RISCHIO CARDIO-METABOLICO INTEGRATO.

Obesità e Sindrome Metabolica…a cura della Farmacia Giardini.

 

PATOLOGIA

Il rischio cardiovascolare spesso non è isolato, ma si associa con quello metabolico, cioè con il rischio di
sviluppare diabete mellito tipo 2 (forma di diabete più diffusa che colpisce soggetti in età media-avanzata) e altre complicanze metaboliche.

Il rischio cardiometabolico integrato viene riassunto nel termine “Sindrome Metabolica”.

Questa condizione patologica è piuttosto frequente, inizia oggi a colpire anche i bambini e i ragazzi e rappresenta una situazione di rischio ancor più grave rispetto alla sola dislipidemia (alterazione di uno o più parametri lipidici come colesterolo e/o trigliceridi).

Come si definisce la sindrome metabolica?  Secondo le Linee Guida Americane sul trattamento del’ipercolesterolemia nell’adulto (2005), si ha sindrome metabolica se se si hanno almeno 3 fra i seguenti 5 parametri:

  • obesità addominale-centrale (circonferenza vita  oltre  102 cm negli uomini,  88 cm nelle donne)
  • trigliceridemia maggiore o uguale a150 mg/dL
  • colesterolo HDL (colesterolo “buono”) minore di 40 mg/dL per gli uomini e 50 mg/dL per le donne
  • pressione arteriosa _130/85 mmHg
  • glicemia (livello di glucosio nel sangue) a digiuno maggiore di 100 mg/dL.

Maggiore è il numero di fattori presenti, maggiore è il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e metaboliche e di aggravare le loro complicanze.

 

CONSIGLI ALIMENTARI

La sindrome metabolica deriva da una complessa interazione tra fattori genetici ed ambientali (attività fisica, fumo, alimentazione).

Per la prevenzione ed il trattamento di tale sindrome è importante controllare:

  •  l’apporto alimentare, che dovrà contenere una quantità di energia più contenuta (KiloCalorie), soprattutto in presenza di sovrappeso.
  • la qualità degli alimenti, facendo attenzione al loro Indice Glicemico (parametro che indica quanto un alimento aumenta la glicemia, dopo l’assunzione, a confronto con il glucosio) e prediligendo quelli caratterizzati da un valore di questo parametro basso.

Una particolare attenzione va posta alla qualità dei grassi assunti, con l’obiettivo di ridurre la quantità dei grassi saturi (di origine animale) e privilegiando invece alimenti come il pesce e, in quantità moderata, gli oli vegetali, notoriamente ricchi di acidi polinsaturi (i famosi omega 3).

 

COSA FARE E COSA NON FARE 

La sindrome metabolica si riconosce valutando i 5 parametri indicati sopra, tutti facilmente rilevabili e monitorabili grazie all’autoanalisi in Farmacia.

Oltre ad una corretta alimentazione, è importante migliorare anche lo stile di vita, eliminando il fumo, se presente, e aumentando l’attività fisica, in caso di vita troppo sedentaria.

 

LO SAPEVI CHE il rischio cardiometabolico può variare anche in base al gruppo etnico di appartenenza.

In una società multietnica come ormai è oggi quella italiana, questo aspetto va considerato, ad esempio definendo dei limiti per la circonferenza addominale specifici per le varie etnie.

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Pubblicata il by Giardini Caricata in Farmacie

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