Olio I Love Sesto Calende

Pubblicata il by Sesto Frutta Caricata in Alimentari | 1 Commento

Confesso di aver approcciato con un po’ di diffidenza l’olio “I Love Sesto Calende” sia perché le mie preferenze solitamente  agli olii dal colore verde e dal sapore forte come gli umbri  sia perché le operazione di re-branding molto spesso puntano al marchio e non alla qualità.

Oggi dovevo preparare una bella Bagna Verde e dato che la ricetta piemontese chiama l’olio ligure, ho deciso di aprire una bottiglia e vedere l’effetto che fa.

Diciamo che la prima analisi per l’olio parte comunque sempre dall’etichetta, dando per scontato che sia stia comunque prendendo un olio EVO (extra Vergine d’Oliva, acronimo sempre più diffuso ma che la prima volta  lascia interdetti ) ovvero ottenuto con spremitura meccanica e con basso grado di acidità è molto importante controllare la spremitura sia stata effettuata a freddo. Il processo di spremitura a freddo, sotto i 27 gradi per legge, da rese minori ma garantisce che le qualità primarie dell’olio, sapore, colore, proprietà nutritive, rimangano preservate. La dicitura “non filtrato” è garanzia poi di un prodotto con maggiore fragranza anche se ne fa un prodotto da consumare fresco per godersene appieno le qualità. Ultimo dettaglio la provenienza, Imperia e quindi varietà “Riviera dei fiori.

Passato l’esame dell’etichetta si può passare a quello gustativo e per questo non vi è niente di meglio che una bella fetta di pane bianco su cui far cadere l’olio a filo approfittandone per analizzare il colore che è il giallo oro con sfumature pallide che contraddistingue l’olio di questa zona.

Si può passare poi all’esame olfattivo, il profumo è fruttato con alcune sfumature di frutta secca.

Si passa poi all’assaggio vero e proprio, abbiamo un olio morbido, con acidità quasi assente, un gusto che devia verso il dolce ed ancora un fruttato delicato che predomina, assente ogni tono piccante, sullo sfondo un ricordo della mandorla.

Un olio di qualità, se vogliamo riassumere il risultato.

Un olio dagli abbinamenti più svariati ed al primo posto metterei sicuramente quello con il pesce, sia al crudo dopo che si è servito nel piatto un branzino al forno, che cotto quando il pesce lo facciamo al cartoccio con un po’ di sale grosso, maggiorana ed un idea di dragoncello e semi di finocchio.

Perfetto ovviamente per un pesto preparato al momento con il battuto di prezzemolo e il grana, lo vedo molto bene con formaggi bianchi per esempio per condire un buon Quartirolo stagionato.

Buono per delle carni bianche, non lo vedrei invece su una fiorentina che chiama gusti più forti. Stesso discorso per le insalate, perfetto per un soncino più che per una rucola.

Tornando alla Bagna Verde di oggi devo dire che l‘olio “ILSC” è riuscito a dargli una morbidezza che non aveva mai avuta, rendendola più elegante e meno spigolosa del solito.

Se vi interessa la ricetta ho preso un pugno di pane secco e l’ho lasciato rinvenire nel brodo del bollito, l’ho strizzato e vi ho fatto un battuto con otto capperi, otto acciughe e mezzo pugni di basilico e poi ho emulsionato con un’abbondante dose di olio. Col lesso è uno spettacolo, ma anche senza lesso spalmato solamente sul pane ha il suo perché.

Paolo Maggioni

Il Raviolo di Sesto Calende

Pubblicata il by LACASADELLAPASTAFRESCA Caricata in Alimentari | Lascia un commento  

Il Raviolo di Sesto Calende al Persico di Lago e Gamberi di Fiume

fiore all’occhiello del Pastificio Sestese

“La Casa della Pasta Fresca®”

Leggi di più

Tagliolini alla Borragine

Pubblicata il by LACASADELLAPASTAFRESCA Caricata in Alimentari | Lascia un commento  

Tagliolini alla Borragine

di Paolo Maggioni – Food Blogger

La Casa della Pasta Fresca®

Piccola descrizione della pasta di oggi, sono tagliolini lunghi e sottili, fatti con sola farina ed acqua, niente uova, e dal bel colore verde profondo.

Per prima cosa apriamo però l’angolo “parental care”, ovvero se alla pasta può essere data la stellina di “prodotto apprezzato anche dai pargoli”. Prendiamo perciò la pasta, la cuociano e la serviamo con un bel sugo rosso ed una abbondante spruzzata di parmigiano reggiano. Il risultato è assolutamente apprezzabile, la pasta è gustosa ma nel contempo delicata, ottimo il contrasto del dolce del pomodoro con la borraggine e perfetto lo stacco del parmigiano. La pasta così preparata piace al papà ma soprattutto piace ai bambini che la spazzano. Viene aggiunta alla voce “childen friendly” insieme alla pasta diCastagne ed alle Tagliolini tricolore Le Italiane“.

