Chinotto e Pin-Up

Il Chinotto è uno degli ingredienti dell’Italia del boom, la risposta italiana alle cole, nata negli anni 40 e che nel dopoguerra aveva trovato l’apprezzamento del grande pubblico.

Una serie di fattori ne avevano portato ad un disconoscimento a partire dagli anni 70 ma si sta lentamente assistendo ad una forte ripresa della considerazione che viene data a questa bibita.

Un gusto più maturo, quella sua punta di amaro che sovrasta lievemente lo zuccherino di base, la sua scarsa dose di carbonato, il Chinotto,  sono tutti ingredienti di una ricetta di eleganza. Quasi con snobismo oramai si può richiedere una bottiglietta di chinotto al bar, offrirlo a conoscenti che ti sono venti a trovare a casa o regalarlo all’amico invece del vino.

Abbondio, uno dei marchi storici del Chinotto, sta operando  una bella operazione di marketing per il rilancio delle bibite “vintage” italiane recuperando da un lato i sapori tradizionali con le ricette tradizionali ed ingredienti selezionati e dall’altro creando un package aggressivo in grado di richiamare immediatamente l’effetto nostalgia.

La scelta è stata quella di abbinare ad ogni bottiglia, e qui ricordiamo non solo il chinotto ma anche la gazzosa o il bitter, una procace Pin-Up dai colori abbinati a quella della bevanda stessa una mossa che riporta immediatamente agli anni 50 in un mix di situazioni sia italiane che oltreoceano.

Un ottima bevanda da tenere in frigo per placare la propria sete o per un simpatico ed originale regalo.

 Paolo Maggioni

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