi’. Mario sarebbe stato felice e orgoglioso di vedere tanti sestesi attenti al racconto della nascita della VOF e delle vicende che l’hanno accompagnata.

Altri hanno raccontato bene la serata dedicata alla presentazione del libro e di conseguenza alla storia della antica fabbrica e della Sesto di 100 anni fa e dintorni. “Una storia” – è stato detto- “che è Storia”.

Può essere invece l’occasione per ricordare la figura di Mario Besozzi che ci ha lasciato improvvisamente che non è ancora un anno, mentre lavorava proprio alla preparazione del libro che ora esce purtroppo incompleto, pur ricco di storie, immagini e documenti preziosi. Ciò grazie agli autori Giuseppe Musumeci e Luciano Paoli amici di Mario sin dai tempi delle vertenze sindacali alle Ceramiche di Laveno, all’amore della sua Leo e alla collaborazione degli amici della vetreria.

Di certo Mario regalandoci questo libro, Mario si è meritato una volta di più l’affetto, il ricordo e la riconoscenza dei sestesi per tutto ciò che ha fatto per il suo paese, seguendo un cammino professionale e umano in cui era scritto i problemi ‘degli altri’ erano qualcosa che lo riguardava.
Questo suo impegno per gli altri è durato tutta la vita, prima nel campo sindacale, e poi nello studio e della ricerca per tramandare la memoria del lavoro, della sua storia e dei suoi valori.

Storia e valori di un ideale antico, quello socialista, che nasceva in Italia proprio alla fine del secolo XIX. Un ideale che ha portato per la prima volta nella storia del’umanità l’idea di immaginare per davvero un mondo non più diviso e separato tra “chi sta in alto e chi sta in basso”. Un ideale messo a dura prova dalle sconfitte della storia (e Mario, da persona intelligente quale era lo sapeva bene), ma che ha saputo conquistare dignità e diritti a milioni di persone in ogni parte del mondo e anche nella nostra Sesto di un secolo fa.

Tra questi diritti Mario Besozzi ebbe molto a cuore il diritto alla salute in nome del quale fu tra i primi a condurre, con il sindacato, le vertenze sulle malattie professionali legate all’amianto e ad altri materiali nocivi. Per seguire questi problemi a livello nazionale Mario fu chiamato a Roma dalla CGIL e lì risedette per alcuni anni. Poi tornò a Varese perché sentiva che solo sul territorio, a contatto con i problemi quotidiani, il suo lavoro gli dava soddisfazione.

Mario Besozzi veniva da una famigli operaia, suo padre era un vetraio della VOF, da qui il suo impegno a realizzare il libro sulla storia della Vetreria Operaia per, ordinare, conservare e tramandare la memoria del lavoro, della fatica, delle idee degli uomini come suo padre. Forse in questo c’è anche il senso profondo del libro, espresso dalla originalità del suo titolo, non un’altra storia della vetreria, ma la storia dei vetrai. Il che ci ricorda anche come andarono le cose nel 1907: furono i vetrai a fare la vetreria, non il contrario.

Fino alla fine Mario aveva conservato l’abitudine di partecipare, anche in modo critico, agli incontri sui problemi civici e sociali. Di certo non si era stancato di cercare risposta a quelle domande di uguaglianza e di giustizia che aveva imparato in famiglia, come suo fratello Luigi, come tanti giovani figli dei sestesi che hanno fatto la nostra storia operaia e industriale.
Non era e non è facile, continuare porsi quelle domande,…Molti, più giovani di Mario si sono stancati, ed è per questo che il suo lungo impegno è ancora più degno di ammirazione.

Ed è per questo anche che è necessario che Sesto dia risposta alla domanda che è uscita forte da tutti presenti alla serata del 27 ottobre: nel recupero e nella trasformazione della vecchia vetreria non può mancare un luogo della memoria. Un luogo autonomo, come lo fu la Vetreria Operaia. Un luogo dunque che appartenga ai sestesi, che sia pensato e gestito dai sestesi, che sia moderno e piacevole, capace di parlare ai giovani di oggi e di domani, con i loro linguaggi innovativi, ma con i contenuti autentici della storia vera.

Jones il suonatore

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Pubblicata il by fabio Caricata in I Sestesi

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