Il Buon Caffè Illy del Bar ti segue a casa

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Una interessante iniziativa lanciata da Illy, gli inventori del caffè italiano,  presso il bar Emiazico: per ogni abbonamento a 10 caffè vi viene regalato un barattolo di caffè macinato sottovuoto  “live Happilly” da gustarvi a casa nella Moka. Se quindi non volete o non potete uscire, il gusto di un gran  caffè  sarà comunque con voi nel salotto o nella cucina di casa vostra.

Parlare di Illy è parlare della storia del caffè al bar in Italia grazie alla invenzione nel 1934 della pressurizzazione che ha consentito di distribuire le miscele di caffè mantenendone inalterate le proprietà e gli aromi. Illy è sinonimo di ricerca continua della eccellenza nel caffè, con un prodotto che è un blend di nove diverse qualità di arabica provenienti da diversi paesi del mondo in modo da avere un gusto unico che da un singolo prodotto non si riuscirebbe ad estrarre.

Un caffè Illy si riconosce immediatamente, prima di tutto per la sensazione vellutata che si percepisce al palato, poi per la complessità e l’equilibrio degli aromi e la sensazione di dolcezza naturale alla base.

Per chiudere qualche consiglio preso direttamente dal sito della Illy su come preparare un buon caffè con la moka : riempitela solo sino alla valvola, non pressate il caffè, spegnete non appena il caffè inizia a salire in modo da estrarre solo la parte migliore ed infine mescolate prima di versare nella tazzina.

A questo punto possiamo solo augurarvi Live Happilly.

Paolo Maggioni

 

 

Torte Zucchero e Fantasia

Pubblicata il by marco emiazico Caricata in Bar Enoteche | 1 Commento

Si sa che nulla batte l’arte del pasticciere unita ad una accurata scelta di ingredienti di qualità, me se questi fossero anche accompagnati da senso artistico e spirito ludico? In fondo nelle grandi feste dei tempi passati era fondamentale che le pietanze avessero un aspetto sontuoso e che lo chef fosse più pittore e scultore che cuoco. Pensiamo, per chi ha visto il film, alle statue di ghiaccio di Vatel alla corte di Luigi XIV o ai pavoni serviti con la loro coda spiegata alle feste romane  od alle corti rinascimentali.

Non vogliamo andare così lontano e proporvi dei pavoni farciti, però quello che si può fare con della pasta di zucchero ed una mano esperta può veramente stupire.

Una buona torta rimane  una buona torta, ma una buona torta personalizzata che effetto può fare sulla persona a cui è dedicata ? Qual’è il quid in più di entusiasmo di una festa di bambini se la torta che viene servita è modellata come il loro pokemon preferito od addirittura costruita sulla loro Barbie del cuore ?

Il fidanzato apprezzerà di più la torta che gli ricorda il suo sport preferito o la fidanzata quella che ricorda un momento del cuore ? State certi che sarà così, anche il sapore sarà diverso se l’occhio è appagato e la mente dirottata verso l’oggetto del cuore.

La ricetta è quindi semplice, prima di tutto spremetevi le meningi e cercate di capire cosa possa piacere a Vostro figlio, alla dolce metà, al nonno od all’amico del cuore, prendete l’idea, magari assieme a qualche foto o disegno  e recatevi alla Pasticceria Emiazico. In men che non si dica, grazie alla abili mani di Silvia,  potrete avere una torta realizzata a mano in pasta di zucchero secondo le vostre esigenze e che farà impazzire la persona a ci è destinata. Una personalizzazione di un prodotto di qualità che è garanzia di successo.

Paolo Maggioni

 

IL VERMENTINO NERO

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La personalità è un’aspetto da tenere in assoluta considerazione quando si valuta un vino, si misura nella presenza di caratteristiche peculiari che lo differenziano dal main stream portando spesso a scelte coraggiose. La personalità si può ottenere rimanendo fedele od addirittura recuperando certe tecniche di lavorazione, facendo rinascere vitigni autoctoni ormai quasi perduti, portando vitigni nuovi in zone con caratteristiche morfologiche in grado di esaltarne la qualità, oppure sperimentando nuove ricette con ingredienti tradizionali. In un momento di forte omologazione ed appiattimento del gusto, con le ruffiane tecniche di uso della Barrique e del taglio con Merlot e Cabernet per ottenere rotondità , piacevoli ma appiattenti, queste iniziative sono solo che degne di plauso.