Veniamo invece alla ricerca del condimento giusto per questa pasta e cominciamo magari a porci come obiettivo qualcosa di veloce che si possa preparare nello stesso tempo in cui bolle l’acqua dei tagliolini. La borragine è l’ingrediente principale del pansotto ligure e quindi per assonanza culturale il primo sugo che verrebbe in mente sarebbe quello alle noci; la noce chiama però la pasta corta e si deve pensare a qualcosa di diverso.

Il gusto della Borragine a molti ricorda il Cetriolo e quindi mi viene spontaneo un abbinamento allo speck come nelle migliori tradizioni Altoatesine, abbiamo comunque una predominanza del sapore dell’erba di campo e quindi ci abbinerei un bel  fungo ed è  leggermente  aspro e quindi userei del porro per smorzarlo un pochino. Detto fatto abbiamo quindi la veloce e facile ricetta.

 

Facciamo rinvenire il porcino secco in acqua bollente, facciamo un battutino con poco porro ( solo il bianco, mi raccomando ) e facciamo rosolare il tutto in un velo sottile di olio EVO. Sfumiano con il vino bianco ed eventualmente allunghiamo con un poco di acqua di cottura per evitare che si secchi mentre l’acqua bolle. Buttiamo la pasta e facciamola cuocere per 4/5 minuti e nel frattempo buttiamo sulla padella delle striscioline di speck che lasceremo scolorire leggermente provvedendo poi a spegnere subito la fiamma.

 

Trasferite direttamente i tagliolini dalla pentola alla padella del condimento, mescolate sul fuoco basso e poi impiattate, magari usando un coppapasta che ha sempre il suo perché.

 

Nota a latere: mentre la pasta cuoce sentirete un odore di erba molto forte, non preoccupatevi perché a fine cottura sarà svanito e quello che rimarrà sarà solo il lieve sapore erbaceo della pasta mentre il profumo predominante sarà quello dello Speck.

di Paolo Maggioni – Food Blogger

Un’idea originale da regalare !!!

SCOPRI TUTTI GLI ALTRI GUSTI  DI PASTA :

http://www.lacasadellapastafresca.it/welcome.php?lang=ita&page=pasta-secca

VI CONSIGLIO DI DARE UN’OCCHIATA AL CONDIMENTO DI VANNA IN CUCINA:

http://cucinaetorteggiaconvanna.blogspot.it/2012/11/tagliolini-alla-borragine-con-cavoli-e.html

 

Tagliolini alla borragine con cavoli e besciamella

 
 

Ingredienti: 250 gr di tagliolini alla borragine La casa della pasta fresca 500 gr di cavoli 2 spicchi d’aglio qualche pomodorini d’inverno 150 gr di mozzarelle besciamella parmigiano grattugiato latte olio extravergine d’oliva Dante sale e pepe
Procedimento:

Lessare i cavoli per tre minuti in acqua salata. Scolarli e lasciarli raffreddare In una teglia mettere un filo d’olio, un cucchiaio di parmigiano grattugiato e gli spicchi d’aglio, tagliati a metà. Disporre ordinatamente i cavoli e coprirli con la mozzarella, sfilacciata con le mani, un paio di cucchiai di parmigiano, la besciamella, i pomodori tagliati a rondelle, sale e pepe.Cospargere con un altro filo d’olio e mezzo bicchiere di latte.

Cuocere in forno, a 200°per il tempo necessario che il cavolo si cuocia .

Lessare in abbondante acqua salata i tagliolini. A cottura, scolarli e versarli nei cavoli, servire caldi! Sono buonissimi.

 

La Casa della Pasta Fresca®

Pastificio – Produzione e Vendita Diretta Pasta Fresca

Ristorante Self – Service

Gastronomia e Piatti Pronti da Asporto

Servizio Catering e Banqueting

Pranzi e Buffet per Cerimonie, Feste Private ed Eventi

Noleggio Attrezzature

Via V .Veneto 13 (S.S. Sempione) Sesto Calende(VA)

Tel. 0331 924981 – Fax. 0331 919385

info@lacasadellapastafresca.itwww.lacasadellapastafresca.it

www.facebook.com/LaCasadellaPastaFresca

Il vero ragu’ alla bolognese col Gianni macelar.

