La Persona che era il Maestro De Boni

Sabato Mattina, 5 Gennaio 2013, Sesto ha reso l’ultimo saluto al Maestro Arsenio De Boni, pittore sestese che non è stato un artista solitario , ma anche un animatore culturale e una persona generosa che si è messa a disposizione di progetti che andavano oltre la propria persona, il proprio ‘io’. Un tratto piuttosto raro in un artista.

Ecco perché mi piace ricordare dell’amico Arsenio due momenti del suo impegno che ben rappresentano che persona era il maestro de Boni.

Il primo, lo ha ricordato bene  Elena Pedretti su VareseNews, è stato il progetto “Aula Aperta”, il laboratorio di arti figurative che Arsenio ha condotto per oltre 30 anni in collaborazione con la Biblioteca Comunale e che ha avvicinato all’arte e alla pittura tantissimi appassionati, di ogni età e formazione, di Sesto e non solo, creando attorno a questo progetto una vera comunità di amici.

La stessa lunga durata di quel progetto è la prova che esso fondò qualcosa che va oltre la scuola di pittura e che ora prosegue per volontà degli allevi e con la generosa disponibilità del Prof.Fossati.

Il secondo ricordo è la partecipazione di De Boni al quello straordinario progetto artistico-culturale che fu “Fuor d’acqua”, un allestimento realizzato per le vie e le piazze di Sesto con l’intervento di 16 artisti che realizzarono altrettante opere d’arte usante come mezzo espressivo e come ispirazione 16 vecchie barche da diporto utilizzate un tempo dal dopolavoro Siai Marchetti e ormai destinate alla demolizione.

Era il settembre 1992, in quel tempo si riapriva lo spazio Cesare da Sesto che divenne poi un punto di riferimento per l’arte per molti anni e quella manifestazione ne fu in qualche modo il manifesto iniziale.
Fu un evento cui parteciparono  artisti di chiara fama nazionale e internazionale. Azuma, Hsiao Cin, Fasoli, Dangelo e altri convennero a Sesto, lavorando a fianco di artisti sestesi e della nostra Provincia,
tra i quali  Sangregorio, Monti, Bausola, Antonelli, Corni, Penna, Rossetti e naturalmente Arsenio de Boni.

Il Maestro però scelse di non partecipare personalmente, con un’opera firmata da lui solo, ma volle realizzare la ‘sua barca’  con gli allievi della sua ‘Aula aperta’ e perciò la sua opera, intitolata ‘le quattro muse’ portò la firma del LABORATORIO ARTI FIGURATIVE e restò esposta a lungo sulle rive del Ticino in ricordo di quella bella manifestazione.
Quel modo di partecipare, quello spirito collettivo e altruista, rappresenta meglio di tante parole il carattere creativo e generoso di un uomo che è stato bello conoscere e che ha dato tanto alla comunità in cui ha operato.

Roberto Caielli

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Pubblicata il by admin Caricata in I Sestesi

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