Podere Terenzuola è una di quelle case di cui ho avuto modo di assaggiare un vino,frutto di una iniziativa di recupero di antichi vitigni : si tratta del Vermentino Nero, un’uva a bacca rossa della Lunigiana che era stata quasi abbandonata per le difficoltà di coltivazione. E’ infatti una varietà poco resistente alle principali patologie della vigna quindi deve essere coltivata con la massima attenzione per diminuire il verificarsi di condizioni favorevoli allo sviluppo delle malattie. Solo le qualità del vino prodotto e la volontà di creare (o ricreare ) un qualcosa che sfuggisse l’omologazione ha giustificato lo sforzo e la cura profusa.

Difficile fare una carta d’identità precisa del vitigno, dato che si conosce ancora poco sulle sue relazioni genetiche. Per alcuni deriva da una variazione del Vermentino Bianco,per altri potrebbe essere addirittura una forma antecedente a quella bianca. Lavoro di classificazione ancora in corso, vediamo quale sarà il responso della scienza.

I vigneti di produzione sono situati in alti rilievi collinari nei comuni di Pontremoli, Licciana Nardi e Fosdinovo, mentre in pianura andiamo a ridosso del mare nei comuni di Carrara e Massa. Come si vede, anche la collocazione geografica conferisce personalità al vino.

La vendemmia si effettua manualmente divisa per gradi di maturazione nel mese di ottobre; la vinificazione avviene attraverso la pressatura soffice con macerazione e fermentazione in barrique aperte con follature manuali e affinamento per sei mesi sui lieviti.

Veniamo adesso alla parte che conta, l’assaggio del vino che si presenta con un colore rosso rubino scarico con riflessi violacei, non molto intenso, mentre al naso è freschissimo con sentore di fiori e frutta, speziato con note di fragola poco matura e ribes rosso. In bocca rileviamo una nota asprigna molto fresca e diretta che è la sua peculiarità: sembra quasi di bere un bianco con colore aggiunto. Se questo non è sfuggire alla omologazione, non so cosa lo sia!!!

Con cosa lo possiamo abbinare un vino del genere ? Ovviamente si gusta benissimo al bicchiere per l’aperitivo, a tavola è comunque più da da zuppe di pesce importanti che da carni. Un rosso da abbinare a zuppe di pesce, interessante vero ? Se comuque volete rimanere fedeli alle carni, allora carni bianche e mi raccomando senza troppi intingoli.

Birra a caduta Zirndorfer per il compleanno della città

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Un Angolo di Germania

Emiazico – Piazza Garibaldi

Sabato 8 settembre 2012
dalle ore 19.00

L’Enoteca Bar Emiazico, in occasione della serata di festeggiamento di Sesto città, organizza un bis della super gettonata serata tedesca svoltasi a Luglio.

Ovviamente il primo ingrediente della serata saranno i fusti di Birra a caduta Zirndorfer.

Che cos’è la birra a caduta? È’ quella originale in cui il tappo viene inserito sul fondo e la birra esce per effetto della sola forza di gravità, non spinta dal gas artificialmente introdotto come nella birra alla spina.
La sola birra servita alla Oktoberfest, quella dove il rubinetto è martellato nella botte con la mazza se vi ricordate i vecchi film.

Tornando invece a pieno sulla Zirndorfer, questa è  ovviamente una birra prodotta secondo i dettami del  “Reinheitsgebot” (“Editto della Purezza” ) del 1512 che per 5 secoli ha imposto la purezza della birra bavarese, gli ingredienti sono esclusivamente orzo maltato, acqua e luppolo, è una chiara a fermentazione alta con un grado alcolico medio non elevato che si contraddistingue per  lo spiccato sentore del luppolo.  Una di quelle birre da gustarsi a pieno, insomma.