Pubblicata il by Gianni macelar Caricata in Alimentari | 1 Commento

 

Non tutti sanno che uno dei segreti del vero ragù alla Bolognese, quello la cui ricetta è stata addirittura depositata, risiede nel taglio di carne da utilizzare. Perchè il macinato del vero ragù alla Bolognese non è macinato qualsiasi, deve essere fatto utilizzando esclusivamente con la “cartella” ovvero il diaframma del bovino.

panera

 Si tratta di una carne non magra, molto scura a causa dell’alto contenuto di ferro, dal sapore molto intenso, ideale per un ragù che accompagni un bel piatto di pasta. Taglio non facile da trovare e che va ordinato al macellaio di fiducia per farselo mettere da parte. E visto che il Gianni doveva macellare una scottona di un azienda agricola di Paruzzaro( NO ), ho pensato bene di farmi preparare un chilo di cartella macinata con la piastra dell’ 8.

 

 

La premessa è che per preparare il ragù alla Bolognese occorre prendersi una mattina libera, magari con qualcos’altro da fare in casa ma comunque mettendo in preventivo  di doverlo curare amorevolmente mettendosi in batteria già alle otto di mattina.

Per prima cosa si deve preparare un bel battuto con mezza cipolla, due carote, un gambo di sedano e tre etti di pancetta ( oppure, come ho fatto io, un etto di lardo di collo e due etti di guanciale ) da far soffriggere un un tegame alto con olio EVO ed abbondante burro. Quando il soffritto avrà preso colore buttateci un chilo di cartella macinata e fatela rosolare bene bene sfumando alla fine con bicchiere di vino rosso.

 

Quando il vino sarà evaporato buttateci un dado, un tubetto e mezzo di concentrato di pomodoro ed 100 cc di latte caldo; aggiungete acqua bollente, incoperchiate e fate cuocere a fuoco molto basso aggiungendo altra acqua bollente ogni volta che vi sembri si stia asciugando. Quanto lo facciamo cuocere ? Come dicono gli americani “the more the best”, diciamo che io ho iniziato a fare il soffritto alle 8 ed ho spento la fiamma alla mezza, stiamo insomma fra le 3 e le 4 ore a fuoco basso. Importante mescolare energicamente ogni 20/30 minuti, io utilizzo una spatola larga di legno che permette di “raschiare”, sollevare e e girare bene il fondo evitando così che il ragù attacchi alla pentola.

 

Come prepararlo, benchè tanto si parli ti tagliatelle alla Bolognese secondo me la morte sua è la pasta corta ed in particolare gli Strozzapreti Romagnoli come si consumavano nelle trattorie in collina sopra Zesena che frequentavo nei primi anni di lavoro. Ed ovviamente per preparare della lasagne il cui gusto, vi garantisco, sarà impagabile.

Oggi comunque ci ho condito dei rigatoni fatti con pasta all’uovo di farina di grano duro preparati al momento con una macchina dono dei Moroni, Risultato spettacolare, il sugo scuro li ha imbevuti completamente, il ragù li ha avvolti ed il sapore era veramente “pieno”, quello vero, ricco e grasso, dei ragù che ti servono dopo il Reno.

 

 

 

 

 

Se avete quindi voglia consiglio una puntatina dal Gianni per portarsi a casa un po’ di cartella, ne vale veramente la pena. E tenete conto che il ragù ottenuto lo potete porzionare e surgelare in modo da portelo poi utilizzare nel tempo buttandolo a scaldare in padella.

Paolo Maggioni.

 

Una ricetta col Cuore di bovino del Gianni macelar

Pubblicata il by Gianni macelar Caricata in Alimentari | 12 Commenti

 Come cucinare il cuore di bovino in modo facile, veloce e gustoso

Cuore bovinoSi parla sempre più spesso di tagli dimenticati, del mitico quinto quarto che oramai è sempre più in disuso. Siamo arrivati effettivamente ai due estremi, da un lato i “fighetti” che al ristorante riescono oramai ad ordinare solo il filettino cotto alla griglia, dall’altro che per trovare il rognone o certi tagli di bollito si deve andare al ristorante di alto livello.

L’antidoto ideale a queste estremizzazioni potrebbe essere proprio quello di cominciare a recuperare certi tagli che erano comuni quando eravamo giovani cucinandoseli a casa una volta ogni tanto.

 Il primo di questi tagli potrebbe essere sicuramente il cuore, una bella carne dal colore scuro, ricca di ferro e di proteine e relativamente più magra rispetto ad altri tagli del bovino.
Leggi di più

Menù natalizi: gli antipasti del Gianni

Pubblicata il by Gianni macelar Caricata in Alimentari | Lascia un commento  

Il menù di Natale e di Santo Stefano da noi ha già una serie di pattern prefissati inderogabili e costanti nel tempo, non di meno sugli antipasti c’è sempre un grado di libertà verso le novità e le variazioni e quindi quest’anno, complice il volantino inviato dal buon Gianni Macelar alla sua mail list, ho voluto provare qualcuno dei suoi antipasti.

