IL VERMENTINO NERO

La personalità è un’aspetto da tenere in assoluta considerazione quando si valuta un vino, si misura nella presenza di caratteristiche peculiari che lo differenziano dal main stream portando spesso a scelte coraggiose. La personalità si può ottenere rimanendo fedele od addirittura recuperando certe tecniche di lavorazione, facendo rinascere vitigni autoctoni ormai quasi perduti, portando vitigni nuovi in zone con caratteristiche morfologiche in grado di esaltarne la qualità, oppure sperimentando nuove ricette con ingredienti tradizionali. In un momento di forte omologazione ed appiattimento del gusto, con le ruffiane tecniche di uso della Barrique e del taglio con Merlot e Cabernet per ottenere rotondità , piacevoli ma appiattenti, queste iniziative sono solo che degne di plauso.

Podere Terenzuola è una di quelle case di cui ho avuto modo di assaggiare un vino,frutto di una iniziativa di recupero di antichi vitigni : si tratta del Vermentino Nero, un’uva a bacca rossa della Lunigiana che era stata quasi abbandonata per le difficoltà di coltivazione. E’ infatti una varietà poco resistente alle principali patologie della vigna quindi deve essere coltivata con la massima attenzione per diminuire il verificarsi di condizioni favorevoli allo sviluppo delle malattie. Solo le qualità del vino prodotto e la volontà di creare (o ricreare ) un qualcosa che sfuggisse l’omologazione ha giustificato lo sforzo e la cura profusa.

Difficile fare una carta d’identità precisa del vitigno, dato che si conosce ancora poco sulle sue relazioni genetiche. Per alcuni deriva da una variazione del Vermentino Bianco,per altri potrebbe essere addirittura una forma antecedente a quella bianca. Lavoro di classificazione ancora in corso, vediamo quale sarà il responso della scienza.

I vigneti di produzione sono situati in alti rilievi collinari nei comuni di Pontremoli, Licciana Nardi e Fosdinovo, mentre in pianura andiamo a ridosso del mare nei comuni di Carrara e Massa. Come si vede, anche la collocazione geografica conferisce personalità al vino.

La vendemmia si effettua manualmente divisa per gradi di maturazione nel mese di ottobre; la vinificazione avviene attraverso la pressatura soffice con macerazione e fermentazione in barrique aperte con follature manuali e affinamento per sei mesi sui lieviti.

Veniamo adesso alla parte che conta, l’assaggio del vino che si presenta con un colore rosso rubino scarico con riflessi violacei, non molto intenso, mentre al naso è freschissimo con sentore di fiori e frutta, speziato con note di fragola poco matura e ribes rosso. In bocca rileviamo una nota asprigna molto fresca e diretta che è la sua peculiarità: sembra quasi di bere un bianco con colore aggiunto. Se questo non è sfuggire alla omologazione, non so cosa lo sia!!!

Con cosa lo possiamo abbinare un vino del genere ? Ovviamente si gusta benissimo al bicchiere per l’aperitivo, a tavola è comunque più da da zuppe di pesce importanti che da carni. Un rosso da abbinare a zuppe di pesce, interessante vero ? Se comuque volete rimanere fedeli alle carni, allora carni bianche e mi raccomando senza troppi intingoli.

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Pubblicata il by hollydrink Caricata in Bar Enoteche

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