Per sfamarsi avremo il primo esempio di fingerfood alla teutonica: l’originale preparata secondo i rigidi dettami locali con patate novelle, un tocco di brodo, maionese, essenza di aceto ed erba cipollina.

Non potevano poi mancare gli immancabili wurstel e crauti. Per facilitarne il consumo da asporto i wurstel saranno serviti in morbidi panini preparati per l’occasione dal panificio Frutto di Grano di Sesto, decorati da un bel filo di senape e coperte da un bel mucchietto di bianchi crauti belli carichi della loro dose di aceto.

I festeggiamenti continueranno, come nella precedente occasione, sino all’esaurimento delle scorte edibili e potabili!!!

Paolo Maggioni

 

Burggräfler Meran – Meraner Küchelberg

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Un vino interessante, alla portata di chi a tavola gradisce un vino tenace, un DOC Classico prodotto da uve Schiava Meranesi coltivate a 400m SLM.

Questi vitigni (Tirolo Kuchelberg) fanno da corona a Merano e verso sud, dove incontriamo Caimes, Cermes, Gargazzone, Lagundo, Lana ecc., il Fiume Adige, inorgoglisce questo prezioso territorio.

La coltivazione è rigorosamente a pergola;  la loro età (compresa tra i 25 e i 50 anni), consente una produzione di circa 65hl/ha. Per ottenere questo Meraner Kuchelberg DOC, si vendemmia tra l’inizio e la metà di Ottobre.

Un vino dalla fermentazione tradizionale; da vino rosso a temperatura costante in grandi serbatoi in INOX, cui poi si fa seguire fermentazione malolattica. La maturazione invece avviene in grandi botti di rovere per 5 mesi. Da qui il colore rosso rubino medio, con un bouquet dove sfumano interessanti note di mandorle e frutta rossa matura: amarene in particolar modo, ma anche le violette.
Sapore intenso, equilibrato nella tannicità e piuttosto sapido. Forse un po’ corto al naso, ma il retrogusto sottile e vivace, appaga la lingua la sua armonicità.

Mai meno di 11° di volume, e possibilità di taglio con uve dello stesso colore peer un massimo mai superiore al 15%, proprio per mantenere il più possibile le proprietà di questa magnifica uva Tirolese.

L’imbottigliamento avviene in Primavera, poi affinato un mese in bottiglia. L’invecchiamento è di 2 o 3 anni, non di più. Per chi volesse conservarlo in cantina, l’ideale è un’umidità non maggiore al 70/80%, con temperatura di mantenimento intorno ai 10/15°, stoccando in orizzontale.

Come tutti i vini in genere, non apprezza la luce diretta, per cui, mi raccomando, luce soffusa onde evitare un invecchiamento precoce con conseguente impoverimento del carattere.

In etichetta, l’indicazione di località, Kuchelberg appunto ed in quanto prodotto nel territorio dell’Ex Contea Di Tirolo (Castello), la specificazione di  Burggräfler, ossia “del Burgraviato

Altrettanto interessanti, della zona autoctona e di sicuro impatto, sono il Bozner Leiten, ossia i “Colli di Bolzano”, un vino che nasce dalle colline di Laives.

E a seguire il Sant Magdalener, o “Santa Maddalena”, da vigneti che abbracciano tutto il territorio di Bolzano ed ancora il Terlaner o “Terlano”, un vino bianco di cui parleremo più approfonditamente alla prossima degustazione

Stefano Branconi

 

VENDEMMIA NEL CYBERSPAZIO

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Il 10 Agosto inizierà la vendemmia nelle tenute Donnafugata con una raccolta dei grappoli che sarà fatta in notturna per preservarne la freschezza e gli aromi primari dell’uva. Lo spettacolo sarà impagabile, i giochi di luce fra i filari mentre prosegue la raccolta nelle suggestive colline siciliane di Contessa Entellina.

Ovviamente sarebbe bello per tutti poter essere presenti e godersi in diretta la magia del momento, ma quest’anno parte di questa magia potrà essere assaporata via internet.

L’evento sarà infatti trasmesso in streaming via internet e per rendere ancora più reale questo momento di telepresence Donnafugata organizza anche una degustazione guidata che verrà mirrorata in diretta da una serie di Enoteche selezionate.