Consultazione del volantino, scelta di tre proposte classiche, consultazione con la famiglia per avere il nullaosta, ordinazione per tempo sempre per mail.
Comincio a dire che il paté pesa di più di quanto uno possa pensare e che i nervetti sono molto più leggeri di quello che sembrino e quindi riflettete bene sul peso di ciò che ordinate. Comunque a questo punto ho già elencato le prime due scelte e finisco dicendo che la terza proposta erano le Escargot alla Bourgogne.

Visto che l’accoglienza dei famigliari è stata molto positiva, a questo punto come ringraziamento ci può stare una recensione delle cibarie che potrebbe servire per le prossime feste comandate.

Le lumache erano di medie dimensioni, col guscio chiuso dall’impasto di burro e prezzemolo da far sciogliere con la veloce passata in forno che la trasforma in sughetto di accompagnamento. Lumache da estrarre con le forchettine, scure, con una carne soda ma sufficientemente morbida da richiede poca masticazione. Sapore intenso, ovviamente molto agliata la salsina che purtuttavia non è così invasiva da coprire il gusto inconfondibile della lumaca. Ottima figura con mio padre da cui era partita l’idea della lumaca.

Insalata di nervetti, o se vogliamo chiamarli con il loro nome, i Nervit.

Pezzi di nervetto di colore chiaro, tagliati per la maggior parte sottili ma con qualche pezzo più grosso e quadrato, tanta cipolla bianca, carote, peperoni, prezzemolo ed olio. Primo plauso al nervetto che è veramente morbido e si può quasi succhiare. Gusto deciso per la presenza della cipolla, da “Only the Brave” per copiare lo slogan di una nota marca di abbigliamento, che però ha l’effetto “una tira l’altra” come le ciliege. Fondamentale un buon pane di accompagnamento, comunque, magari di segale come a Santo Stefano. La vera pietanza lombarda che raccoglie l’approvazione sia del padre a Natale che del Suocero baffo a Santo Stefano.

Il Paté : composto che si presenta compatto ed omogeneo, abbastanza chiaro, contornato da una gelatina abbastanza scura.

Consistenza ottimale, si spalma senza spaccarsi pur rimanendo compatto al palato, sapore elegante dove la nota di liquore è evidente ma mai eccessiva. Gelatina abbastanza rigida e dal gusto deciso e salato. Devo dire un gran paté.

Paolo Maggioni

 

A Natale e Capodanno fai un Regalo di GUSTO!!! Il Raviolo di Sesto Calende

Pubblicata il by LACASADELLAPASTAFRESCA Caricata in Alimentari | Lascia un commento  

Tutto è iniziato quel lunedì 28 maggio 2012, quando  i 15 minuti di celebrità tanto declamati da Warhol sono entrati anche nel Pastificio di Susy Milani “La Casa della Pasta Fresca” di Sesto Calende  per celebrare  la nascita del Raviolo Sestese al Persico di Lago e Gamberi di Fiume.

Articolo stampa

In quella data è stato presentato ufficialmente nella sala consiliare del Comune di Sesto Calende il Raviolo “I LOVE SESTO CALENDE, nato proprio in concomitanza con la nascita del 1° Urban bolg della provincia di Varese e promosso subito a pieni voti dai tantissimi cittadini presenti all’evento.

 

Sesto Calende sorge nel punto esatto in cui il Ticino esce dal Lago Maggiore per riprendere il suo cammino verso il Po e ha un paesaggio di grande bellezza, tra lago, colline e montagne.

L’intento della Pastaia Susy Milani è stato proprio quello di usufruire dei prodotti del territorio per dare corpo e spessore ad un ripieno “originale”ma soprattutto “autoctono”.

Il connubio tra il persico di lago e il gambero di fiume, sfumato con del vino bianco e ammorbidito con un’idea di ricotta vaccina ha reso bene l’idea iniziale.

Articolo stampa

 

Questo Raviolo può essere accompagnato da un battuto di scalogno con il pomodorino

fresco e una grattata di pepe nero. Si potrebbe anche osare accompagnarlo da una

salsina ai gamberi o crostacei in generale o con della panna e zafferanoin pistilli,

ma anche un semplice e umano filo di olio extra a crudo ha un suo perché.

Insomma … provare per credere!

 

 

SCOPRI LE RICETTE del CUORE del RAVIOLO di SESTO CALENDE:

http://www.ilovesestocalende.it/alimentari/il-raviolo-di-sesto-calende-ricette-del-cuore/

L’oramai celebre e famoso  RAVIOLO DI SESTO CALENDE di strada ne ha fatta dalla sua nascita sbarcando oltre i confini regionali.

La sera del 17/11/2012   al RISTORANTE MONTICELLO DI POMBIA (NO), il famoso gruppo musicale dei NOMADI ha gustato a tavola insieme ai 133 ospiti dei FAN CLUB DI NOVARA E ORTA il nostro raviolo ricco di lago e fiume.

