IL CHIANTI CLASSICO DOCG RISERVA DUCALE ORO

Il grande Chianti ante litteram

Prima che il Chianti diventasse un vino alla moda, prima che tante cantine sfornassero grandi vini da queste terre basati sul Sangiovese, quando ancora il Chianti era quello con il fiasco di paglia perfetto per il largo consumo, prima di quello era la Riserva Ducale di Ruffino.

Era il 1927 ed i Tenimenti Ruffino ( quale nome meglio di Tenimenti riesce ad evocare antico legnaggio, affezione al territorio e toscanità all’estrema potenza ) decisero di creare un grande Chianti che si distinguesse per l’eleganza e ne dedicarono il nome al Duca d’Aosta, il cugino dei Savoia che in quel momento rappresentava il meglio della monarchia in Italia.

Era il 1947, in una Italia appena uscita dalla tragedia e dalle distruzioni della guerra che così vicina era passata ai Tenimenti ed il Duca d’Aosta morto nei campi di prigionia inglesi, che venne deciso di fare un coraggioso salto in avanti creando il Riserva Ducale Oro.

L’obiettivo era chiaro, si voleva creare un Chianti in grado di rivaleggiare con i migliori vini Piemontesi e francesi, furono scelte le migliori vigne che producevano il Sangiovese Toscano e da queste si decise di creare un grande vino adatto ad un lungo invecchiamento.

La coraggiosa scelta di qualità sin dall’inizio è stata confermata poi da una decisa valutazione delle annate che fa si che la produzione del Riserva Ducale Oro per ogni annata sia subordinata alla qualità della produzione di quell’anno. Questo vuol dire che se il 1999, il 2000 , il 2001 ed il 2003 sono annate da lunghissimo invecchiamento, il 2002 non è stato mai prodotto perchè non rispecchiava i severissimi criteri di selezione. Parlando poi di annate quella del 1977 e del 1985 sono considerate perfette e vogliamo ricordare che la longevità del vino rende molto frequente il trovare annate risalenti agli anni 50 nelle degustazioni organizzate da Ruffino.

Che si può dire di questo vino se non che affonda le proprie radici nel territorio e nella tradizione, conservando il gusto schietto del Chianti senza nessuna concessione alle ruffianerie che hanno contagiato molti produttori attenti al gusto d’oltreoceano molto più avvezzo alle anonime rotondità di certi rossi, con un invecchiamento in rovere ma nessuna barrique che ne altererebbe il gusto.

Abbiamo oggi disponibile, dopo cinque anni di invecchiamento, l’annata del 60 anniversario, quel 2007 che conferma all’assaggio una annata favorevole nella produzione toscana. Un vino, che per festeggiare l’anniversario, viene anche proposto ad un prezzo che si può definire stupefacente soprattutto se si considera che può rivaleggiare con molti SuperTuscany con prezzi a tre cifre.

Qualcuno l’ha definito lo Champagne del Chianti e l’assaggio ce ne da la conferma.

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Pubblicata il by hollydrink Caricata in Bar Enoteche

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