Holly Drink sarà una delle Enoteche dove si potrà fruire di questa esperienza fusione della tecnologia moderna e delle tradizioni secolari.

Alle 20.30 di Venerdì 10 Agosto anche Holly riprenderà le immagini della spettacolare vendemmia e si procederà all’assaggio di quattro vini selezionati della casa illustrati da Antonio e Jose Rallo da contessa Entellina e da Fabio a Sesto Calende.

La degustazione prevederà quattro diversi vini: Il Mille e una notte 07, un Nero d’Avola con piccole quantità di altre uve, il Tancredi 08, prodotto con Cabernet Sauvignon e Nero d’Avola, il Chiarandà 08, con Ansonica e Chardonnay vendemmiati in notturna, e per finire il Lighea 2011 prodotto con uve di Zibibbo.

E per chi quel giorno non fosse ne a Sesto Calende ne in Sicilia ma volesse comunque partecipare :

www.donnafugatalive.com

“UNA SERATA IN BOLLA” – Appuntamento al 6 luglio !!!

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Un’altra degustazione estiva nella decennale tradizione della famiglia Olearo ed un bis del successo della serata in bolla dello scorso anno.
Forte degli 60 magnum e delle 30 bottiglie a cui è stato tirato il collo in quella serata del 1 Luglio, quest’anno la formula viene riproposta nella sua completezza.

Un evento che, ricordiamo, non ha come target i soliti Giovani fuori o giovani dentro che affollano le notti Sestesi, ma che può essere vissuto benissimo anche dalle famiglie con bimbi al seguito come è stato dimostrato dall’ultima edizione.

Qual’è la ricetta di questa operazione ?
Prima di tutto prendiamo la location, Via Zutti con le sue case caratteristiche da Vecchia Sesto, verrà riempita con le panche ed i tavoloni dove ci si potrà accomodare per gustare con calma i piatti e le bollicine.

Abbiamo poi il fulcro di tutta l’iniziativa, la bollicina. Come per lo scorso anno il partner dell’iniziativa sarà Montenisa, Azienda di Proprietà dei Marchesi Antinori i cui Magnum riempiranno le botti colme di ghiaccio piazzate davanti al locale.
Pienamente confermato il rosato. Questo Franciacorta Rosè si presenta dal colore rosato con una spuma morbida e cremosa e perlage fine e persistente. Al naso è marcato, variegato e particolare, tipico della struttura peculiare del vitigno di origine. Vino perfetto per le serate estive, una nota fresca e fruttata al palato che si contraddistingue per le sensazioni di rosa e bacche rosse, indicato per i salumi.
Nuova proposizione invece il Montenisa Dizero (dosaggio zero), un vino a uvaggio 100% Chardonnay,  colore giallo paglierino arricchito di riflessi dorati, spuma cremosa con perlage fine e persistente. Il profumo è intenso e complesso, con note floreali e di albicocca appassita e pesca gialla che donano notevole ampiezza al prodotto. Al palato si presenta pieno e complesso, dotato di vibrante personalità nella quale spiccano struttura e fragranza.

Terzo ingrediente è una proposta di piatti a “chilometro zero” a conferma della crescente qualità della produzione di una provincia di Varese sempre più alla riscoperta delle proprie radici. Avremo i piatti proposti dal  caseificio Norden di Osmate con le sue produzioni,  la Toma da Varess, gli erborinati e  la Toma di Capra Craveget ; a parte la possibilità di degustare la vera specialità del luogo, la Furmagina con le cipolle.
Il Salumificio Colombo di Casale Litta presenterà invece il Salame Prealpino di Varese, fresco di riconoscimento del marchio IGP e  il grande Lonzato Monterosa con i suoi contrasti fra il rosso della carne del dorso ed il grasso. Per i golosi poi la pancetta che prima della cottura viene avvolta attorno a mele intere affogate nel loro sciroppo.

Un appuntamento da non perdere per gli amanti del vino di alta qualità e per chi è alla ricerca della riscoperta di vecchi sapori, un atmosfera magica in un contesto frizzante.
………….VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!!!!!!!!!!!