Articolo stampa

Un successo tutto del 1° URBAN BLOG della PROVINCIA di VARESE “ ILOVESESTOCALENDE.IT ” da cui è nata questa bontà d’eccellenza gastronomica a 5 stelle firmata Susy Mlani  de LA CASA DELLA PASTA FRESCA.

Presentazione del Raviolo di Sesto Calende al Distretto del Commercio di Malpensa Nord – Ticino

12.12.2012Nell’occasione della Cena di fine anno organizzata dal Distretto del Commercio Malpensa Nord – Ticino presso l’Agriturismo “Il Vecchio Castagno” di Angera e in presenza delle Amministrazioni comunali dei comuni di Somma Lombardo, Sesto Calende, Gola Secca, Varano Borghi,Vergiate e Angera il Raviolo Sestese al persico di Lago e Gamberi di Fiume è stato presentato dall’Assessore al Commercio Edoardo Favaron e il Consigliere Comunale Simone Pintori come prodotto tipico del territorio.

Degustati e apprezzati sono giunti i complimenti all’ideatrice del Raviolo Susy Milani.

 

La Casa della Pastga Fresca ® in collaborazione con Il Gruppo Commercianti e Artigiani di Sesto Calende, il 1° Urban blog della provincia di Varese “ILoveSestoCalende.it” e con il Patrocinio del Comune di Sesto Calende ha ideato in “esclusiva” quella che porterà Sesto Calende nel mondo…

UNA SCATOLA  in VERSIONE CARTOLINA per CONFEZIONE REGALO!!!

Con le foto del Fiume, del Lago,dei Monti e non poteva mancare il Ponte di Ferro simbolo storico della spendida Città Sestese. La scatola alimentare potrà contenere 1 kg. circa del Raviolo di Sesto Calende.

La Casa della Pasta Fresca®

Pastificio – Produzione e Vendita Diretta Pasta Fresca

Ristorante Self – Service

Gastronomia e Piatti Pronti da Asporto

Servizio Catering e Banqueting

Pranzi e Buffet per Cerimonie, Feste Private ed Eventi

Noleggio Attrezzature

Via V .Veneto 13 (S.S. Sempione) Sesto Calende(VA)

Tel. 0331 924981 – Fax. 0331 919385

info@lacasadellapastafresca.itwww.lacasadellapastafresca.it

www.facebook.com/LaCasadellaPastaFresca

Ristorante Self Service a Sesto Calende

Pubblicata il by LACASADELLAPASTAFRESCA Caricata in Alimentari | Lascia un commento  

Two gusts is meglio che one!!!

di Luca Boni– Professione Cuoco e Food Blogger

La Casa della Pasta Fresca®

 

Ricordo che negli anni passati il MaxiBon era pubblicizzato così … oggi potrebbe essere ripreso lo stesso spot dagli amici del Pastificio  La Casa della Pasta Fresca di Sesto Calende .

Luca Boni

Sabato a pranzo sono stato con un’amica al Ristorante Self Service di Sesto Calende a fare un giro di degustazione (pagando !!!! preciso !!!!!) e un volta appena dentro ci siamo trovati in difficoltà nel decidere che piatti scegliere , ma per di più la gentile ragazza dietro al banco ci ha proposto un bis di primi e di secondi .Per quanto riguarda il primo piatto ci sono state proposte delle Lasagne alla Bolognese e i Ravioli di Sesto Calende.

Per quanto riguarda la Lasagna posso dirvi che mi è parsa equilibrata nella sua semplicità, a parer mio forse un pochino insipida, ma subito smentito da chi era con me : estimatrice della buona cucina .

Il celebri Ravioli di Sesto Calende invece erano piacevoli al palato anche se personalmente proverei a servirli spadellati con una vellutata ai porri, invece il gusto della farcia è un leggero profumo di gamberi e pesce persico di lago.

 

Come secondo piatto la scelta è caduta su del petto di pollo farcito, che posso dirvi essere un buon piatto leggero, dal gusto rustico! da sconsigliare a chi si aspetta un qualcosa di raffinato e innovativo, ma che certamente riscontra piacere per chi voglia riassaporare “la semplicità d’altri tempi” …

Ad accompagnare il piatto delle patate al forno , classiche ben rosolate … a volte capita di trovarsi in situazioni dove le “pommes Parmantier” sembrano essere una sorta di purè . Quindi un plauso a Susy!!!

L’alternativa di bis propostaci come secondo, sono state delle scaloppine alla pizzaiola ,alla quale mi sento di dare una sufficienza, sebbene posso capire la necessità di servire piatti leggeri mi sarebbe piaciuto riscontrare un sapore più deciso nell’intingolo, a Susy mi permetto di suggerire di azzardare un pochino di più …

Nel complesso la recensione si può dire comunque positiva, anche grazie al fatto della possibilità di

degustare diverse preparazioni.

