Menù natalizi: gli antipasti del Gianni

Il menù di Natale e di Santo Stefano da noi ha già una serie di pattern prefissati inderogabili e costanti nel tempo, non di meno sugli antipasti c’è sempre un grado di libertà verso le novità e le variazioni e quindi quest’anno, complice il volantino inviato dal buon Gianni Macelar alla sua mail list, ho voluto provare qualcuno dei suoi antipasti.

Consultazione del volantino, scelta di tre proposte classiche, consultazione con la famiglia per avere il nullaosta, ordinazione per tempo sempre per mail.
Comincio a dire che il paté pesa di più di quanto uno possa pensare e che i nervetti sono molto più leggeri di quello che sembrino e quindi riflettete bene sul peso di ciò che ordinate. Comunque a questo punto ho già elencato le prime due scelte e finisco dicendo che la terza proposta erano le Escargot alla Bourgogne.

Visto che l’accoglienza dei famigliari è stata molto positiva, a questo punto come ringraziamento ci può stare una recensione delle cibarie che potrebbe servire per le prossime feste comandate.

Le lumache erano di medie dimensioni, col guscio chiuso dall’impasto di burro e prezzemolo da far sciogliere con la veloce passata in forno che la trasforma in sughetto di accompagnamento. Lumache da estrarre con le forchettine, scure, con una carne soda ma sufficientemente morbida da richiede poca masticazione. Sapore intenso, ovviamente molto agliata la salsina che purtuttavia non è così invasiva da coprire il gusto inconfondibile della lumaca. Ottima figura con mio padre da cui era partita l’idea della lumaca.

Insalata di nervetti, o se vogliamo chiamarli con il loro nome, i Nervit.

Pezzi di nervetto di colore chiaro, tagliati per la maggior parte sottili ma con qualche pezzo più grosso e quadrato, tanta cipolla bianca, carote, peperoni, prezzemolo ed olio. Primo plauso al nervetto che è veramente morbido e si può quasi succhiare. Gusto deciso per la presenza della cipolla, da “Only the Brave” per copiare lo slogan di una nota marca di abbigliamento, che però ha l’effetto “una tira l’altra” come le ciliege. Fondamentale un buon pane di accompagnamento, comunque, magari di segale come a Santo Stefano. La vera pietanza lombarda che raccoglie l’approvazione sia del padre a Natale che del Suocero baffo a Santo Stefano.

Il Paté : composto che si presenta compatto ed omogeneo, abbastanza chiaro, contornato da una gelatina abbastanza scura.

Consistenza ottimale, si spalma senza spaccarsi pur rimanendo compatto al palato, sapore elegante dove la nota di liquore è evidente ma mai eccessiva. Gelatina abbastanza rigida e dal gusto deciso e salato. Devo dire un gran paté.

Paolo Maggioni

 

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Pubblicata il by Gianni macelar Caricata in Alimentari

About Gianni macelar

Praticamente nato in "Butega", faccio il macellaio da tutta la vita per me è molto più di una passione è una vera e propria vocazione. Negli anni mi sono specializzato in frollatura della carne bovina selezionata di scottona di incrocio Piemonte, prodotta da mucche che personalmente seleziono in piccole stalle a km 0. Perché come ripeto spesso "La carne rossa buona è la più sana di tutte"

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