Nei prossimi giorni ritornerò a provare qualche altro piatto, al fine di poterVi poi raccontare, nella massima  sincerità, come li abbia trovati.

A presto L.B.

La Casa della Pasta Fresca®

Pastificio – Produzione e Vendita Diretta Pasta Fresca

Ristorante Self – Service

Gastronomia e Piatti Pronti da Asporto

Servizio Catering e Banqueting

Pranzi e Buffet per Cerimonie, Feste Private ed Eventi

Noleggio Attrezzature

Via V .Veneto 13 (S.S. Sempione) Sesto Calende(VA)

Tel. 0331 924981 – Fax. 0331 919385

info@lacasadellapastafresca.itwww.lacasadellapastafresca.it

www.facebook.com/LaCasadellaPastaFresca

La batata o patata americana!!!

Pubblicata il by Sesto Frutta Caricata in Alimentari | 1 Commento

La batata nonostante il nome ricordi quello della patata ha con questa ben poche cose in comune; non appartiene alla stessa famiglia , é più dolce e leggermente più calorica e ricca di amido.

La batata, o patata americana o patata dolce, da cucinare bollita, fritta o arrosto.

Le radici abbondanti e ramificate si ingrossano formando dei tuberi, lunghi fino a 30 cm, simili alla patata, ma più affusolati.

La batata ha una scorza liscia gialla rossastra segnata da solchi, all’interno è rossa.

Il suo sapore a metà tra la patata tradizionale e la zucca rossa e si presta alle più svariate preparazioni e ricette come il pane di batata.

Contiene quasi il triplo del fabbisogno giornaliero di Vitamina A e ha un potere antiossidante, emolliente e lenitiva.

Curiosità:

Pianta di Blackie a foglie rosse

La batata ha delle  virtù terapeutiche e nutrizionali  particolari, soprattutto il caiapo estratto dalla sua buccia, viene utilizzato dalle popolazioni giapponesi per curare l’anemia, l’ipertensione e il diabete.
Ma se proprio non ci interessa mangiarla, si può coltivare come pianta decorativa, soprattutto nella varietà Blackie a foglie rosse:  è bellissima!

 

In vendita da settembre a febbraio, vi aspetto!!

Anche in tv, a “I fatti vostri” !!! Vedi: Rai Tv Replay

Zuccolini Paolo

 

I menù di Natale di Gianni macelar

Pubblicata il by Gianni macelar Caricata in Alimentari | 2 Commenti

Ci siamo… Manca meno di un mese al S. Natale 2012 e come in tutte le attività commerciali, anche da Gianni macelar  fervono i preparativi per servire al meglio la propria clientela.

 

Anche quest’anno, come in passato è mia abitudine preparare un menù  abbastanza vario in modo da poter soddisfare le esigenze ed i gusti di chi vorrà concedermi la propria preferenza.

 

Clicca sul menù di Natale per ingrandire l’immagine

Come avrete certamente notato in questo menù non ho inserito il classico Bovino Adulto ma non preoccupatevi non mancherà sicuramente un buon taglio di bollito piuttosto che un brasato, un bel pezzo di Roast beef o una gustosissima Bourghignonne.

Com’era in uso tanti anni fa quest’anno macellerò  un bue di razza Piemontese, allevato con alimenti naturali e vegetali proveniente dall’Azienda agricola di Bodio Valentino sita in quel di Angera.

Ho pensato anche all’antipasto che come si suol dire, ha il suo bel perché nel pranzo di Natale.

 

Clicca sul menù degli antipasti natalizzi per ingrandire l’immagine

Per finire da Gianni macelar puoi trovare un’ampia scelta di confezioni e regali natalizi.

Dal classico salame su asse in confezione regalo,

alla confezione a vostra scelta con ceramica di Bassano (VI),


A quella, sempre a vostra scelta in cotto di Deruta (PG),


con il rame di un artigiano bergamasco,


E per finire una confezione di vino o vini a vostra scelta.

AssicurandoVi come sempre impegno e serietà, Gianni macelar con Paola e Sara, Vi augurano Buon Natale e proficuo Anno Nuovo.

 

Tagliatelle al peperoncino di Soverato a Sesto Calende (VA)

Pubblicata il by LACASADELLAPASTAFRESCA Caricata in Alimentari | Lascia un commento  

Tagliatelle al peperoncino

di Paolo Maggioni – Food Blogger

La Casa della Pasta Fresca®

Per la specialità di oggi del La Casa della Pasta Fresca siamo andati nel cuore della Calabria, anche chi non avesse letto il titolo a questo punto avrebbe già capito l’ingrediente, qualcuno diceva che il Calabrese il peperoncino lo metterebbe pure nel caffè, di tagliatelle al peperoncino si parla. Stiamo parlando di quel bel peperoncino rosso lungo qualche dito e che in Calabria raggiunge un livello medio di piccantezza di 5/6.000 SU ( Seville Unit ), il livello giusto per gustare il sapore senza ustionarsi come succede per i 50.000 Su di quello di Cayenna od i 400.000 dell’Habanero.

Tralasciamo le parti didattiche sulle virtù salutari del peperoncino e concentriamoci su quelle culinarie, dove costituisce la scorta di sapore e di gusto che può essere aggiunta ad ogni piatto e che può arricchire ogni preparazione.

 

Le tagliatelle al peperoncino de La Casa Della Pasta Fresca tanto per cominciare ne contengono una quantità sufficiente sia a dare un colorino rosato che a dare una carica di sapore  senza però mettere a repentaglio lingua, labbra e respirazione come succede quando la dose di machismo è eccessiva. Diciamo il piccante che carica e non il piccante che stende, ideale anche per una cenetta romantica se vogliamo. Una tagliatella senz’uovo e che per questo si cuoce in pochi minuti ( meglio 5, un paio in più di quanto scritto sulla confezione ), caratteristica molto interessante per chi ha figli che tornano affamati da scuola ed a cui si può servire un pasto a tempo record buttando la pasta nel momento in cui hanno varcato la soglia di casa.

Per la preparazione vogliamo andare su un ingrediente particolare al di fuori del suo territorio che aggiunga all’effetto piccante un effetto di acido ma aggiungendo un latticino in modo da contrastare eventuali effetti a lungo termine del peperoncino. La scelta di oggi è quindi la panna acida! So che qualcuno comincerà a stortare il naso pensando a ricette da Mugico della Steppa a base di cetrioli , allora se vogliamo chiamiamola come i francesi Crème Fraîche e vedrete che l’effetto è completamente diverso a livello psicologico.

Si tratta di un ingrediente che ho scoperto da poco e che mi ha sostituito per la sua versatilità e la sua eleganza di sapori, per quella sua acidità che alleggerisce il classico gusto della panna e lo fa decollare. Consiglio d’obbligo nella sua scontatezza, panna acida artigianale e fresca ed attenzione che il cucchiaino deve rimanere in piedi.

Preparazione molto semplice, per prima cosa prendiamo un po’ di porro e facciamolo rosolare con due gocce di olio EVO evitando che prendano però colore.

Aggiungiamo due cucchiai  di panna per ogni persona e facciamoli sciogliere a fuoco basso sul fuoco, saliamo il giusto.

Scoliamo la pasta e facciamola mantecare nella pentola con la panna.

Impiattiamo, magari con un coppapasta per dare un effetto un po’ più artistico ( non sprecatelo per il figlio affamato, non lo capirà ) e  decoriamo con un po’ di chips di guanciale che avrete realizzato realizzato facendolo scottare sulla piastra o su una pentola antiaderente.

 

Abbinamento del vino ? Qui abbiamo il prezioso consiglio di Fabio Olearo, una Malvasia Istriana, leggermente aromatica per stemperare sia il piccante che l’acido,  è sicuramente quanto di meglio ci possa essere per accompagnare questo piatto.

di Paolo Maggioni – Food Blogger

Un’idea originale da regalare !!!

SCOPRI TUTTI GLI ALTRI GUSTI  DI PASTA :

http://www.lacasadellapastafresca.it/welcome.php?lang=ita&page=pasta-secca

VI CONSIGLIO DI DARE UN’OCCHIATA AL CONDIMENTO DI VANNA IN CUCINA:

http://cucinaetorteggiaconvanna.blogspot.it/2012/10/tagliatelle-al-peperoncino-con-zucca-e.html

Tagliatelle al Peperoncino con zucca e gorgonzola

250 gr di Tagliatelle al Peperoncino La Casa della Pasta Fresca®

400 gr di zucca pulita una cipolla

50 gr di olio extravergine d’oliva

pepe nero sale 150 gr di gorgonzola

La Casa della Pasta Fresca®

Pastificio – Produzione e Vendita Diretta Pasta Fresca

Ristorante Self – Service

Gastronomia e Piatti Pronti da Asporto

Servizio Catering e Banqueting

Pranzi e Buffet per Cerimonie, Feste Private ed Eventi

Noleggio Attrezzature

Via V .Veneto 13 (S.S. Sempione) Sesto Calende(VA)

Tel. 0331 924981 – Fax. 0331 919385

info@lacasadellapastafresca.itwww.lacasadellapastafresca.it

www.facebook.com/LaCasadellaPastaFresca

 

I Fiori di Coniglio del Gianni macelar.

Pubblicata il by Gianni macelar Caricata in Alimentari | Lascia un commento  

Prontuario del genitore esausto :

I Fiori di Coniglio del Gianni Macelar

 Per quelli a cui fosse sfuggito dalle interviste del Gianni, il Mercoledì quando c’è chiusura, il nostro dinamico Macelar invece di andare a pescare, a bere Veleno dall’Olearo, costruire navi in bottiglia o mettersi a fare i mestieri di casa si dedica alla preparazione delle prelibatezze per il fine settimana.

 Il post di oggi è dedicato ad una di quelle cose che fanno la felicità dei genitori che sono i Fiori di Coniglio.

 

 

Stiamo parlando di una carne povera di colesterolo e di grassi, ad alto contenuto proteico, ricca di fosforo potassio e magnesio e che soprattutto è carica di gusto. Cibo ideale per un bambino perchè unisce gusto e salute in un colpo solo. Qual’è però il problema classico del coniglio ? Facile, che con tutti quelle ossa è uno smarronamento assoluto da mangiare e quindi i nostri teneri pargoli tendono a rigettarlo oppure a stufarsi immediatamente lasciandone metà nel piatto. E tutto questo dopo avere passato una dose considerevole in cucina per prepararlo in umido, arrosto od in salmì.

 

Il Fiore di Coniglio non è altro che un Hamburger pressato con la forma di un fiore, la carne macinata fine che si presenta con un bel colore rosa e con un invitante profumo  fresco che sterza verso il dolce.

 

Un tuffo in padella antiaderente ben cotta e dieci minuti di cottura ed otterrete una vera prelibatezza che i bambini divoreranno voracemente evitando così uno smarronamento ben peggiore delle ossa del coniglio, quello della litania del “Papi, che si mangia stasera ? Nooo, quello dai quello no” visto che l’accoglienza sarà entusiasta.

 

Com’è il gusto visto dalla parte di un adulto ? Interessante direi,  la prima nota e che se il coniglio a volte può risultare un po’ asciutto, il mix di tagli qui lo rende sugoso al palato mentre all’esterno resta bello croccante. Il gusto è lungo, equilibrato, avvolge la lingua senza urtarla con sapori eccessivi ma nondimeno riesce a dare un quid in più di piacevolezza rispetto al classico hamburger che di solito tende ad appiattirsi su un unico gusto mono tono.

 Suggerimento di uno dei bimbi : servito con una glassa al balsamico da il meglio di se.

 Suggerimento a parte per i genitori, se ne avanza un po’ mischiatelo con macinato bovino e suino, un po’ di guanciale, cuocete con porri, carote, biete e cos’altro avete in casa ed usate il tutto per prepararvi  una scorta di raviolini del plin.

F.to.

Paolo Maggioni

Il nashi

Pubblicata il by Sesto Frutta Caricata in Alimentari | Lascia un commento  

Buongiorno a tutti, vi voglio presentare un frutto che mi ha incuriosito da subito, si chiama nashi viene coltivato e lavorato nelle prealpi del Piemonte vicino a Cuneo, il suo sapore è gradevole e delicato.

Un prodotto dietetico, ben accetto da chi ha problemi di diabete, il nashi (Try) è buono, croccante, succoso e dolce. Ottimo con prosciutto crudo, formaggi duri e in macedonia, può essere tranquillamente consumato con la buccia perché privo di residui antiparassitari.

Per gustarne al meglio il sapore e le sue proprietà dissetanti, si consiglia di consumare il NASHI fresco di frigorifero.

Nashi (Pyrus pyrifolia (Burm. f.) Nakai) e’ una pianta originaria della Cina centrale (dove viene chiamato “li“; il termine “nashi” è invece giapponese e significa “pera“),  zona a clima temperato subtropicale, diffusa anche in Giappone, Coreadel Sud, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia. Alla fine degli anni ’80 è iniziata la sua coltivazione anche in Europa, con notevole interesse.

Le caratteristiche peculiari del nashi che lo differenziano dalla pera comune sono:

  • la forma: rotonda e appiattita, simile a quella della mela (da cui il nome improprio di “pera-mela”);
  • la polpa: compatta, succosa e croccante;
  • il sapore: dolce e profumato;
  • la buccia: liscia, di colore dorato-bronzato (negli esemplari più pregiati) o giallo-verde;
  • il gusto: particolarmente dissetante e piacevole.

Informazioni nutrizionali (valori medi per 100 g di Nashi)

  • Sost.secca   0,4 g
  • Lipidi            0,2 g
  • Calorie         51  kcal
  • Acqua          85,8%
  • Zuccheri     11,7 g
  • Calcio            4    mg
  • Proteine      0,5
  • Fibre             0,8 g
  • Magnesio    35  mg

Periodo vendita da settembre a dicembre.
Vi aspetto x un vostro giudizio!